73. Mostra del Cinema di Venezia. American Anarchist, ovvero un libro esplosivo

Fuori concorso. La docu-intervista di Charlie Siskel a William Powell, autore di The Anarchist Cookbook (1971), libro di istruzioni per la fabbricazione di esplosivi.

Charlie Siskel (ex avvocato, regista e produttore con diverse nomination agli Academy Awards e agli Emmy) produttore di Bowling for Columbine di Michael Moore (premio Oscar 2003 come miglior documentario), arriva alla Mostra di Venezia con una sceneggiatura di grandissima attualità, American Anarchist. Siskel ha rintracciato e intervistato William Powell, autore di The Anarchist Cookbook (pubblicato la prima volta nel 1971), libro che contiene dettagliate istruzioni per la fabbricazione di esplosivi e rudimentali dispositivi di telecomunicazione. Il testo, che ha venduto oltre due milioni di copie, è risultato in possesso degli autori di molte sparatorie nelle scuole americane e di attentati terroristici, perciò è stato associato a questi episodi di violenza.Anarchist 1

Charlie Siskel, (Asac – la Biennale di Venezia)

Scritto da Powell all’età di diciannove anni per protesta contro il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra in Vietnam, The Anarchist Cookbook si colloca all’interno del movimento pacifista che dai campus americani innescò la grande crisi di identità del popolo americano. Marce, canti, grida, manifestazioni, protagonisti furono i giovani che credettero al messaggio di fratellanza, di uguaglianza e di solidarietà di Kennedy. Furono proprio questi giovani a prendere la bandiera, a stracciarla e a bruciarla. Una bandiera che era stata il simbolo della libertà di una nazione divenne un vessillo sinonimo di colonialismo. Gli scontri con i manifestanti divennero violenti e così Powell (di famiglia borghese e un padre alle Nazioni Unite) pensò di scrivere un manuale di difesa e attacco attingendo ai manuali militari consultati nella biblioteca pubblica.

C. Siskel, A. Anarchist

Sala Grande, Charlie Siskel durante la proiezione di American Anarchist, by Antonella Cecconi

Dopo aver scritto il libro Powell, che non ne possedeva  (è recentemente scomparso) una copia, ha tentato di farlo rimuovere dalla circolazione. L’editore indipendente che pubblicò The Anarchist Cookbook,  Lyle Stuart, avendo acquistato i diritti d’autore passati poi alla casa editrice, gli fece sapere che era sua intenzione continuare a pubblicarlo e che era un suo diritto.
Un libro può essere considerato causa di stragi? Dove finisce la libertà di espressione? Su queste e altri quesiti si interroga il film ripercorrendo i numerosi episodi di violenza a cui è stato collegato.
Powell ha ammesso di sentirsi “responsabile del modo in cui il libro è stato usato”, ma la responsabilità di atti violenti rimane pur sempre personale. L’autore, attraverso molti siti web dedicati al testo, ha manifestato il suo desiderio di vederlo rimosso dalla circolazione. Al contempo si è dissociato da quanto aveva scritto: “Il libro, per molti aspetti, era un prodotto sbagliato della mia rabbia di adolescente di fronte alla prospettiva di essere arruolato e inviato in Vietnam a combattere in una guerra a cui non credevo. Quando scrissi il libro, era arrabbiato e alienato. Oggi ho capito che la violenza non può essere usata per impedire la violenza. Per parafrasare Aristotele: è facile essere arrabbiati. Ma essere arrabbiati con la persona giusta, al momento giusto e nella misura giusta che è difficile: questa è l’essenza di una persona civile”.
Powell ha frequentato “scuole per ricchi delinquenti”, è stato vittima di atti di bullismo e ha pagato cara la sua adolescenza. Divenuto insegnante di ragazzi con disturbi dell’apprendimento è stato lontano dagli Stati Uniti per il resto della sua vita, trascorsa da ultimo in Francia accanto alla propria moglie, dolce àncora di una vita spesa in Africa e in Asia al fianco dei ragazzi più difficili, quegli stessi ragazzi nei quali molto probabilmente si rispecchiava.

Sito Mostra del Cinema di Venezia: http://www.labiennale.org/it/cinema

 

 

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Written by Marina Tittarelli

3 comments to “73. Mostra del Cinema di Venezia. American Anarchist, ovvero un libro esplosivo”

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