Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà a Villa Torlonia

Le circa 200 opere di Duilio Cambellotti – in mostra nei Musei di Villa Torlonia (Casino dei Principi e Casino Nobile) – illustrano il lavoro multidisciplinare dell’artista romano e sono un inno alla fantasia. Fino all’11 novembre 2018.

Casino dei Principi, ingresso mostra

Casino dei Principi, ingresso mostra

Il percorso monografico all’interno dei prestigiosi spazi del Casino dei Principi e del Casino Nobile – integrati dalle famose collezioni di vetrate Liberty della Casina delle Civette – consente di ricollocare ed apprezzare le opere di varia tipologia di Duilio Cambellotti (Roma 1876-1960). In mostra sono esposte circa quaranta opere provenienti dal Museo Cambellotti di Latina (attivo dal 2005 con opere acquisite e donate dagli eredi dell’artista). 

Casino del Principe, prima sala

Casino del Principe, prima sala

Duilio Cambellotti fu soprattutto uno scultore originalissimo ma anche orafo, ceramista, illustratore, pittore, scenografo teatrale e cinematografico, costumista e infine anche fotografo e collezionista (come di ex libris e di ceramiche popolari, acquisite dal Civico Museo del Paesaggio di Maenza, Latina). 
Sin da giovane si dedicò a un lungo apprendistato nelle varie tecniche dell’artigianato (come intaglio su legno, lavorazione dei metalli) sotto la guida di buoni maestri come Serafino Macchiati, Alessandro Morani e Raffaele Ojetti, docenti al Museo Artistico Industriale di Roma (M.A.I.).

Cambellotti, Bozzetto esecutivo per il manifesto Esposizione Nazionale di Torino del 1898-1897 tempera biacca carboncino porporina matita su carta da disegno grigia 1135 x-79 cm Copia

Cambellotti, Bozzetto esecutivo per il manifesto Esposizione Nazionale di Torino del 1898-1897 tempera biacca carboncino porporina matita su carta da disegno grigia 1135 x-79 cm Copia

Recuperò anche le antiche tecniche decorative legate allo stucco, all’encausto, al mosaico, alla vetrata, al graffito e all’affresco. Padroneggiate le tecniche la sua fantasia non trovò più ostacoli. Nel 1912 si tenne la prima mostra della vetrata artistica in cui Cambellotti, insieme a Bottazzi, Grassi e Picchiarini, espone le vetrate realizzate con vetri colorati e piombati anziché dipinte.

Cambellotti, Conca dei nuotatori, 1910, terracotta dipinta e invetriata, 12,5 x 37 - Copia

Cambellotti, Conca dei nuotatori, 1910, terracotta dipinta e invetriata, 12,5 x 37 – Copia

Un artista sperimentatore che lavorò in ambiti (anche socio-politici) differenti. Fece suo il principio di unità e sintesi delle arti decorative (Ruskin, Morris e Van de Velde). Riprese la stilizzazione del Liberty inglese contaminandola con quella grecizzante della Secessione Viennese e quella orientale. La sua fascinazione per l’Oriente, dopo un suo viaggio a Costantinopoli, è testimoniata dall’acquisto di ceramiche turche e di tessuti mediorientali. Sia le ceramiche che le fotografie scattate durante il suo soggiorno entreranno a far parte di quell’archivio di forme e colori che hanno trovato la loro espressione nelle venti tempere per le illustrazioni di Le mille e una notte (1912).

Ceramiche di manifattura orientale e altre prodotte da Cambellotti

Ceramiche di manifattura orientale e altre prodotte da Cambellotti

La mostra è allestita in una location spettacolare, Villa Torlonia, ed è articolata in due sedi distinte. La parte più cospicua di opere è ospitata nelle otto sale del Casino dei Principi. Mentre una sezione dedicata alla scenografia e una galleria di sculture concludono l’esposizione nella sede del Casino Nobile. Parte integrante della mostra è la collezione permanente di vetrate liberty e déco ospitata nella splendida Casina delle Civette.

