“Green Book”, l’amicizia non conosce il colore della pelle #RomaFF13

Alla Festa del Cinema di Roma: Green Book, film con un bel ritmo e contenuti, racconta la storia vera del rapporto tra un buttafuori razzista italoamericano e il pianista afroamericano per cui lavora. Nelle sale il 31 gennaio.

Green Book (titolo del film) è una guida turististica per gente di colore molto diffusa negli anni Sessanta,  che viene data all’autista (ex buttafuori) per accompagnare il pianista di colore in locali e alloggi, nel tour nel sud degli Stati Uniti, dove un afroamericano poteva essere ben accetto senza avere problemi.

Viggo Mortensen

Tony Vallelonga, soprannominato ‘Tony Lip’ (interpretato da un Viggo Mortensen da candidatura), rinomato buttafuori razzista di New York, finisce, per necessità, a fare l’autista di Don Shirley (il bravo e impeccabile Mahershala Ali, Oscar® come miglior attore non protagonista in Moonlight), un giovane pianista prodigio afroamericano. Tony Lip deve accompagnare il pianista, ed essere a sua disposizione, in un tour di due mesi nel Sud degli Stati Uniti. Il viaggio nelle regioni più razziste d’America rivela presto le sue difficoltà ma porta i due a stringere una forte amicizia, destinata a durare nel tempo.

Mahershala Ali e Viggo Mortensen

Il film è la storia vera raccontata più volte da Tony al figlio, Nick Vallelonga (sceneggiatore e produttore del film insieme al regista Peter Farrelly). Tony, cresciuto nel Bronx, aveva lavorato per dodici anni al Copacabana guadagnandosi il soprannome di ‘Lip’ (labbro) per la sua capacità di persuasione. Un road-movie accattivante che non è solo un viaggio nello spazio ma anche un viaggio di iniziazione perchè alla fine del tour i pregiudizi di Tony vengono smontati ed è cambiato il modo in cui i due protagonisti si rapportano con il mondo e l’uno con l’altro. Attraverso quel viaggio nel 1962 Tony ha vissuto le umiliazioni e le ingiustizie che un afroamericano doveva subire.

Linda Cardellini e Viggo Mortensen

Le leggi di Jim Crow, all’epoca, imponevano limiti su dove la gente di colore poteva mangiare, dormire, fare acquisti e persino sui bagni e sulle fontanelle che potevano usare. Don Shirley viveva in un lussuoso appartamento sopra la Carnegie Hall e aveva studiato musica classica all’estero, al conservatorio di Leningrado. Nick Vallelonga, che ha intervistato Shirley, lo considera un “uomo speciale”, colto, elegante e molto legato alla sua famiglia.

Viggo Mortensen

Il film non solo racconta la storia dei due protagonisti ma anche la bravura e il talento di Shirley, pianista, compositore, arrangiatore e artista.  Igor Stravinsky, suo contemporaneo, disse di lui: “La sua virtuosità è degna degli dei”. Nick Vallelonga ha dichiarato: “Quella musica ha aperto il mio mondo”. Nel 2013, a pochi mesi di distanza, i due amici ultraottantenni morirono. Mortensen per interpretare Nick è dovuto ingrassare di 20 kg, poi smaltiti. Nella contrapposizione tra il suo machismo americano e la raffinatezza e cultura di Shirley sta l’umorismo comico del film.

Mahershala Ali e Viggo Mortensen

Entrambi i protagonisti, all’inizio del viaggio quasi antagonisti, si trovano ad affrontare situazioni nuove, come sprovveduti, che offrono spunti comici. Ma il trovarsi in difficoltà fa scattare il meccanismo della solidarietà e per ottenere dei risultati sono costretti a vedere il mondo con gli occhi dell’altro. Alla fine questa esperienza dimostra che persone molto diverse possono accettarsi, capirsi e rispettarsi. Questo messaggio, tanto più oggi, appare necessario e il film riesce a veicolarlo bene attraverso un mix di umanità, ironia e divertimento. Il film costringe il protagonista, e lo spettatore, a confrontarsi con i propri pregiudizi di razza, sessuali e luoghi comuni ma serve anche a capire che se speri in un cambiamento nel mondo è necessario iniziare da se stessi.

Peter Farrelly

Episodi persino tragici sono trattati con leggerezza, senza per questo essere sminuiti o ridicolizzati. Proprio il bilanciamento tra umorismo e dramma ne fa un film riuscito.
Il regista, Peter Farrelly, insieme al fratello Bobby, ha scritto e diretto film di successo e dalla comicità politicamente scorretta e spregiudicata, indimenticabile lo spirito goliardico di Scemo & più scemo (1994) o Tutti pazzi per Mary (1998).

Sito: http://www.romacinemafest.it/

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