Festival Franciacorta, bollicine in mostra a Roma

Si è svolto, nella prestigiosa sede dell’Hotel Rome Cavalieri, il Festival dedicato alle famose bollicine bresciane, con banchi di assaggio e un seminario di degustazione che ha messo a confronto diversi terroir.

Franciacorta 2016

Franciacorta 2016

Il mondo Franciacorta, identificato da un metodo (rifermentazione in bottiglia) e da una territorio di origine glaciale corrispondente all’aerea geografica intorno al lago di Iseo, ha mostrato a Roma tutte le su potenzialità. Il suo nome deriva da ‘corti franche’ (curtes francae), le comunità medievali dei monaci benedettini esentate dal pagamento di dazi e tributi per il loro lavoro di bonifica e coltivazione delle terre .
Oggi conta 3.000 ettari, nel 1967 ha avuto la DOC (la legge italiana in merito è del 1963) e nel 1995 ha ottenuto la DOCG. Le bollicine bresciane sono in crescita: si stima che il 2016 possa chiudersi con un +7% rispetto al 2015 e anche l’export è cresciuto del 16%.
In Italia è andato bene il Rosé e soprattutto il Satèn con +20%. Il Franciacorta millesimato è realizzato con uve di un’unica annata per almeno l’85%, il Riserva è un millesimato che sta sui lieviti almeno 5 anni e arriva sullo scaffale dopo 67 mesi dalla vendemmia  (Dosaggio Zero, Extra Brut e Brut).

Franciacorta, mappa

Mappa della zona del Franciacorta (a sud del Lago d’Iseo)

Il Franciacorta è prodotto con uve Chardonnay e/o Pinot Nero (l’uso del Pinot Bianco è consentito fino al 50%). Il prossimo anno, con la revisione del disciplinare, forse verrà introdotto anche il vitigno Erbamat (autoctono bresciano). La raccolta delle uve è fatta a mano.
Dopo aver mescolato vini di base Franciacorta per realizzare la cuvée viene aggiunto uno sciroppo di zuccheri e lieviti per attivare una rifermentazione naturale che sviluppa anidride carbonica. In seguito avviene la sboccatura (eliminazione delle spoglie dei lieviti depositate nel collo di bottiglia) e ricolmato il livello con sciroppo di dosaggio. I millesimati trascorrono 30 mesi sui lieviti e il Riserva 60 mesi. In base alla grammatura di zucchero si hanno le diverse tipologie: Dosaggio Zero, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec e DemiSec. Il Satèn (Chardonnay e Pinot Bianco) ha una pressione inferiore ed è solo Brut.

Franciacorta Bellavista

Bellavista, Millesimato 2011 e Alma Gran Cuvée s.a.

Tra nostri migliori assaggi il Franciacorta Brut, millesimo 2011, Bellavista (Chardonnay 70%, Pinot Nero 30%, uve di un’unica annata) fresco, piacevole con leggere note agrumate. Indicato come aperitivo e a tutto pasto con piatti dai sapori delicati (prezzo medio 35 €). Bellavista è della famiglia Moretti (Vittorio Moretti è il presidente del Consorzio Franciacorta, con 117 soci) che possiede 190 ettari di vigneti in 10 diversi comuni della Franciacorta con 64 diversi tipi di suoli tra cui le cantine Contadi Castaldi (oltre Sella & Mosca in Sardegna e Petra in Toscana). Il loro Franciacorta di punta, Alma Gran Cuvée, realizzato con uve provenienti da vigneti di almeno 25 anni, posto in piccole botti di rovere di 35 anni, si contraddistingue per le sue piacevoli note spiccatamente minerali.

Buffet

Buffet

Un plauso particolare va all’azienda 1701 (il nome scelto è la prima annata documentata della cantina) che dal 2009 lavora in biodinamica, con una produzione attuale di circa 7.000 bottiglie. In degustazione abbiamo apprezzato il Franciacorta Brut senza annata (Chardonnay 85% e Pinot Nero 15%), 30 mesi sui lieviti, leggero, fresco, note minerali, erbe aromatiche e agrumi. Risultato molto piacevole e buono il rapporto qualità/prezzo 24 €.

