Che Guevara. Tu y Todos, una mostra multimediale

In mostra a Milano, alla Fabbrica del Vapore, la ricostruzione della storia e della vita di Ernesto Che Guevara attraverso documenti e materiali d’archivio del Centro Studi Che Guevara a L’Avana. Una immersione resa possibile grazie a tecnologie innovative. Fino al 1 aprile 2018.

Fabbrica del Vapore, entrata mostra

Fabbrica del Vapore, entrata mostra

Ancora pochi giorni per visitare l’interessante mostra sul Che Guevara – a novanta anni dalla sua nascita 1928 e a cinquant’anni dalla sua morte 1967 – ospitata (come Revolution) alla Fabbrica del Vapore. Negli ultimi anni i capannoni, della ex azienda fondata nel 1899, per la riparazione e costruzione di carrozze tramviarie, sono stati recuperati e utilizzati per manifestazioni culturali, sfilate di moda, mostre e set cinematografici. Alla fine della prima Guerra Mondiale l’azienda contava 1350 operai e il Comune assunse la gestione del servizio tramviario urbano. Nel 1935, a seguito della presa di potere da parte del regime fascista, la Società Italiana Carminati Toselli venne sciolta e i vari edifici furono venduti a differenti società con varie attività all’interno (industria tessile, farmaceutica, tipografia, autotrasporti etc.).

La famiglia Guevara a Mar de la Plata Argentina 1945 Centro de Estudios Che Guevara

La famiglia Guevara a Mar de la Plata Argentina 1945 Centro de Estudios Che Guevara

Questa mostra sul Che si distingue per il ricchissimo, e in parte inedito, materiale dell’archivio del Centro Studi Che Guevara a L’Avana che ha la sua sede nella casa che il Che ha abitato dal 1962 fino alla sua partenza per il Congo. La mostra restituisce l’uomo Ernesto Guevara,  i suoi affetti, ideali e turbamenti inserendolo nella narrazione degli avvenimenti storici di quegli anni. Il titolo “Tu y todos” è tratto da una poesia che il Che ha scritto alla moglie prima della partenza per la Bolivia.
L’esposizione merita un plauso particolare per la modalità, affidata alla tecnologia più innovativa, con cui è fruibile. Impensabile poter esporre gli oltre 2000 documenti vagliati e tradotti (lettere, diari, foto, la biblioteca personale, gli scritti autografi dei discorsi, le opere letterarie e i video d’epoca) che avrebbero reso in ogni caso la mostra lunga e noiosa.

Allestimento mostra

Allestimento mostra

Un’applicazione molto efficace, gratuita per lo smartphone (realizzata dalla startup Enjoymuseum), è una valida audioguida, con il bluetooth si connette agli argomenti osservati in quel momento, ed è utilizzabile parzialmente anche al di fuori della mostra. Inoltre l’app offre la possibilità di condividere impressioni anche sui social. Una parete a fasce mobili, retroproiettata, è in grado di mostrare le immagini del consumismo che però bruciano all’avvicinarsi del visitatore per lasciare il posto alla realtà degli umili: povertà, sfruttamento e mancanza di libertà. 

Ernesto Guevara con degli amici prepara la motocicletta la Poderosa

Ernesto Guevara con degli amici prepara la motocicletta la Poderosa

L’esposizione prosegue su tre livelli in cui diverse soluzioni multimediali risultano particolarmente efficaci e comunicative. Il primo livello, di stampo giornalistico, narra il contesto geo-politico, il secondo è biografico (ripercorre gli avvenimenti privati e pubblici del Che) e poi c’è il livello intimistico e senza tempo degli scritti privati: diari, lettere e registrazioni di poesie dedicate alla moglie Aleida.

Ernesto Guevara con sua figlia Hildita. 1955 Centro de Estudios Che Guevara

Ernesto Guevara con sua figlia Hildita. 1955 Centro de Estudios Che Guevara

Proprio da queste stratificazioni narrative emerge l’uomo autentico Che Guevara, con i suoi dubbi sulla scelta dolorosa di rinuncia, per l’impegno sociale, alla propria vita privata e a una maggiore sicurezza. Quattro album interattivi che si sfogliano sfiorando lo schermo, raccontano la sua biografia, la sua famiglia, i suoi amici, i suoi studi, le sue letture, il rugby e l’asma che lo costringeva a letto, dove leggeva molto.

Ernesto Che Guevara con Camilo Cienfuegos

Ernesto Che Guevara con Camilo Cienfuegos

Studente di medicina lavorava come infermiere per guadagnarsi da vivere. A 22 anni parte per il suo primo viaggio nell’Argentina del Nord con una bicicletta dotata di un piccolo motore con cui percorre 4.500 chilometri. Sono i suoi diari a costituire il fil rouge della sua storia, Notas de Viaje (“Diario di una Motocicletta”) e Otra Vez. Il viaggio intrapreso con Alberto Granado, e la Poderosa II (la motocicletta), lo mise al cospetto della terrificante realtà dei lavoratori delle miniere di Chuquicamata e dei lebbrosari, dove si prodigò per aiutare i malati. “Quel vagare senza meta per la nostra ‘Maiuscola America’ mi ha cambiato più di quanto credessi” (Ernesto Guevara in Notas de viaje – 1952).

Camilo Cienfuegos

Camilo Cienfuegos

Con il viaggio successivo (1953, Otra Vez) visita la Bolivia e va alla scoperta della rivoluzione del 1952. Inizia anche a scrivere un libro sulla funzione del medico in America Latina, che però non verrà mai pubblicato nonostante fosse portato a compimento. L’incontro con Fidel nel 1955 determinò il suo destino rivoluzionario. Nella sua lettera ai genitori del 6 luglio 1956 scrisse: “Il mio futuro è legato alla rivoluzione cubana. O vinco con loro o muoio”.

