73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

L’incantesimo del cinema sta per iniziare. Presentata a Roma la 73. Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia (Lido, 31 agosto – 10 settembre 2016). Il 30 agosto pre-apertura in Sala Darsena con la copia restaurata di Tutti a casa (1960) di Luigi Comencini, in occasione del suo centenario.

73. Mostra - Paolo Baratta e Alberto Barbera

Paolo Baratta e Alberto Barbera – Foto Antonella Cecconi

In una affollata conferenza stampa all’hotel Excelsior, il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e il Direttore della 73. Mostra Alberto Barbera hanno illustrato le novità e il programma di questa edizione.

LE NOVITA’

L’apertura di una ‘sala nuova‘, con la copertura dello scavo nella zona prospiciente l’edificio del Casinò, e la sezione ‘Cinema nel Giardino‘ con proiezioni, di un ‘cinema di mezzo’, gratuite e aperte a tutti, come Geumul (The Next) di Kim Ki-duk, la storia di un pescatore che sconfina e si trova ad essere accusato dalla Corea del Sud e da quella del Nord; L’estate addosso di Gabriele Muccino e Robinù di Michele Santoro, un documentario su Napoli e Scampia.
Il rafforzamento della ‘Biennale College’ (che favorisce lo sviluppo di un progetto verso un’opera compiuta) e l’avvio del ‘Venice Production Bridge‘ (pieno finanziamento di opere compiutamente progettate) aperto a nuove forme e media: documentari, serie televisive e destinate al web, Realtà Virtuale (con 8 progetti di corto/mediometraggi).

 

Jean-Paul Belmondo

Jean-Paul Belmondo -Asac la Biennale di Venezia

Quest’anno, per la prima volta, verrà ospitata la sezione MigrArti, dedicata ai corti e ai docufilm che hanno coinvolto direttamente dei nuovi italiani. Il Premio MigrArti della 73. Mostra di Venezia raccoglie le 16 produzioni  vincitrici del bando del Mibact (per la promozione di progetti cinematografici in grado di contribuire alla valorizzazione delle culture delle popolazioni immigrate in Italia) tese a incrementare il confronto e il dialogo interculturale. “Con il progetto Migrarti – ha sottolineato il ministro Franceschini – stiamo cercando di colmare un colpevole ritardo e favorire la conoscenza delle tante culture e delle diverse comunità che vivono in Italia”. La giuria, che nominerà il vincitore del Premio Migrarti, sarà presieduta dal regista Ferzan Özpetek.
Da seguire l’originale progetto di ultraCinema ‘e g h‘ (Live Movie per tutti e per nessuno) di Emiliano Montanari e Enrico Ghezzi, di cui è possibile seguire la gestazione (casting) e ‘ovulazione’ in diretta a Venezia sul sito: http://www.egh.guru/ . La capsula studio ovale di ‘e g h’ apparirà e sparirà in diversi luoghi.
Da quest’anno, su decisione del CdA, saranno attribuiti due Leoni d’Oro alla carriera, uno assegnato a registi, o comunque legato al mondo della realizzazione, l’altro legato al mondo dell’interpretazione, quindi un attore o un’attrice. A riceverli, durante questa 73. Mostra, saranno l’attore francese Jean-Paul Belmondo e il regista polacco Jerzy Skolimowski.
Il presidente della Giuria del Concorso di Venezia 73. è il regista britannico Sam Mendes, mentre della Giuria della sezione Orizzonti è il regista francese Robert Guédiguian, e a presiedere la Giuria per il Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” è stato chiamato l’attore italiano Kim Rossi Stuart.
Quest’anno la Rai, Main Media Partner, garantirà la copertura del servizio pubblico della kermesse. Rai Movie sarà la ‘TV della 73. Mostra’ e Rai3 manderà in onda un programma quotidiano dalle 20.00 alle 20.25.

 

La La Land

La La Land, Emma Stone e Ryan Gosling – Asac la Biennale di Venezia

IL PROGRAMMA

L’edizione di quest’anno è dedicata a due registi recentemente scomparsi: Michael Cimino e Abbas Kiarostami. Del primo verrà proiettato L’anno del dragone (1985) e del secondo This is my film: 76 minutes and 15 Seconds with Kiarostami, realizzato da Seifollah Samadian, amico e storico  del regista iraniano. Un montaggio del materiale raccolto in 25 anni sull’attività e le riflessioni di Kiarostami. Il film sarà preceduto da  un cortometraggio digitale inedito, di una serie (24 Frames) ispirata ad alcuni pittori vissuti prima della nascita del cinema. Il regista non ha completato i corti ma i figli hanno autorizzato la proiezione di uno di questi a Venezia.
L’apertura della kermesse è affidata al film in concorso (musical) di Damien Chazelle La La Land con Ryan Gosling ed Emma Stone e per la chiusura sarà proiettato il remake dei The Magnificent Seven di Antoine Fuqua (che è anche film di apertura a Toronto) con Ethan Hawke, Denzel Washington e Chris Pratt, questi ultimi due saranno al Lido.

