Terroir Marche, bianchi Mosella e piceni 2010

Sfilata di vini bianchi a Terroir Marche. Laboratorio con quelli della Mosella (Germania, patria del Riesling) e una ‘orizzontale’ di bianchi delle Marche 2010.

Degustazione

Degustazione

Il Consorzio Terroir Marche riunisce i vignaioli bio di 13 cantine associate e “si prefigge la promozione e la valorizzazione della vitivinicoltura biologica/biodinamica marchigiana, la difesa del territorio e dei beni comuni, la diffusione di culture e pratiche per una economia sostenibile e solidale”. La loro agricoltura etica non è invasiva per il territorio ma lo tutela. La Spagna detiene la maggiore estensione in Europa di vigneti bio. Accomunati dal rispetto per l’uomo e per il territorio, gli ospiti internazionali non potevano che essere altri vignaioli bio, associati ‘Ecovin‘ (non usano fertilizzanti chimici, fungicidi o pesticidi). Un’associazione fondata nel 1985 che conta 217 membri di cui 44 in Mosella (9.000 ettari di vigneti con 5.000 aziende).

Paolo Restelli e

Pierpaolo Rastelli e Sonja Christ-Brendemühl (Ecovin)

Il laboratorio internazionale, guidato dal giornalista-degustatore Pierpaolo Rastelli e l’ambasciatrice dei vini tedeschi Sonja Christ-Brendemühl, è stato il risultato di un gemellaggio con i vignaioli arrivati nella città picena con i loro Riesling dalla Mosella, regione con il 43% di vigneti a gradoni, forti pendenze sulle quali necessita molta manodopera e dove è facile vedere trenini per raggiungere i vigneti più scoscesi. Il clima estremo è mitizzato dagli effetti dell’ardesia che trattiene il calore durante il giorno per restituirlo poi alla pianta ed è in grado di riflettere la luce solare. Grazie a questo speciale terroir, di una zona fredda che riesce però a immagazzinare calore, alcuni bianchi risultano particolarmente longevi. Questi produttori hanno bisogno di usare solforosa che è comunque contenuta al di sotto di 100 milligrammi litro.
Il 2015 è stata un’annata asciutta, nei vini l’acidità è presente ma non tagliente, i sentori sono di frutta chiara. La legge tedesca differenzia i vini in base alla presenza di zuccheri. I Riesling vanno in genere dagli 8 gradi in su. Per i trocken (9gr x litro di zucchero) ‘secchi’ 11,5 gradi sono la normalità. Spätlese è il termine che indica un vino di qualità.
Vini degustati:
1)
2015 Burger Hahnenschrittchen Riesling Spätlese trocken  Weingut Steffens-Keß, Reil. Azienda biologica dal 1982, tenta di ridurre il più possibile l’uso del rame in vigna per evitarne l’eccessiva concentrazione nelle falde. Gradevole, fresco, leggero, non lascia particolari impressioni.
2)
2015 Piesporter Goldtröpfchen Riesling Spätlese trocken – Weingut Hoffmann-Simon (65% Riesling). Cantina che produce vini biologici dal 2012. Zona con un terreno facilmente permeabile dove l’acqua va in profondità. Il 2015 si contraddistingue per una acidità e zucchero residuo importante. Colore giallo oro, erbe aromatiche, note vegetali che ricordano il Sauvignon e un profumo di frutta tropicale che seduce.

Vini Hoffmann-Simon, Mosella

Vini Hoffmann-Simon

3)
Il 2014 è stata un’annata difficile anche nella Mosella. Reiler Goldlay Riesling Spätlese trocken Weingut Steffens-Keß. Nonostante la vendemmia anticipata e il lavoro in vigna al naso risulta meno pulito. L’azienda ha una superficie vitata di 4 ettari e produce anche aceto. L’acidità è aggressiva con presenza di note agrumate.  I vini del 2015 risultano più  pronti rispetto a quelli del 2014.

