Sicilia 15. Catania, la seduzione del barocco, della lava e del mare

Ultima puntata del tour in Sicilia: Catania, città disegnata dalla lava, profumata dal mare e di stucchi vestita. Dove ovunque avverti la presenza di “Iddu”, l’Etna (a muntagna), che in inverno domina l’orizzonte della città con la sua cima innevata.

Catania Monastero dei Benedettini

Catania, Monastero dei Benedettini

Catania sembra sempre ‘abbigliata a sera’, la lava dell’Etna tinteggia i suoi muri merlettati di stucchi barocchi dandole una veste unica, elegante e fiabesca. Dopo il catastrofico terremoto del 1693 gli architetti migliori della Sicilia,  nel corso del Settecento, l’hanno disegnata in stile barocco, e dal 2002 è stata nominata dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’Umanità. Solo la vita, il vociare del suo ricco mercato del pesce, la Pescheria, con i suoi profumi di mare, tuffano il visitatore nella vita di tutti i giorni.

Monastero dei Benedettini

Monastero dei Benedettini

Oltre le testimonianze di epoca romana, come il Teatro romano costruito con materiali lavici nei primi secoli dopo Cristo e inglobato nel tessuto urbano, Catania ospita il medievale Castello Ursino, oggi sede del Museo Civico. Fondato (1239-1250) da Federico II di Svevia, reca, come monito, sul lato di entrata l’aquila sveva con l’agnello tra gli artigli.
Catania vanta imponenti architetture, tra queste il monastero dei Benedettini (XVI secolo) situato nella parte alta della città, oggi sede della facoltà di Lettere Lingue e Filosofia (uno dei siti più belli dove studiare!).

Castello Ursino

Castello Ursino

Dopo il portoghese monastero di S. Antonio, è il secondo monastero di Europa per estensione con i suoi centomila metri quadrati. I due piani di finestre con mensoloni a teste grottesche e la fantasiosa esuberanza decorativa delle facciate lasciano sbalorditi.  All’interno si trovano due grandi chiostri. Un’ala del monastero è adibita a biblioteca. La Sala Vaccarini  ha un pavimento in maiolica napoletana del Settecento. I libri sono disposti in scaffalature di legno decorate. È possibile visitare gran parte del monastero con visite guidate.

Pescheria

Pescheria

Piazza del Duomo è l’ombelico della città, luogo di incontro e di avvio della ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693. Qui si affaccia la Cattedrale di Sant’Agata, Duomo di Catania (dedicata alla vergine, martire e patrona della città), dove sono custodite le reliquie della santa.  Al centro della piazza, nel cui sottosuolo si trovano le terme  Achilliane, è collocata la Fontana dell’Elefante. Così chiamata per l’elefantino in pietra lavica di età romana su cui poggia un obelisco egizio in granito, con geroglifici relativi al culto della dea Iside, praticato a Catania anticamente. Questo è il simbolo di Catania, in una piazza che è sintesi di elementi pagani, e cristiani, c’è chi in passato ha attribuito all’elefantino il potere di scongiurare eruzioni.

mercato del pesce

Pescheria

Intorno: il Municipio, il Duomo, l’ex seminario dei Chierici, la Fontana dell’Amenano (1867), dal nome del fiume che scorre sotto la città e che in questo punto riemerge. Alle spalle della Fontana si trova il mercato storico della città, la  Pescheria. Scesi pochi gradini si arriva a piazza Alonzo di Benedetto dove si è immersi in un souk di pesce. Un frastuono di voci, un vortice  di profumi e sapori per vedere il ‘mare’ sui banchi. La scommessa è riconoscere tutte le specie ittiche in mostra. Sembra di non aver mai visto tanto pesce fresco o vivo e a prezzi così contenuti.

Palazzo Biscari

Palazzo Biscari

Sala da ballo

Sala da ballo

Particolarmente apprezzata dai catanesi è la masculina da magghia o masculini (acciughe pescate tra aprile e luglio tutelate da un Presidio Slow Food). La tecnica di pesca ancora praticata è antichissima: verso l’alba vengono calate le reti menaidi (lunghe 300 m con maglie di 1 cm). Le acciughe vi rimangono impigliate per la testa e il loro dissanguamento naturale le rende particolarmente gustose e pregiate. Il pesce invenduto a piazza Pardo viene conservato sotto sale o, preparato come facevano i pescatori catanesi per sfamarsi: una conserva fatta con gli scarti conservati sotto olio nei cugnitti (piccoli orci di terracotta). Queste lavorazioni artigianali sono ancora praticate dalla Cooperativa del Golfo di Catania che segue sistemi di pesca ecocompatibili.

esterno

P. Biscari, facciata

Ultima chicca, tra gli imperdibili, è il sontuoso Palazzo Biscari, occupa un intero isolato e conta circa settecento stanze. Città/palazzo privato è un caso unico per struttura, pianta e decorazioni. Dopo il terremoto del 1693  Ignazio Paternò Castello III Principe di Biscari ottenne, dal Duca di Camastra, il permesso di edificare il nuovo palazzo, poi divenuto splendido grazie all’intervento di Ignazio V Principe di Biscari. Ignazio era detto “il Grande”per le sue idee controcorrente. È scritto che durante la terribile carestia del 1763 il principe aprì i portoni dei suoi granai per sfamare i cittadini. Questo suo gesto è ricordato nello stemma dei Paternò Castello coronato dalle spighe di grano.

