Colline toscane, chic con gusto

Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Panzano in Chianti. Tra aziende e castelli il glamour è garantito in ogni stagione.

Chianti non solo d’estate perché la natura cambia vestito e colori in ogni stagione. In autunno le colline toscane, che all’alba si incipriano di nuvole, sfoggiano vigne di broccato giallo e rosso e in inverno si adornano di ricami di brina.

Borghi medievali arroccati su alture e castelli che fanno sognare. Castellina in Chianti, di origini etrusche e dal XIII secolo nella sfera d’influenza di Firenze, capitale di un terziere della Lega del Chianti (sfoggia il gallo nero nel suo stemma), conserva ancora l’impianto medievale ed è dominata dalla Rocca della seconda metà del XV secolo.

Vigneti

Vigneti

Non trascurate di entrare, a destra dell’entrata della Rocca, in una buona panetteria-pasticceria con produzione di dolci locali. Nei pressi delle mura percorrete un itinerario suggestivo, via delle Volte, un camminamento coperto dalle case private che si sono, nel tempo, addossate alle mura e dalle cui feritoie si ammirano le valli circostanti.

Castellina in Chianti, San Salvatore ©MarcoDeFelicis

Castellina in Chianti, San Salvatore

Merita una visita la chiesa di San Salvatore per vedere il pregevole affresco quattrocentesco con la Madonna del Latte (iconografia poco comune) tra angeli e i santi Giovanni Battista e Galgano., attribuito alla bottega di Bicci di Lorenzo e al suo allievo Maestro di Signa.

San Salvatore, Madonna del Latte, bottega di Bicci di Lorenzo e al suo allievo Maestro di Signa ©MarcoDeFelicis

San Salvatore, Madonna del Latte, bottega di Bicci di Lorenzo e al suo allievo Maestro di Signa

Rocca delle Macie, panorama ©MarcoDeFelicis

Rocca delle Macie, panorama

Gli enoturisti e appassionati di vino non si lasceranno sfuggire una sosta presso l’azienda acquistata nel 1973 da Italo Zingarelli (ex produttore cinematografico) e oggi gestita dal figlio Sergio, Rocca delle Macìe (‘rocca delle pietre’ dove troneggia un enorme gallo nero). Si possono visitare le sue cantine e degustare i suoi vini, il Chianti Classico Sergio Zingarelli Gran Selezione ’11 ha ottenuto quest’anno i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Apprezzati in degustazione il Sant’Alfonso 2013 (100% Sangiovese) e il Riserva Rocca (90% Sangiovese, 5% merlot e 5% cabernet, 24 mesi di legno, 14 gradi).

Il Gallo Nero di Rocca delle Macie ©MarcoDeFelicis

Il Gallo Nero di Rocca delle Macie

Arte, Rocca delle Macie ©MarcoDeFelicis

Arte, Rocca delle Macie

Le offerte di soggiorno sono molteplici, si può scegliere di pernottare in un castello o in un rustico immerso nella campagna chiantigiana come l’hotel Salivolpi (Castellina in Chianti), in posizione tranquilla, con camere accoglienti, piscina esterna, cortesia, vista sulla campagna chiantigiana e buon rapporto qualità/prezzo.

Hotel Colle Etrusco Salivolpi ©MarcoDeFelicis

Hotel Colle Etrusco Salivolpi

Camera matrimoniale Hotel Colle Etrusco Salivolpi ©MarcoDeFelicis

Camera matrimoniale Hotel Colle Etrusco Salivolpi

Anche Radda in Chianti è di origini etrusche, fu sede della Lega del Chianti e ha un centro storico ben conservato chiuso tra imponenti muri di cinta. Tra gli edifici più interessanti il Palazzo del Podestà del XV secolo, sulla cui facciata sono esposti gli stemmi delle famiglie illustri, e la Ghiacciaia Granducale, costruita alla fine del 1800 per conservare la neve e trasformarla in ghiaccio.