Weingut Steffens-Keß, Reil

Weingut Steffens-Keß, Reil

4)
862 proviene da un vigneto vecchio e il numero identifica l’anno di fondazione. Fu donato dal re Lotario II a una chiesa. 2014 Alte Reben 862 Riesling trocken – Weingut Staffelter Hof, Kröv (75% Riesling). con note iniziali di mela verde, poi frutta tropicale, ananas. La percezione zuccherina si avverte nella prima parte della bocca e poi arriva l’acidità. Tipico secco della Mosella con zucchero, acidità e alcol bilanciati. Tra i migliori assaggi. Jan Klein è il produttore che ha organizzato la presenza alla manifestazione di questi vini oltreconfine ma vicini alla filosofia di Terroir Marche.

862 Mosella

Alte Reben 862 Riesling trocken – Weingut Staffelter Hof, Kröv

Le categorie dei produttori, in Germania, sono contraddistinte da stelle e Gold capsules. Le classificazioni di legge prevedono: Kabinett, Spätlese, Auslese, Beerenauslese, Trockenbeerenauslese, Eiswein. L’ardesia sull’etichetta indica un Riesling di qualità. Le stelle indicano il livello zuccherino. Kabinett è realizzato con uve meno mature, Spätlese (significa vendemmia tardiva) e Auslese (uve dorate) sono vini carichi di colore, muffati nobili, senza essere dolci.
5)
Pünderich è un pioniere (1984) della coltivazione bio, 7 ettari, 70% sono di Riesling e produce anche vino vegano (senza sostanze  di provenienza animale). 2014 Pündericher Marienburg “Rosen-berg” Riesling Spätlese trocken – Weingut Brohl, Pünderich. Il nome Rosenberg significa montagne delle rose. Nota di frutta esotica spiccata, ardesia che spinge molto gli aromi, 12 gradi. Mineralità in equilibrio con le tracce esotiche.

Rosenberg

6)
2008 Kröver Steffensberg Riesling Spätlese trocken – Weingut Christian Klein, un ingegnere del vino. Il Riesling ha bisogno di tempo e fa uscire i suoi vini leggermente in ritardo. Questo del 2008 è un vino raffinato, complesso con sentori di ananas candito, speziato, profilo asciutto e acido. Mineralità spiccata. Perfetto da abbinare a una cucina di pesce o esotica.

Christian Klein

Kröver Steffensberg Riesling Spätlese trocken – Weingut Christian Klein

7)
2010 Pündericher Marienburg Riesling Spätlese feinherb – Weingut Brohl, Pünderich, vendemmia tardiva. Si sente molto il dolce, lo zucchero, fermentazione spontanea, in equilibrio tra acidità  e zucchero.

Riesling 7

Pündericher Marienburg Riesling Spätlese feinherb – Weingut Brohl, Pünderich

8)
2015 Riesling feinherb – Weingut Christian Klein, Kröv. Sentori di albicocca e pesca, raffinato. Gradazione zuccherina importante. Ancora qualche aroma di lievito, cedro candito, pompelmo, gustoso.

Riesling feinherb

2015 Riesling feinherb – Weingut Christian Klein, Kröv

9)
2013 Kröver Steffensberg Riesling Spätlese – Weingut Staffelter Hof, Kröv. Precisione e credenziali fruttate. Forse un po’ troppo dolce, vino lungo, giocato sull’equilibrio tra zucchero e acidità. 2013 grande annata, calda, con tanto zucchero naturale.

Kröver Steffensberg Riesling Spätlese

2013 Kröver Steffensberg Riesling Spätlese – Weingut Staffelter Hof, Kröv

10)
2010 Köwericher Laurentiuslay Riesling Auslese – Weingut Hoffmann-Simon, Piesport presenta note di zafferano, nel 2000 l’Auslese ha vinto una  medaglia d’oro. 8 gradi. Muffe nobili. Riesling renano da maturazione lunga.

