Fabre inonda Firenze con la sua immaginazione

Jan Fabre. Spiritual Guards, le opere in mostra dell’artista belga in Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio (15 aprile – 2 ottobre) e nell’antica fortezza medicea Forte di Belvedere (14 maggio – 2 ottobre, video della mostra all’interno). L’arte sentinella dell’umanità. 

Consegna delle chiavi della città a Jan Fabre

Il sindaco Dario Nardella consegna le chiavi della città a Jan Fabre – Foto Antonella Cecconi

Jan Fabre (Anversa, 1958) artista totale – utilizzando i diversi linguaggi della scultura, del disegno, dell’installazione, della performance e del teatro – contamina con la sua immaginazione la città di Firenze. La mostra Jan Fabre. Spiritual Guards (promossa dal Comune di Firenze), di un centinaio di opere realizzate tra il 1978 e 2016 (sculture in bronzo, installazioni di gusci di scarabei, lavori in cera e film che documentano le sue performance), si sviluppa in tre luoghi di eccezionale valore storico e artistico: Forte di Belvedere, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria.

Jan Fabre

Jan Fabre – Foto Antonella Cecconi

Arte totale che trasforma e si trasforma, continua ‘metamorfosi’ del reale e della vita che prende forma davanti ai nostri occhi. Fabre si definisce: “Cavaliere della disperazione e guardiano della bellezza”. Lotta instacabile per la spiritualità e il bello delle sue forme luccicanti che sembrano provenire da un’età dell’oro.
I suoi animali sono un richiamo primordiale: la tartaruga (animale cosmologico presente sulla terra da milioni di anni) che l’artista cavalca in piazza della Signoria (Cercando Utopia, 2003) e gli scarabei, animali ancestrali, simboli religiosi e di metamorfosi, guardiani della cultura e delle tradizioni (sette scarabei bronzei sono posizionati nei punti di vedetta del Forte e guardano la città). Inevitabile il riferimento alle Metamorfosi di Kafka e al suo Gregor Samsa. Come un verme Fabre ha strisciato (nella notte tra il 22 e 23 aprile scorso) ai piedi dei capolavori del Rinascimento italiano in piazza della Signoria, trasformando lo spazio urbano in uno spazio teatrale, un percorso iniziatico e corporeo della sua operazione di arte diffusa e totale con cui ha permeato il capoluogo fiorentino.

Jan Fabre, Corazza (Collare) (1996)

Jan Fabre, Corazza (Collare) (1996) Elitre di scarabeo gioiello su fil di ferro Foto di Emiliano Cribari © Angelos Bvba

Gli scarabei esprimono il rapporto di Fabre con la natura, gli elementi, gli insetti e le sue origini, il padre (Jean-Henri Fabre) era entomologo e l’artista fin da bambino era affascinato dal mondo animale. Scarabei (simboli del contatto tra mondo dei vivi e dei morti) rivestono con i loro colori cangianti il suo Globo che dialoga, nelle Sale delle Mappe Geografiche in Palazzo Vecchio, con quello cinquecentesco di Ignazio Danti. Sempre scarabei, dal carapace cangiante, rivestono il suo collare-gioiello.

Jan Fabre, Cercando Utopia, bronzo silicio, 2003

Jan Fabre, Cercando Utopia, bronzo silicio, 2003 Foto di Antonella Cecconi

Dalla mattina del 15 aprile ben due sculture in bronzo di Fabre sono entrate a far par parte – temporaneamente – di quel museo a cielo aperto che è Piazza della Signoria.

L’uomo che misura le nuvole

L’uomo che misura le nuvole (versione americana, 18 anni in più) (1998 – 2016)
Bronzo al silicio

L’imponente Cercando Utopia, dialoga con il monumento equestre di Cosimo I del Giambologna e L’uomo che misura le nuvole (versione americana, 18 anni in più), svetta sull’Arengario, o Ringhiera, di Palazzo Vecchio, tra le copie del David di Michelangelo e della Giuditta di Donatello. In entrambe le opere si riconosce l’autoritratto dell’artista, come cavaliere e guardiano, tramite tra terra e cielo, tra forze della natura e dello spirito.

L’uomo che porta la croce (2015)

L’uomo che porta la croce (2015) Bronzo al silicio Foto di Mauro Sani © Angelos Bvba

L’artista fiammingo incarna, e rappresenta, il potere dell’immaginazione, la missione dell’artista come ‘spiritual guard’ contrapposta alla rappresentazione del potere incarnata dai giganti di marmo (David, Ercole, Nettuno) che si impongono sulla piazza, usata come palcoscenico figurativo della classe dominante, luogo simbolico del rapporto tra arte e spazio pubblico.

Scarabeo stercorario sacro 2012

Scarabeo stercorario sacro (2012) Bronzo al silicio Foto Antonella Cecconi

Dopo aver percorso la salita lungo la Costa di San Giorgio, dove è difficile incontrare frotte di turisti, sarete premiati dall’incomparabile vista sulla città  che si ammira da Forte di Belvedere difeso, protetto e ingioiellato dalle circa sessanta opere di Fabre che, dal 14 maggio, sono lì in mostra.

