Barricadiero, vino e politica nel bicchiere

‘Barricadiero’ di Aurora, uno dei vini rossi che hanno fatto la storia dell’enologia marchigiana, raccontato da Francesco Falcone, nelle sue diverse annate all’interno del laboratorio “Barricadieri” a Terroir Marche 2016.

 

Francesco Falcone e Federico Pignati

Francesco Falcone, Federico Pignati

Nel Barricadiero ritrovi il profumo e il sapore buono della politica (nella sua accezione migliore: le attività che si riferiscono ai ‘molti’), un gruppo di giovani amici che vedono sorgere l’alba (‘aurora’) dei loro sogni alla fine degli anni ’70, quando decidono di investire il loro futuro nella terra e, dopo impegno e condivisione di ideali, vedono la realizzazione del loro lavoro e principi: lavoro in cui non si sfrutta e non si è sfruttati, dove la terra è rispettata (coltivazioni biologiche), dove la biodinamica non è moda ma pratica, lungo il solo percorso etico e possibile: sostenibilità e qualità. Lungo questo percorso si sono aggiunti tanti compagni di viaggio, altre aziende che insieme hanno creato una nuova realtà associativa: ‘Terroir Marche’, con un protocollo che non ammette deroghe in funzione del guadagno. Oggi Aurora è un esempio di biodiversità, 32 ettari, 10 di vigneto, 2 di uliveto, 1 di frutta, 5 di seminativo e il resto boschi con i caratteristici “calanchi”.

Prima etichetta del Barricadiero

Prima etichetta del Barricadiero

Da sempre importante, nella loro pratica e affermazioni, era: “lavorare la terra senza sporcarla, cercando di mantenere inalterato il paesaggio disegnato dal clima e dal tempo, era fare cibo sano per salvaguardare la salute di chi lo avrebbe consumato e quindi anche la nostra. Era ed è importante osservare la natura che ci circonda, il nostro terreno, le piante che vi nascono spontanee e, da qui, capire come integrarsi. Abbiamo deciso poi di trasformare i frutti raccolti ed ecco che, ancora una volta, non abbiamo avuto fretta, abbiamo cercato di capire quali erano i nostri limiti d’intervento per avere cibo, per noi soprattutto vino, sano, genuino e piacevole”. All’impegno civile è seguito, come precisa Federico: “Non il ritiro in campagna, perché per noi è stato un metterci in gioco: lavorare senza sfruttamento e senza sfruttare. Non vogliamo sfruttare nemmeno la natura. Nessuno in Contrada Ciafone ha usato diserbanti. Nel tempo abbiamo impiantato più querce che vigne. Dieci anni fa tutta la contrada è diventata biologica. Quando nel 1985 abbiamo iniziato a produrre qualche bottiglia, nelle Marche, eravamo i primi a produrre biologico”. Oggi Aurora produce soprattutto vino.

Nuova etichetta

Barricadiero, nuova etichetta

Aurora ha fondato il Consorzio Terroir Marche, vignaioli che promuovono e valorizzano la coltivazione e la trasformazione biologica e biodinamica della vite. Il Consorzio è formato da uomini e donne accomunati da un’attività agricola etica, in cui al centro c’è l’uomo, la terra, il lavoro e tutto questo si traduce in Terroir. Nell’etichetta è rappresentato il ‘bove finto’ del carnevale di Offida.

etichetta attuale

Barricadiero, etichetta attuale

I vigneti del Barracadiero (con viti a cordone speronato), a sud del territorio di Offida, sono impiantati in collina a circa 150 mslm, su un terreno di medio impasto argilloso, tendente al calcareo. È un vino rosso prodotto da uve selezionate di Montepulciano 100% ben mature. Il colore è un rosso rubino carico, limpido; al naso presenta sentori di frutta rossa matura e confetture di ciliegie, spezie, vaniglia. In bocca è secco, sapido e leggermente tannico. La fermentazione è spontanea in legno e l’affinamento viene fatto in vecchi legni (barrique e botti di rovere) 24 mesi e altri 6 mesi in bottiglia. Il metodo di produzione è biologico e biodinamico. Uso minimo di solfiti e nullo di lieviti selezionati. Ogni annata, proprio perché è un vino biologico figlio di stagioni mai uguali, ha una personalità diversa che si ritrova nel bicchiere.

