Emozioni d’arte, il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze

Dopo cinque anni di restauri il Museo – che espone i capolavori di Arnolfo di Cambio, Lorenzo Ghiberti, Brunelleschi, Donatello e Michelangelo –  si presenta con un rinnovato e stupefacente allestimento. Virtual tour.

Il complesso museale (formato dal battistero, il campanile di Giotto e Santa Maria del Fiore), gestito dall’Opera di Santa Maria del Fiore (nata nel 1296 per la costruzione della Cattedrale), è stato, nel tempo, arricchito dalle opere di centinaia tra artisti, musicisti, umanisti.

Modello dell'Antica facciata del Duomo, progettata da Arnolfo di Cambio

Modello dell’Antica facciata del Duomo, progettata da Arnolfo di Cambio

Il Museo, fondato negli ambienti dove Michelangelo scolpì il suo David, ha raddoppiato la sua superficie espositiva grazie all’acquisizione del settecentesco Il Teatro degli Intrepidi, attiguo al museo. Nei 5500 mq sono esposte 750 opere di 516 artisti medievali e rinascimentali. Tra queste alcune visibili sono per la prima volta dopo il restauro, come la Maddalena penitente di Donatello, la Porta Nord del battistero di Lorenzo Ghiberti e le statue del Trecento della facciata medievale del Duomo che per mancanza di spazio erano conservate nei depositi. Il museo ora si snoda per 25 sale su tre piani.

Arnolfo di Cambio, Maestà, Santa Reparata e San Zanobi (1300 - 1310)

Arnolfo di Cambio, Santa Reparata, Maestà, San Zanobi (bottega), 1300 – 1310.

Si resta a bocca aperta davanti la ricostruzione, 36m x 18 m di altezza, della facciata gotica della cattedrale di Santa Maria del Fiore di Arnolfo di Cambio (1296) mai portata a compimento e demolita nel 1587 (nota per un disegno dell’epoca di Bernardino Poccetti)

Arnolfo di Cambio, Madonna

Arnolfo di Cambio, ‘Madonna dagli occhi di vetro’ della Maestà (1330 1305).

Nella facciata sono collocate le quaranta statue del Trecento e Quattrocento progettate da Arnolfo di Cambio, Donatello e Nanni di Banco. Lo sguardo della Madonna in trono è estatico e particolarmente vivido grazie ai suoi occhi in pasta vitrea.

Lorenzo Ghiberti, Porta

Lorenzo Ghiberti, Porta del Paradiso (1425 – 52)

Come ha dichiarato Timothy Verdon, direttore del Museo e ideatore dell’allestimento: “Abbiamo voluto evocare il tempo in cui la piazza del duomo di Firenze era la più riccamente ornata d’Europa, un teatro di statue, in un dialogo di stili che era unico al mondo”. Sulla parete di fronte le tre porte del Battistero, quelle del Ghiberti: al centro la Porta del Paradiso (1425-52) il cui restauro è durato 27 anni quanto la sua realizzazione, la Porta Nord (1403-24) il cui restauro, per la prima volta dopo 600 anni, ha fatto riemergere dal fondo bronzeo la doratura sui rilievi scultorei e, per ora, la riproduzione fotografica (l’originale è in restauro) della Porta Sud (1330-36) di Andrea Pisano. Nel Battistero saranno visibili solo le copie delle tre porte, le tre originali necessitano di un ricovero per la loro conservazione. La commissione di queste da parte della facoltosa corporazione dei Mercanti (l’Arte di Calimala) rese ricco il Ghiberti, permettendogli di avere tra i suoi collaboratori Donatello, Luca della Robbia e Benozzo Gozzoli.

Sarcofago romano, particolare

Sarcofago romano, particolare

Prima di uscire dalla sala ammirate i due sarcofagi romani, che nel medioevo erano all’interno del Battistero.
In un ambiente in pietra serena è esposta la Pietà (1547-55), penultima scultura di Michelangelo, qui l’emozione diventa commozione. Si tratta dell’opera concepita, secondo il Vasari, per il monumento funebre dell’artista, fatto che sembra confermato dall’assenza di una committenza. Michelangelo si ritrae, nei panni di Nicodemo, nell’atto di adagiare il Cristo tra le braccia della madre.  La visione ravvicinata della scultura, la possibilità di girarci intorno, l’espressione dei personaggi suscitano, oltre la contemplazione di tanta bellezza, forti emozioni.

Michelangelo, la Pietà, particolare (1547 - 55).

Michelangelo, la Pietà, particolare (1547 – 55)

Appare subito evidente come Michelangelo rompe lo schema tradizionale del soggetto, la pietà, e lo contamina con quello della deposizione dalla croce e della sepoltura. Quest’opera trasuda dolore, forse quello provato per la scomparsa dell’amica  Vittoria Colonna. Lo stesso artista tentò di distruggere la scultura a martellate, forse per i difetti che il blocco marmoreo presentava, danneggiandola in diversi punti (manca la gamba sinistra del Cristo). L’opera è conosciuta anche come ‘Pietà Bandini’, dal nome dell’amico, e banchiere romano, a cui l’artista cedette la scultura.

Michelangelo, la Pietà, particolare (1547 - 55)

Michelangelo, la Pietà, particolare (1547 – 55)

Nella sala attigua la statua lignea  della consunta (“dai digiuni e dall’astinenza…”, Vasari) Maddalena di Donatello. L’opera, che l’artista dipinse e integrò con stoppa per i capelli e gesso, subì diversi danni a causa dell’alluvione del 1966 e in seguito fu trasferita al Museo.

Donatello, Maddalena (1453-55)

Donatello, Santa Maria Maddalena penitente (1453-55), sullo sfondo la Pietà di Michelangelo

Al primo piano, nella sala del Tesoro è esposto l’altare d’argento del battistero di Michelozzo, Pollaiolo e Verrocchio.
Nella Galleria del Campanile sono collocate le sculture, 16 statue a grandezza naturale (Andrea Pisano e Donatello), e 54 formelle istoriate che Andrea Pisano realizzò tra il 1300 e 1400 per il campanile.

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Andrea Pisano e aiuto, Gionitus, ossia l’inizio dell’astronomia (1343-48)

Le statue e le formelle che oggi adornano il campanile sono copie.

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Andrea Pisano, Dio crea Eva (1334-43)

Sempre al primo piano, le Cantorie di Luca della Robbia e Donatello, destinate a ospitare i coristi dei canti liturgici e che rimasero per due secoli e mezzo sopra le porte delle due sacrestie del Duomo.
Straordinaria anche la galleria legata alla costruzione della cupola del Brunelleschi (diametro di 42 m e un’altezza di 107 m) con i modelli lignei della stessa e la maschera funebre dell’architetto.

Foto Marco De Felicis


Indirizzi

Museo dell’Opera del Duomo di Firenze
Sede:
Piazza del Duomo 9
Tel. centralino 055 – 2302885
Orari: Aperto tutti i giorni della settimana, dalle ore 9.00 alle ore 19.00
Biglietti: 15 euro comprensivo della visita del Museo, del Battistero, del Campanile di Giotto, della Cupola del Brunelleschi e della Cripta di Santa Reparata Bambini sotto i 6 anni gratuito – Bambini da 6 a 11 anni compiuti  € 3,00
Sito: http://www.ilgrandemuseodelduomo.it/museo

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Via San Gallo, 80 50129 Firenze – Tel +39 055 4633292 anticajohlea@antichedimorefiorentine.it
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