Capitoli I - XVIII (2010)

Capitoli I – XVIII (2010) – Foto Antonella Cecconi

Il Forte Belvedere è stato scelto quale sede della mostra Jan Fabre. Spiritual Guardsdalle curatrici Melania Rossi e Joanna De Vos e dal direttore artistico del progetto Sergio Risaliti, per le sue caratteristiche spaziali e storiche, una fortificazione utilizzata per difendere Firenze dalle minacce esterne, ma anche da quelle interne come ai tempi delle rivolte cittadine.

L’uomo che dà il fuoco (2002)

L’uomo che dà il fuoco (2002) Bronzo al silicio Foto di Mauro Sani © Angelos Bvba

Melania Rossi ha sottolineato come: “Qui si  celebra la lotta tra le ambizioni della spiritualità e i limiti della fisicità dell’uomo, dell’artista e di tutti noi”.

L’uomo che dirige le stelle (2015)

L’uomo che dirige le stelle (2015) Bronzo al silicio Foto di Mauro Sani © Angelos Bvba

A delimitare il perimetro del Forte stanno di vedetta i sette scarabei bronzei e negli spazi aperti è collocata una serie di autoritratti dell’artista a figura intera (bronzo lucidato a specchio), di un bagliore dorato che riflette il paesaggio circostante e il cielo.

Capitoli I - XVIII (2010)

Capitoli I – XVIII (2010) – Foto Antonella Cecconi

Vale la pena ricordare l’antico rapporto dell’artista con Firenze, nel corso della sua lunga carriera iniziata negli anni ’70 in cui ha partecipato a molte collettive e presentato alcune sue produzioni teatrali. Nel Corridoio Vasariano, dal 2012, si trovano due autoritratti dell’artista appartenenti alla serie Capitoli (2010).

Jan Fabre, L'uomo che piange e ride (2005)

Jan Fabre, L’uomo che piange e ride (2005) – Foto di Antonella Ceccon

Fabre, che ha dichiarato: “La più  grande nazione è l’immaginazione”, dispiega i suoi guardiani-custodi lucenti e cangianti a difesa della vita, della bellezza e dell’arte, contro i nemici visibili e invisibili che sono all’esterno e dentro di noi.

Jan Fabre, L'uomo che scrive sull'acqua, 2006,

Jan Fabre, L’uomo che scrive sull’acqua, 2006, bronzo al silicio – Foto Antonella Cecconi

Al primo piano della palazzina del Forte, in questa occasione riaperta al pubblico dopo molti anni, sono esposte sculture in cera ed è possibile vedere le proiezioni di filmati con le performance dello scultore.

Jan Fabre, L'uomo che scrive sull'acqua, 2006

Jan Fabre, L’uomo che scrive sull’acqua, 2006, bronzo al silicio – Foto Antonella Cecconi

Il 12 maggio, il sindaco Dario Nardella ha consegnato a Fabre  le chiavi della città, evidenziando come: “la classe politica debba guardare con più rispetto e attenzione gli artisti perché vedono prima degli altri e vedono cose che, a volte, gli altri non vedono. Ci indicano la strada, percepiscono i dolori, le contraddizioni, le sofferenze ma anche le ambizioni e le fortune di una società. Se portassimo le nostre comunità  ad aprire la loro mente e il loro cuore a questi artisti faremmo semplicemente del bene alle comunità”.

Jan Fabre, L'uomo che dirige le stelle (2015) - Foto di Antonella Cecconi

Jan Fabre, L’uomo che dirige le stelle (2015) – Foto di Antonella Cecconi

Il significato della mostra Spiritual Guards – incitamento a vivere una vita eroica, bellicosa e disarmata a difesa dell’immaginazione e della bellezza – è stato ribadito dall’artista in occasione dell’anteprima stampa, in cui ha ripetuto più volte: “Viva l’arte!” Riguardo ai suoi progetti futuri Fabre ha dichiarato: “Ho un grande progetto, sto lavorando a una mostra all’Ermitage a San Pietroburgo che aprirà il 21 di ottobre, sono tre anni che ci lavoriamo e sarà più  grande di questa”.

Direzione artistica Sergio Risaliti

Mostra a cura di Joanna De Vos e Melania Rossi

VIDEO DELLA MOSTRA DI JAN FABRE A FORTE di BELVEDERE, gentilmente reso disponibile dall’Ufficio Stampa Opera Laboratori Fiorentini – Gruppo Civita, si ringrazia in particolare Salvatore La Spina
Piazza Signoria accesso libero alla piazza

Palazzo Vecchio 15 aprile – 2 ottobre
Tutti i giorni escluso il giovedì: 9-23
giovedì: 9-14
ottobre
Tutti i giorni escluso il giovedì: 9-19
giovedì: 9-14
Forte di Belvedere
Orario
Tutti i giorni: 10.30- 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00)
Chiuso il lunedì  (Inaugurazione Forte di Belvedere: sabato 14 maggio ore 16 a ingresso libero)
Ingresso: 10 euro
Catalogo Forma Edizioni Srl
Info e sito web: MUS.E

Ogni domenica sarà possibile prendere parte a una visita guidata gratuita della mostra. Tel. 055 2768224 info@muse.comune.fine. it

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