Soffitto affrescato

Soffitto affrescato

Sui muri esterni del palazzo color ebano, il nero basalto dell’Etna, si stagliano intorno a portali e finestre i putti in pietra calcarea, la pietra bianca e costosa di Siracusa. Il salone centrale, o delle feste, è lungo una ventina di metri e largo undici, con una profusione di stucchi rococò e di decorazioni su tre livelli. Nel primo compaiono i membri della famiglia dei principi, sopra, gli dei minori e al terzo livello, nella cupola della loggia della musica, Vulcano celebra nel Consiglio degli dei il trionfo del casato dei Paternò Castello. I musicisti salivano al livello più alto lungo una scala impervia interamente in stucco bianco, a forma “di fiocco di nuvola”, come la definì il principe Ignazio, che ha sfidato negli anni i principi della statica. Ad accompagnare i visitatori è il maggior conoscitore del palazzo: il  principe Ruggero Moncada in persona.

P. Biscari, scala a fiocco di nuvola

P. Biscari, scala a fiocco di nuvola

Per mangiare, per un aperitivo, una birra o tirar tardi il centro storico offre svariate opportunità con numerosi locali di ogni genere. Per la cena la scelta è caduta su un ristorante all’interno dell’omonima galleriad’arte: Il Sale Art Café. Ambiente accogliente suddiviso in più salette su due piani. La cucina propone piatti territoriali con attenzione alle materie prime in una veste innovativa.
Gli ingredienti tradizionali provengono da piccoli produttori e da allevatori che utilizzano ancora i metodi artigianali.
Bonus per la realizzazione quotidiana del pane, con pomodorini, pistacchi, noci e olive. L’olio extra vergine di oliva usato in cucina è una selezione speciale imbottigliata per il ristorante dall’azienda dei Baroni del Castelluccio (Noto), lavorato nel Frantoio Cutrera (Chiaramonte Gulfi).

Merluzzo in crumble di mandorle e paprika

Merluzzo in crumble di mandorle e paprika, su crema di piselli con carciofi croccanti, sfere di tartufo e mozzarella affumicata

La Calamarata alla catanese con alici e finocchietto selvatico su salsa verde al prezzemolo con pomodorini datterini, stracciatella di bufala e colatura di alici è un piatto sostanzioso e mediterraneo, dove il territorio (la Sicilia) emerge con il finocchietto senza intaccare l’equilibrio dei sapori. La cottura a bassa temperatura del Filetto di Cernia si è rivelata superlativa, fragranza  da masticare; servito con tortino di patate e cipollotto, con “Cosacavaddu” (fornito dalla Casa del Formaggio “S.Anna” meglio conosciuta come casa del formaggio Di Pasquale eccellente formaggeria in Ragusa) e verdure di campo. Il dessert Cioccolato e spezie è qualcosa di libidinoso. Quattro diverse preparazioni con diverse varietà di cioccolato in abbinamento con quattro spezie. Mousse al cioccolato bianco, cannella e biscotto al cocco. Mousse di cioccolato 70% e cardamomo (la preferita). Tortina al cioccolato 55% e rosmarino. Tortino caldo al fondente 80% e peperoncino. Il cioccolato è dell’azienda Valrhona.

Foto di Marco De Felicis

Informazioni

Visitare

Monastero dei Benedettini
Orari di apertura: Dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00 e sabato dalle 9.00 alle 14.00.
Domenica è visitabile solo con visita guidata.
Il servizio di visite guidate e infopoint è disponibile:
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00
Sabato e domenica dalle 9.00 alle 12.00
In agosto: Dal lunedì alla domenica dalle 11.00 alle 18.00.
I tour guidati partono ogni ora.
Biglietto: € 6,00 (riduzioni per gruppi e studenti universitari)
Sito web: http://www.officineculturali.net/

Castello Ursino
Piazza Federico II di Svevia  – Catania
Da lunedì a domenica dalle ore 9,00 alle ore 19,00
(vendita ultimo biglietto un’ora prima della chiusura)
Ingresso a pagamento: 6 euro
Sito web: Castello Ursino

Palazzo Biscari
La visita può essere effettuata su prenotazione:
http://www.palazzobiscari.com/info/palazzo.htm
Sito web: http://www.palazzobiscari.com/

Comprare
Cooperativa del Golfo di Catania
Pescatori riuniti dal Presidio Slow Food dei masculini da magghia
Via Santa Sofia, 55
Tel.  345 3881807 – 366 5616187
Sito web: https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/masculina-da-magghia/
email: coopgolfo@gmail.com

Dormire
Mercure Hotels Catania Excelsior ****
Grande albergo per affari un po’ anonimo ma efficiente e personale gentile. Camere confortevoli, chiedere  quelle ai piani alti per svegliarsi con l’Etna davanti (vedi foto di copertina).
Non lontano dal centro, garage in base alla disponibilità, possibilità di parcheggio a pagamento sulla piazza.
Piazza Giovanni Verga, 39 – 95129 Catania
Tel: +39 095 74 76 111
Sito web: https://excelsiorcatania.com/it/
email: H9801@accor.com
Prezzo camera doppia 70 euro

Mangiare
Il Sale Art Café
Via Santa Filomena n° 10/12 95128 – Catania
Sempre aperto solo sera – Tel. 0039 095 316 888
www.ilsaleartcafe.com
Skype: Ristoranteilsale
Twitter: @ilsaleartcafe
Facebook: ilsaleartcafe
Prezzo medio: 45 € vini esclusi

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