2010 Köwericher Laurentiuslay Riesling Auslese

2010 Köwericher Laurentiuslay Riesling Auslese – Weingut Hoffmann-Simon, Piesport

Dopo la scoperta dei vini della Mosella abbiamo vissuto, insieme ad Antonio Boco, le emozioni dei bianchi 2010 delle Marche. La viticoltura di montagna, artigianale, eroica, che dopo gli anni 60 era diventata antieconomica è tornata in auge. Spesso il vino segue i percorsi di vita, come quelli dei pastori che con la transumanza portavano in giro le barbatelle.
In particolare il 2010 è stata un’annata interessante per vini che trasmettono energia, la media non è  molto alta ma la forbice si allarga ed è così che abbiamo vini con picchi straordinari e altri deludenti.

Antonio Boco

Antonio Boco

L’Onirocep 2010 delle due dinamiche sorelle, Francesca e Federica Pantaloni, è un Pecorino (vino che si presta a essere longevo) di gran classe, con freschezza aromatica, timo, salvia e muschio. I vigneti sono su terreni argillosi, sotto il Monte dell’Ascensione. Il 2010 è stato vinificato normalmente mentre dal 2011 l’azienda vinifica in riduzione per evitare l’ossidazione e l’evoluzione è più lenta.

Vini Pantaleone

Vini Pantaleone

I vini biologici piceni iniziano ad avere molti premi e riconoscimenti (vedi Slow Wine 2016 o per es. i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, Guida Vini d’Italia 2016, assegnati all’Offida Pecorino Donna Orgilla ’14 – Fiorano).
Fiorano è l’azienda di Paolo, odontoiatra milanese, e sua moglie Paola, che nel 2003 hanno compiuto la scelta di tornare nelle Marche per rinnovare l’azienda agricola di famiglia, un casale interamente costruito in bioedilizia, pochi ettari di terreno intorno e un panorama unico sulle colline picene. Il loro Pecorino 2010 è speziato, si avvertono note di pepe, presenta profumi intensi e aromatici.

Donna Orgilla

Fiorano, Donna Orgilla

Il Valturio 2010, azienda del Montefeltro di Adriano Galli, in una zona integra naturalisticamente, presenta note di zenzero, curcuma e canfora.
Pievalta. Il Dominè 2010, Verdicchio dei Castelli di Jesi è un assemblaggio di uve diverse e quelle della vigna di San Paolo. Suoli calcarei permettono vini agili.

IMGP5570

Pievalta, Dominè

Il Verdicchio in purezza 2010 di Iana Peruzzi, famiglia veneta con esperienza nel campo, è un vino con acidità elevata e viene vendemmiato verso fine agosto, risulta frizzante e asprigno.
Avora (la ‘bora’, vigneti est/nordest) di Rocco Valloni conserva sentori di erbe officinali e salvia, rigido, pulisce la bocca. Si può definire un vino gastronomico, fresco e mediterraneo.
Il Verdicchio della Marca di San Michele di Alessandro Bonci, viene da una zona temperata, con vigneti orientati a sud, vendemmia anticipata, freschezza del vino, bella acidità. Affinamento solo acciaio, nota di fiori camomilla.
Il Fibbo (Aurora) è un vino con equilibrio tra acidità e salinità, con una sua eleganza.
Il Pecorino della Valle del Sole (esposizione a sud) è sapido, con carattere, persistenza e aromi. La macerazione è fatta sulle bucce, dopo la fermentazione la maturazione è sui lieviti. Il primo anno di vinificazione è il 2005 e la produzione del Pecorino è  del 2007.

 

Manifesto dell'evento

Manifesto dell’evento

Per i bianchi 2015 degustati ai banchi di assaggio si può affermare che è stata un’annata calda che ha prodotto vini già godibili, con ampiezza aromatica. Il Passerina si è confermato il vino fruttato piacevole, mentre il Pecorino ha rivelato un forte carattere con note acido-saline.

Foto di Marco De Felicis

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