73. Mostra - Baratta e Barbera

Paolo Baratta e Alberto Barbera – Foto Antonella Cecconi

VENEZIA 73. IN CONCORSO

I venti film in concorso sono stati selezionati tra i 1468 lungometraggi visionati da Alberto Barbera e i suoi collaboratori.
Arrivato in dirittura finale Jackie di Pablo Larrain (regista cileno) che ha affidato a Natalie Portman il mandato di interpretare una icona del secolo scorso, la First Lady americana durante i quattro giorni successivi all’attentato a suo marito. Natalie Portman, insieme a Lily-Rose Depp ed Emmanuel Salinger, è anche protagonista di una proiezione speciale (fuori concorso) Planetarium di Rebecca Zlotowski.
Due i film di fantascienza: The Bad Batch, dell’iraniana Ana Lily Amirpour, con Keanu Reeves e Jim Carrey, in cui viene rappresentato un futuro distopico dove tutti reietti della società vengono isolati nel deserto ed è emarginato chi non si adegua  e Arrival di Denis Villeneuve che narra l’incontro con gli alieni. Presente anche Terrence Malick con un documentario, Voyage of Time con la voce di Cate Blanchett. Con Rai (Paradise) del russo Andrei Konchalovsky torna la storia: riflessioni sull’Olocausto. Riferimento storico anche per The Light Between Oceans di Derek Cianfrance, la storia di un uomo che, ferito dalla guerra, si ritira in un faro in Nuova Zelanda, con la coppia (sul set e nella vita) Michael Fassbender e Alicia Vikander. Emir Kusturica nel suo On the Milky Road dirige Monica Bellucci.

Sam Mendes, presidente della Giuria - Asac - la Biennale di Venezia

Sam Mendes, presidente della Giuria – Asac – la Biennale di Venezia

Barbera ha sottolineato come quest’anno il cinema è mediato dalla letteratura, come per Une vie di Stéphane Brizè. Concorre anche Wim Wenders con Les beaux jours d’Aranjuez (3D) con Nick Cave. Evidente l’influenza di Pasolini nel film del cileno Christopher Murray, El Cristo ciego, parabola cristologica ambientata in Cile. Tom Ford presenta un thriller, Nocturnal Animals, con Jake Gyllenhaal e Amy Adams.
Per quanto riguarda gli italiani Barbera ha lamentato come abbia visto nei 125 film iscritti “più quantità che qualità”. In concorso: la commedia Piuma di Roan Johnson, con Luigi Fedele, storie di problematiche giovanili; l’ambizioso Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, un documentario cosmologico sui quattro elementi naturali (acqua, aria, terra e fuoco), produzione low-budget, 120.000 € ma girato in molte parti del mondo e Questi giorni di Giuseppe Piccioni, storia di una città di provincia vista attraverso il rapporto tra quattro amiche, con Margherita Buy.

Conferenza stampa

Conferenza stampa – Foto Antonella Cecconi

FUORI CONCORSO – I DOCUMENTARI

Tra le proposte interessanti i documentari. American Anarchist di Charlie Siskel, su uno dei libri, proibito ma acquistabile in internet anche su Amazon: ‘The Anarchist Cookbook’ di William Powell, edito nel 1971, che fornisce istruzioni su come costruire un ordigno fatto in casa (come nel caso delle pentole utilizzate nell’attentato alla Maratona di Boston il 15 aprile 2013). In quasi tutte le abitazioni di chi ha compiuto stragi negli Stati Uniti c’era questo libro. L’autore lo ha rinnegato pur incassando le royalties e il regista ha convinto lo scrittore a confessarsi in pubblico. Assalto al cielo di Francesco Munzi, gli anni tra il 1967 e il 1977 raccontati attraverso la documentazione rintracciata all’Archivio Luce. On More Time with Feeling (3D) di Andrew Dominik con Nick Cave. I called Him Morgan di Kasper Collin, sulla vita, finita tragicamente, del jazzista ucciso dalla moglie tradita.

manifesto

Manifesto 73. Mostra – Foto Antonella Cecconi

VENEZIA CLASSICI

Il film di apertura di questa sezione è Shabhaye Zayandeh – rood (The Nights of Zayandeh – rood) del 1990 del regista iraniano Mohsen Makhmalbaf auto-esiliatosi a Londra. All’epoca il comitato di censura tagliò 37 minuti del negativo originale, vietò la proiezione pubblica della versione mutilata e impedì la realizzazione di copie. Nel 2016 sono state recuperate, negli archivi del comitato di censura, alcune parti del negativo originale e lo stesso regista ha restaurato una copia della durata di 63 minuti (invece dei 100 originali). Saranno proiettati: l’ultimo film del regista giapponese Kato Tai (noto per i suoi film di yakuza), The Ondekoza (1979) e il restaurato Break up – L’uomo dei cinque palloni (1960) di Marco Ferreri. A mezzanotte di venerdì: Zombi (1978), il capolavoro di George A. Romero, nella versione curata all’epoca per il mercato europeo da Dario Argento, che presenterà il film.

Attesa per l’anteprima mondiale del film (fuori concorso) di Mel Gibson, Hacksaw Ridge e per i due episodi della serie ‘vaticana’, evento speciale, di Paolo Sorrentino, The young pope, con Jude Law, Diane Keaton e Silvio Orlando. Stay tuned.

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