Federico Pignati

Federico Pignati

Dal 1997 in cui era un rosso piceno superiore, nel 2009 Marche IGT, il Barricadiero dal 2011 viene prodotto come Offida rosso. Nel 1997-1998 aveva un 10% di Sangiovese. Nel 2006 un po’ di Merlot. Dal 2011 è Montepulciano in purezza. I primi vini in degustazione (le annate più vecchie) sono una produzione da piante che non esistono più. Le prime annate sono state affinate in botti e barrique, poi solo barrique e dal 2011 in poi Federico e soci sono tornati al metodo antico, barrique nuovo per il 10% e il secondo anno in botte più grande, rovere di Slavonia. Dal 2009, e soprattutto dal 2010, usano solo lieviti autoctoni, la gradazione va dai 13,5 ai 14 gradi, con 60 milligrammi di solforosa.

Barricadiero

Barricadiero

Aurora 1997
Vino tenero, un rosso gastronomico, annata tenace e vitalità notevole, un vino territoriale. Federico ha raccontato come il Barricadiero è nato dopo una degustazione di tutti vini dell’azienda.
Barricadiero 2001
10% Cabernet Sauvignon 90% Montepulciano, volume maggiore, maggiore presenza tannica, per la prima volta solo barrique. Un vino maggiormente vocato ‘al muscolo’ piuttosto che al dettaglio.
Barricadiero 2002
Il 2002 è stata un’annata fredda e il Montepulciano quando non matura in modo impeccabile conserva qualcosa di erbaceo, sembra simile a un buon cru di bordeaux. Rosso selvatico, vena resinosa, balsamica, vitale in bocca, manca la dolcezza e morbidezza del 2001. Carattere e personalità.

Barricadiero 2003
Un’annata con rossi un po’ statici, con un inverno torrido e siccitoso. Il Barricadiero 2003 risulta molto più salino di quello del 2001. Filtraggio blando. Vino asciutto.
Barricadiero 2004
Vino chiuso, con un po’ di riduzione, erbaceo, con una vena verde.
Barricadiero 2006
Con una piccola quota di Merlot. Un’annata di grazia.

Barricadiero

Barricadiero 2001

Barricadiero 2008
Un’annata straordinaria. Vino graduale, rustico, cambia con una completezza entusiasmante. Con una espressione quasi abruzzese. Vino con profumo forte asprigno.
Barricadiero 2009
“Con questo anno inizia in azienda una discussione  su quello che avevamo fatto. Fino al 2009 avevamo usato albumina e caseina. Non su tutti i vini, iniziammo a fare fermentazione spontanea. Era giunto il momento di cercare di non utilizzare più  nulla e di fare il vino più  pulito possibile, avvicinandoci alle pratiche biodinamiche. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo frequentato corsi. La differenza rispetto al bio era solo nell’adozione di cui alcuni prodotti usati. Così usiamo sovescio, fasi lunari (non nella potatura) e corno – letame”.
Barricadiero 2010
Primo Barricadiero prodotto con Montepulciano in purezza. Annata del cuore. Buono.
5.500 bottiglie di barricadiero

Barricadiero 2013
Freschezza, ciliegia, marasca e cioccolato. Vino complesso, articolato e in progressione.
Il loro uso del rame è stato  molto attento e minimo, all’insegna di “attenzione alle piante e all’ambiente”.
I premi. Il Barricadiero è stato ‘scoperto’ da Veronelli nel 2002. Le annate 2001 – 2002 – 2003 – 2004 sono entrate nella guida Slowine e le annate 2001 – 2002 – 2003 – 2004 – 2006 – 2009 e 2010 nella guida Vini d’Italia del Gambero Rosso.

Siti: Aurora, Terroir Marche

Foto e video di Marco De Felicis

[wds id=”17″]

Intervista a Federico Pignati (azienda Aurora), Presidente del Consorzio Terroir Marche – vignaioli bio

 

 

 

Please follow and like us:
Barricadiero, vino e politica nel bicchiere ultima modifica: 2016-06-05T09:06:32+00:00 da Antonella Cecconi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Se hai trovato interessante questo articolo condividilo