A Panzano in Chianti l’attrazione è ormai Dario Cecchini, imprenditore e macellaio che si definisce “artigiano”. I turisti fanno la fila per portare a casa una foto o un selfie insieme a lui.

Dario Cecchini ©MarcoDeFelicis

Dario Cecchini

Da ‘Solociccia’, il suo ristorante, si possono gustare menù di carne, proveniente anche da allevamenti catalani (Spagna), appetitosi (da 25, 30 e 50 €) ma anche ordinare un menù vegetariano. Nella sua macelleria le persone entrano anche per fare uno spuntino (offerto dalla casa) o per acquistare un souvenir come il “Profumo del Chianti” (sale marino con erbe aromatiche) per “gli attacchi di nostalgia”.

Macelleria di Dario Cecchini ©MarcoDeFelicis

Macelleria di Dario Cecchini

Durante il giorno Dario ha anche un servizio “Mc Dario” a 10 €, perché “il cibo deve essere buono ma anche democratico”, o come dice un suo amico che lavora da 26 anni in Amazzonia: “se non è buono non è sostenibile”. Per questo Dario cerca prima la qualità e poi il sostenibile e come dice lui: “ognuno è locale a casa sua”. Il prossimo anno nascerà, all’insegna del cibo democratico, “Panini Cecchini”, dal pane a lievitazione naturale fino al buon ripieno.

Castello d'Albola ©MarcoDeFelicis

Castello d’Albola

Tra le soste dionisiache consigliate c’è il Castello d’Albola, tenuta di quasi 900 ettari nata intorno al 1010, oggi è una delle proprietà della famiglia Zonin (dal 1979).

Castello d'Albola ©MarcoDeFelicis

Castello d’Albola

Buoni in degustazione il Solatio gran selezione 2009 (Uve Sangiovese 100%, vigneti esposti a sud-est) e Le Ellere 2010, interessante anche la produzione di Vin Santo invecchiato otto anni.

Parco Castello d'Albola ©MarcoDeFelicis

Parco Castello d’Albola

Vale la pena ricordare che fino al 1700 il Chianti era un vino rosso a base unicamente di Sangiovese mentre oggi il disciplinare (D.O.C.G. Chianti Classico) prevede una percentuale minima di 80% di Sangiovese e il restante (20%) proviene da altri vitigni come il Canaiolo, Colorino, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Castello di Volpaia ©MarcoDeFelicis

Castello di Volpaia

Il Castello di Volpaia farà felici sia gli amanti dei borghi medievali per la sua bellezza che gli appassionati di vino. Costruito nell’XI secolo, durante la guerra tra Firenze e Siena, è stato acquistato dalla famiglia di Giovanni Stianti (ex tipografo fiorentino) che si è trasferita a Volpaia negli anni ’50 e ha iniziato a produrre vino.

Borgo di Volpaia ©MarcoDeFelicis

Borgo di Volpaia

L’intero paese è in realtà l’azienda, le cantine sono nascoste ovunque in otto-nove case e per muovere il vino è stato costruito un vinodotto in tubi di acciaio sotto le strade e nei sotterranei del borgo.

Castello di Volpaia, 'VinSantaia' ©MarcoDeFelicis

Castello di Volpaia, ‘Vinsantaia’

Visitate anche la ‘vinsantaia’ con colonne di grappoli, di malvasia e trebbiano, appesi per 5 mesi nel sotto-tetto a fermentare e disidratare per poi passare all’invecchiamento di 4-5 anni, necessario per produrre Vin Santo. L’invecchiamento del vino viene effettuato in botti di rovere di slavonia non tostate all’interno. Il chianti classico invecchia 12 mesi e la riserva 24 mesi in due diversi tipi di botti (20% in barrique di rovere francese tostate).