Casina delle Civette, Civette, Vetro antico di Germania soffiato a bocca colorato in pasta; vetro opalescente; graffiatura a cuoco; gemme (schegge): impiego di piombo di vario spessore. 1918

Casina delle Civette, Civette, Vetro antico di Germania soffiato a bocca colorato in pasta; vetro opalescente; graffiatura a cuoco; gemme (schegge): impiego di piombo di vario spessore. 1918

Nel Casino dei Principi sono esposte circa 230 opere, all’interno delle quali sono sintetizzati sei decenni d’intenso lavoro. Oltre che abile incisore, cesellatore e decoratore Cambellotti si confronta con la modernità, il cui scenario è la città contemporanea. Progetta per le industrie artistiche nazionali e straniere, e disegna – per esposizioni, banche e teatri – splendide affiche pubblicitarie (dal Manifesto per l’Esposizione Nazionale di Torino del 1898, 1897 a La falsa civiltà, 1905). 

Duilio Cambellotti, Le vestali, 1910-14 china, tempera e biacca su cartone, 52 x 52 cm - Copia

Duilio Cambellotti, Le vestali, 1910-14 china, tempera e biacca su cartone, 52 x 52 cm – Copia

Dopo essersi occupato del mondo arcaico contadino, nel primo decennio, e aver scrutato la Campagna romana (Campagna arata, 1912), l’artista si rivolge alla borghesia emergente che trova la sua espressione nelle sinuose e seducenti forme e linee del Liberty. Gli oggetti assumono un aspetto fitomorfo e la sua arte oscilla tra arcaismo e modernità. Nella sua concezione dell’abitare hanno ampio spazio tutte le tecniche artigiane al servizio della realizzazione estetica della casa.

Duilio Cambellotti, Stipo Le curiose, 1923 noce con inserti plastici in bronzo, cm 71 x 96,5 x 47,5

Duilio Cambellotti, Stipo Le curiose, 1923 noce con inserti plastici in bronzo, cm 71 x 96,5 x 47,5.

Un dualismo permea il suo percorso artistico. Il manifesto ufficiale per l’Esposizione del Cinquantenario Roma 1911 alla Capanna dell’Agro rappresenta le condizioni dei braccianti nomadi del territorio pontino ed è un manifesto del lavoro sociale che Cambellotti portava avanti insieme al gruppo umanitario dei sostenitori delle “Scuole per i contadini”, progetto di alfabetizzazione a cui teneva molto.

Cambellotti, L'Ulivo, 1920, tempera su tela, cm 192 x 200 - Copia

Cambellotti, L’Ulivo, 1920, tempera su tela, cm 192 x 200 – Copia

La mostra evidenzia le sue direzioni operative. Lavora come di ideatore di arredi per le abitazioni private, all’inizio con le vetrate artistiche negli anni Dieci e porta avanti nei due decenni successivi la progettazione di mobili, stoffe, ceramiche, piccoli bronzi (Le curiose, stipo 1923). Ma allo stesso tempo Cambellotti ha un rapporto intimo con il mondo naturale dell’Agro Pontino. La sua arte è permeata dal tentativo di interpretare le creature che vivono da secoli in quel contesto: cavalli al galoppo o curvi ad abbeverarsi, bufali lenti (Conca dei bufali, 1910), tori e mandrie. 

Duilio Cambellotti, bozzetto per manifesto teatro Agrigento Persefomne , 1928 tempera su carta, 71x67 cm

Duilio Cambellotti, bozzetto per manifesto teatro Agrigento Persefomne , 1928 tempera su carta, 71×67 cm

Nella dimensione pubblica l’artista dimostra di essere un abile interprete, nella grande scultura e nella pittura monumentale, dell’esigenza di autorappresentazione del regime fascista, impegnato nelle grandi imprese come la bonifica delle Paludi, la progettazione di città nuove, l’edificazione di palazzi pubblici nel Paese.

Cambellotti, Impressioni di palude (Corvi) 1930 - 1934, vetrata legata a piombo, 89 x 78,5 cm - Copia

Cambellotti, Impressioni di palude (Corvi) 1930 – 1934, vetrata legata a piombo, 89 x 78,5 cm – Copia

Dalla concezione di un’arte al servizio della collettività scaturiscono le sculture monumentali per esterni, i cicli pittorici e scultorei ideati per Littoria (Latina) – Palazzo del Governo e Tribunale – e per l’Agro Pontino, fino alla progettazione integrata (di pitture parietali, stucchi e arredi mobili) per il Palazzo dell’Acquedotto di Bari nel 1931-1932.