Che Guevara parla alle Nazioni Unite New York

Che Guevara parla alle Nazioni Unite New York

Attraverso le installazioni si colgono le varie sfaccettature di Ernesto: istruisce i contadini, insegna ai suoi compagni a leggere e a scrivere, cura i feriti e persino i nemici, organizza scuole rurali, si sottopone a dure marce forzate nonostante i suoi attacchi di asma. Credeva in un “uomo nuovo” dedito al bene comune.

1964, Che Guevara prima alla Conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo

1964, Che Guevara prima alla Conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo

Fu sempre costante la sua passione per i libri e la sua convinzione sull’importanza, che ribadiva a ogni occasione, dello studio e dell‘istruzione. Anche durante la guerriglia in Congo (1965) chiedeva alla moglie di inviargli dei libri, dei classici greci e le opere complete di Shakespeare. La cronologia degli avvenimenti, le postazioni che ricostruiscono gli eventi più importanti di quegli anni, ascoltare la sua voce, in occasione dei discorsi pubblici, e vedere i video dei politici di grande statura che hanno fatto la storia è commovente.

Ernesto Che Guevare durante la lettura

Ernesto Che Guevare durante la lettura

Così come José Martí ha detto: “Con i poveri della terra voglio giocare la mia sorte” Ernesto Che Guevara l’ha fatto. Al piano superiore della mostra alcuni tavoli interattivi permettono la consultazione integrale dei documenti e di approfondire alcuni argomenti. Nella sala proiezioni è possibile vedere la filmografia sul Che Guevara. Jean-Paul Sartre lo definì: “l’uomo più completo del suo tempo”. In occasione della visita di Sartre il Che gli disse: “Prima di tutto sono un medico, poi un soldato e alla fine, come si vede, un banchiere”. Tra gli incarichi ricoperti anche quello di Presidente del Banco Nacional de Cuba.

Che Guevara con la famiglia

Che Guevara con la famiglia

Il 9 ottobre 1967 Ernesto Guevara è catturato, interrogato e assassinato nel villaggio de La Higuera in Bolivia. Il suo corpo viene mostrato, come un trofeo, disteso su un tavolo di ospedale di Vallegrande. In realtà non morì mai perchè da uomo si è trasformato in un mito.
Se da una parte la mostra fa luce sull’uomo Ernesto Che Guevara dall’altra risulta difficile confrontarsi con un uomo di tale statura, fuori dal comune, così come è impossibile non prendere posizione.

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Sempre al piano superiore, oltre a un video, sono esposte grandi foto di Che Guevara e opere ispirate a lui, come quella di Michael Murphy con la testa del Che a più strati. Divenne presto una icona, entrata nell’immaginario collettivo di diverse generazioni.
Per la realizzazione del progetto della mostra, che vuole riscattare la figura del Che diventato icona per t-shirt, sono stati necessari, a Simmetrico Cultura, due anni di lavoro di dieci persone, di cui tre mesi trascorsi a Cuba. Per l’ingegnerizzazione del progetto sono stati coinvolti 20 professionisti, tra architetti, art director, designer, team per le animazioni grafiche e video.

Foto del Che

Foto del Che

Parte del ricavato della mostra sarà destinato a un intervento sociale in favore del programma “Scuole nel Mondo. L’educazione per ogni bambino” della Fondazione Paoletti in sostegno al centro educativo “Bayt Al Amal” (la casa della speranza) in Siria.

Michael Murphy. Che, Portrait of Ernesto Che Guevara, 2017

Michael Murphy. Che, Portrait of Ernesto Che Guevara, 2017

Video e foto, tranne dove diversamente indicato, sono di Marco De Felicis

INFORMAZIONI
Sede: Fabbrica del Vapore
Via Giulio Cesare Procaccini 4 – 20154 Milano (MI)
Orari: Martedì, Mercoledì, Giovedì, Domenica dalle 10.00 alle 19.30
Venerdì e Sabato dalle 10.00 alle 21.30
Lunedì chiuso (la biglietteria chiude 30 minuti prima)
Aperture e chiusure straordinarie: 1 aprile aperto dalle 10 alle 19.30
Come arrivare: M5 fermata Monumentale o Cenisio, Tram 10 o 12 o 14,
BikeMi Stazione Sarpi – Niccolini
Informazioni e prenotazioni
Tel. 02 99901967
Sito web: www.mostracheguevara.it
Social: #tuytodos #cheguevara
Facebook: @cheguevaratuytodos
Twitter: @CheTuytodos
Instagram: chetuytodos
Biglietti: Intero 15 euro – Ridotto 13 euro
Acquisti online: www.mostracheguevara.itwww.midaticket.it
App mostra: App gratuita realizzata da Enjoymuseum
su Apple Store e Google Play “CHE GUEVARA Tu y Todos”

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2 comments to “Che Guevara. Tu y Todos, una mostra multimediale”
    • Grazie per il commento, la mostra è davvero molto interessante. E’ incredibile come una esposizione basata solo su documenti, cartacei e video, possa risultare così coinvolgente e informativa. Tutto questo grazie alla multimedialità che è in grado di offrire una esperienza immersiva nella storia e nella vita di Ernesto Che Guevara, un protagonista della storia senza confini. Un lavoro talmente ben fatto che speriamo sia replicabile per altri argomenti. In ogni caso spero che la mostra sia prorogata. E’ intenzione, comunque, degli organizzatori presentarla in altre sedi. Sarebbe un peccato che tanto lavoro fosse finalizzato in una sola esposizione in una sola città. Chissà che non arrivi a Roma…

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