1701

1701, Millesimato 2011 e Franciacorta Brut senza annata

Di Berlucchi abbiamo apprezzato il Berlucchi ’61 Nature Millesimato 2009 (proprio nel 1961 Berlucchi creò il primo Franciacorta). Chardonnay 80% e Pinot Nero 20%, raccolta nella seconda decade di agosto 2009, dosaggio zero (senza aggiunta di sciroppo), colore giallo paglierino, elegante, leggera nota minerale, agrumi e crosta di pane, buona acidità e persistenza.

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Berlucchi ’61, Franciacorta Satèn s.a. e Nature Millesimo 2009

Castelveder, tranne che per il Brut Rosé, utilizza solo Chardonnay 100%. Abbiamo assaggiato il Brut Millesimato 2010, sui lieviti 48 mesi, giallo dai riflessi dorati, perlage fine, profumo di lievito di pane, frutta matura, nota minerale, gradevole acidità, eleganza e persistenza.

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Castelveder Pas Dosé e Millesimato 2010

Millesimato EBB 2011 Mosnel Extra Brut (Chardonay 100%), 36 mesi di maturazione sui lieviti. Colore paglierino brillante, perlage delicato, freschezza di frutti gialli, pasta frolla, sentore di vaniglia, sapido e persistente.

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Mosnel, Pas Dosé s.a. e EBB 2011

Al seminario sono stati presentati dei Franciacorta del 2011, un’annata eccellente.
1)
Bosio, Nature millesimato 2011 (Chardonnay 70% e Pinot Nero 30%), minimo 30 mesi sui lieviti. Naso elegante, fiore e frutto insieme. Frutto croccante (pesca, frutto tropicale) e fragranza di crosta di pane. Inizio in evoluzione. Morbidezza, freschezza, Spalla acida che non copre, morbidezza del perlage. Prevalenza toni floreali, mela verde, golden. Bella lunghezza. Speziato vegetale e fruttato secco. Depositi fini.

Moretti

Vittorio Moretti, presidente del Consorzio Franciacorta

2)
1701  Millesimato 2011, sboccatura: aprile 2016. Toni scuri, sottobosco, funghi, non si avverte la crosta di pane. Accenni di mandorla e speziatura. Più fresco e vivo al gusto che all’olfatto. Spalla acida, giocato sulla struttura e profondità. Acidità molto evidente equilibrata dai toni scuri. Persistenza, in finale torna il sottobosco, il sentore di funghi e terra bagnata. Terreno: morenico profondo (presenza di scheletro).
3)
Mosnel Franciacorta Pas Dosé s.a.  (Chardonnay 60%, Pinot Bianco 30% e Pinot Nero 10%). Colore paglierino brillante, componente minerale, sapido. Accenno iodato e salmastro. Frutta secca, nocciola. Floreale, geranio un po’ appassito. Buona acidità, corrispondenza naso bocca. In secondo piano i toni erbacei. Lunga persistenza. 12,5 gradi. Sboccatura: aprile 2016. Terreno morenico, scheletro di media profondità.

Bottiglie al seminario

Franciacorta presentati al seminario

4)
Castel Faglia Monogram cuveè, dosaggio zero 2012 (migliori cuvée di Chardonnay e Pinot Nero). Sboccatura settembre 2016. Frutto secco e maturo, accenno balsamico, speziatura e croccantezza del lievito. Ottima spalla acida, finale sapido. Morenico sottile.
5)
Castello Bonomi Dosage Zéro 2010 (Chardonnay 50% e Pinot Nero 50%)  Giallo paglierino brillante. Bouquet di rose, fiori freschi, scorza d’arancia candita, note di crosta di pane, cremoso in bocca. Un bollicine che può accompagnare una cena. Dosage 0,8 (12,5 gradi). Colluvi distali. Sboccatura dicembre 2015.

Bottiglie presentate al seminario

Franciacorta presentati al seminario

6)
Castelveder Pas Dosé senza annata (Chardonnay 100%) senza zuccheri aggiunti (13 gradi). Rimane sui lieviti 30 mesi prima della sboccatura (2016). Perlage fine e persistente. Colore giallo paglierino, lucido. Frutta secca, accento smaltato, c’era d’api. Espressione minerale, sapido, salmastro, iodato e di grande complessità. Grande progressione, attacca come termina al naso. Buona persistenza, rimane integra la freschezza. Il tono etereo diventa agrume. Ha una vivacità notevole, può evolvere ancora in bottiglia. Colluvi gradonati.

Seminario

Seminario

La manifestazione ha soddisfatto i numerosi appassionati convenuti. Dove ci sono bollicine c’è festa.

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