Osteria Le Panzanelle ©MarcoDeFelicis

Osteria Le Panzanelle

Oltre al buon vino non manca il buon cibo, come all’Osteria Le Panzanelle, trattoria di campagna con ricette della tradizione e porzioni più che generose, come gli ‘stracci con la pesticcia’ (condimento a base di porcini secchi e salsiccia), pappardelle al cinghiale o il cinghiale alle olive. A seguire le verdure scottate e gli ottimi i dolci (gelato al vin santo e panna cotta alle castagne). Ottimo il rapporto qualità prezzo.

Osteria Le Panzanelle, pappardelle al cinghiale ©MarcoDeFelicis

Osteria Le Panzanelle, pappardelle al cinghiale

In questo territorio il bello si coniuga con il buono e si possono visitare molte aziende interessanti all’insegna della qualità.
Dopo aver omaggiato il dio Bacco potete gustare un ottimo olio extravergine di oliva presso l’azienda Pruneti di San Polo in Chianti.

Azienda Pruneti ©MarcoDeFelicis

Azienda Pruneti

Sono molte varietà di cultivar presenti negli 80 ettari di olivete (moraiolo, leccino e frantoio) dai quali si ottengono oli monovarietali eccellenti. Il monocultivar Frantoio bio è il prodotto di punta (Tre Foglie guida Oli d’Italia del Gambero Rosso) si presenta al gusto con sentori speziati e note balsamiche, armonico e bilanciato anche nelle note amare che ricordano il carciofo (abbinamenti con insalate di campo, ceci e baccalà); il monocultivar leccino bio, sentori di erba verde, rosmarino (abbinamento verdure crude e pesce al forno) e il moraiolo bio, con note balsamiche e pepe nero, abbinamento pasta, legumi carni bianche e verdure grigliate (entrambi Due Foglie).

Azienda Pruneti, i monocultivar ©MarcoDeFelicis

Azienda Pruneti, i monocultivar

Unica nota dolente sono i prezzi, decisamente alti nel caso dei monocultivar, 44-50 € al litro.

monocultivar

monocultivar

Le olive vengono frante entro 4-5 ore da quando sono state staccate a mano dalle piante (26.000 olivi), l’estrazione avviene soltanto attraverso procedimenti meccanici ed è effettuata a freddo (sotto i 27° C).

Azienda Pruneti, il 'nocciolino' ©MarcoDeFelicis

Azienda Pruneti, il ‘nocciolino’

Qui non sono previsti scarti, viene raccolto anche il ‘nocciolino’, (pezzi del nocciolo schiacciato e frantumato) che riposto in sacchi diventa un ottimo combustibile.

Foto di Marco De Felicis

GLI INDIRIZZI

Hotel Colle Etrusco Salivolpi, Via Fiorentina 89, Castellina in Chianti (SI) www.hotelsalivolpi.com – tel. 0577 740484
(matrimoniale da 60 a 150 euro)

Castello d’Albola, via Pian d’Albola, 31, Radda in Chianti (SI) www.albola.it – Tel. 0577 738019

Castello di Volpaia, Loc. Volpaia, Radda in Chianti www.volpaia.com Tel. 0577 738066

Rocca delle Macie, Loc. Le Macie, Castellina in Chianti (SI) –
Tel. 0577 7321 www.roccadellemacie.com

Frantoio Pruneti, via dell’Oliveto 24, San Polo in Chianti (Firenze)
http://www.pruneti.it/it/

Osteria Le Panzanelle, Loc. Lucarelli, 29, Radda in Chianti (SI) www.lepanzanelle.it – Tel. 0577 733511

Solociccia, Via Chiantigiana 5, Panzano in Chianti (FI) www.dariocecchini.com – Tel. 055 852727 (si consiglia la prenotazione)

Buon Gusto, gelateria, via delle Case Nuove, 26 Pienza (SI)

Alcide, Hotel & Ristorante, Viale G. Marconi 67/A, Poggibonsi (SI) www.hotelalcide.com 0577 937501

Link utili: www.chianti.com –  http://www.chianticlassico.com/ – http://www.chianti.it/http://www.chianti.it/firenze.php – http://www.chianti.it/siena.php  

 

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