Casina delle Civette

Casina delle Civette

L’artista attribuiva una valenza negativa alla civiltà della macchina. La “falsa civiltà” è una sua idea-quadro del 1905. Il riscatto dei derelitti, a suo avviso, non avviene attraverso l’inurbamento e l’omologazione delle masse nelle periferie industriali, ma attraverso la riappropriazione della storia che contrasta l’avanzare della falsa civiltà. Campagna quindi contrapposta alla città. Da una parte l’Agro romano e le Paludi pontine, dove la bonifica fece molti morti, e dall’altra i grandi cantieri edili di Roma. Insomma due classi contrapposte: i contadini/pastori e la borghesia urbana che avanzava.

Sala da ballo con costumi e manifesti teatrali

Sala da ballo con costumi e manifesti teatrali

La sua concezione  di arte totale – d’ispirazione wagneriana – sulla quale ha modellato per decenni il suo lavoro di artista, l’ha portato a dedicarsti anche al teatro. A questo si è dedicato per tutta la vita (fotografie e splendide maquette sono allestite nel Casino Nobile). Era convinto che la stessa persona dovesse disegnare i costumi, progettare la scenografia e disegnare il manifesto di un’opera.

Rifacimento moderno del costume di Medea del 1927, 2004 e Rifacimento moderno del costume di Agamennone del 1930 (2004)

Rifacimento moderno del costume di Medea del 1927, (2004) e Rifacimento moderno del costume di Agamennone del 1930 (2004)

Collabora agli spettacoli classici a Paestum, Taormina e con il Teatro dell’Opera di Roma.
La mostra è un’autentica esperienza estetica ed edonistica. Particolarmente emozionante è il ritratto di Cambellotti, eseguito da Giacomo Balla, che cattura la frenesia manuale dell’artista-artigiano.

Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi, Casino Nobile
Indirizzo:
Via Nomentana 70 – 00161 Roma
(biglietteria unica presso il Casino Nobile)

Orario: Da martedì a domenica ore 9.00-19.00
La biglietteria (unica presso il Casino Nobile) chiude 45 minuti prima. Chiusura lunedì
Biglietto Casino Nobile e Mostra presso il Casino dei Principi
€ 8,00 biglietto intero per i residenti a Roma; € 7,00 biglietto ridotto per i residenti a Roma; € 9,00 biglietto intero per i non residenti a Roma; € 8,00 biglietto ridotto per i non residenti a Roma;
Biglietto unico integrato Casina delle Civette, Casino Nobile e Mostra presso il Casino dei Principi
€ 10,00 biglietto “integrato” intero per i residenti a Roma; € 8,00 biglietto “integrato” ridotto per i residenti a Roma; € 11,00 biglietto “integrato” intero per i non residenti a Roma; € 9,00 biglietto “integrato” ridotto per i non residenti a Roma;
Rimane invariato il costo del biglietto per la Casina delle Civette:
€ 5,00 biglietto intero per i residenti a Roma; € 4,00 biglietto ridotto per i residenti a Roma; € 6,00 biglietto intero per i non residenti a Roma; € 5,00 biglietto ridotto per i non residenti a Roma;
Gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza). Anche con la MIC card, solo per i residenti a Roma acquistabile nei musei e online all’indirizzo miccard.museiincomuneroma.it
Web: www.museivillatorlonia.it  e  www.museiincomune.it
Informazioni
: Tel. 060608 (tutti i giorni 9.00-19.00)
Sito: http://www.museivillatorlonia.it/mostra-evento/duilio-cambellotti-mito-sogno-e-realt

Promossa da: Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti di Roma; Civico Museo “Duilio Cambellotti” di Latina. Realizzata con il fondamentale sostegno della “Fondazione Cultura e Arte”- è curata da Daniela Fonti, responsabile scientifico dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti e da Francesco Tetro, ideatore e direttore del Civico Museo “Duilio Cambellotti” di Latina.
Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

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