Pantaleone, azienda e vini biologici per costituzione. Marche

I vini Pantaleone, di una famiglia che vive in armonia con il territorio e la cui parola d’ordine è ‘biologico’.

Le Marche sono una regione che si distingue per la cura del territorio e il rispetto dell’ambiente. Sono state tra le prime aree, in Italia, a prediligere l’agricoltura biologica. Il territorio piceno, dove si trova l’azienda Pantaleone, è un mare di verdi colline che abbraccia la città di Ascoli.

Pantaleone

Veduta dell’azienda Pantaelone

“Camminare la terra” (Veronelli docet), procedere passo dopo passo nell’azienda Pantaleone vuol dire capire il loro vino. Un ‘amore al primo calice’ che ti conduce fino ai loro vigneti per comprendere la passione che suscita, per ri-conoscere il territorio che hai incontrato nel bicchiere. E lì scopri un mondo bio che ti emoziona.
L’azienda, a conduzione familiare, è situata sulle colline sopra la ‘bianca’ Ascoli Piceno (a 5 km) nella località di Colonnata Alta, caratterizzata da boschi e dominata dal monte dell’Ascensione. La vicinanza alla cittadina, che si intravede dall’azienda, inganna perché le strada che si inerpica lascia, curva dopo curva, tanta natura rigogliosa alle spalle. Arrivati all’azienda (450 m s.l.m.) sembra di essere in un paradiso agricolo incontaminato. Difficile intravedere qualche abitazione e la presenza umana è rarefatta.

Pantaleone, 1

Azienda Pantaleone, panorama sui vigneti

L’azienda (55 ettari di cui 13 dedicati a vigneti esposti a Sud Est) è un anfiteatro verde le cui gradinate sono disegnate dai filari delle viti. Una biodiversità, in cui il rapporto flora/fauna favorisce un equilibrio naturale, autentica ricchezza del territorio. La vallata è delimitata in basso dal fossato Pantaleone, da cui prende il nome l’azienda, e alle spalle dai calanchi ricchi di terreno franco argilloso. Non è un caso che nei vigneti sono disseminate zolle di argilla pura, utile alla formazione di sostante organiche nutritive per la terra.

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Vigneti dell’Azienda Pantaleone

La conoscenza del terreno, preso tra le mani di cui senti il profumo, e che ritrovi nelle note minerali nel bicchiere, non basta. Dietro alla bellezza del territorio, ai profumi dei vini e ai risultati che lo premiano c’è la storia di una famiglia fondata eticamente sul lavoro, come la nostra Repubblica nella Costituzione.
Nazzareno Pantaloni ha creato questa realtà lavorando duramente (per oltre 33 anni) in una fabbrica di carbone, dedicando il tempo libero alla sua terra.

Calanchi

Calanchi

Nel 1980 il primo acquisto di 21 ettari, coltivati a cereali fino al 2000. Nel 2005 le due figlie, Francesca (laureata in economia) e Federica (talentuosa grafica), convincono Nazzareno ad abbandonare il conferimento delle uve alla cantina sociale per vinificare in proprio. Da allora è iniziata l’avventura del loro vino connotato da una costante crescita qualitativa e riconoscimenti. Significativo l’apporto di Giuseppe Infriccioli, consulente enologo e marito di Francesca. Un trend positivo che ha rischiato di essere fermato da un incendio nel 2007, per fortuna domato. Una famiglia di vignaioli le cui competenze diverse producono una sinergia il cui risultato è bio-qualità. Dal rispetto della terra deriva il rispetto per l’uomo che si nutre dei suoi prodotti. Quelli a tavola della famiglia Pantaloni sono tutti di propria produzione.

Antichi attrezzi

Antichi attrezzi

L’escursione termica (una temperatura che di giorno si aggira attorno ai 25 mentre la notte raggiunge i 12 gradi) favorisce la concentrazione di sostanze aromatiche sulla buccia che dona al vino profumi intensi ed eleganti. Le tipologie di uve coltivate sono: Pecorino, Passerina, Montepulciano, Sangiovese e Bordò. Dal 2011 l’azienda vinifica in riduzione i bianchi, per evitare l’ossidazione e avere un’evoluzione più lenta. I rossi sono lasciati maturare in legni di piccolo volume.  I vigneti sono coltivati con metodi biologici: letame, rame e zolfo, diserbo meccanico, lieviti selezionati per i bianchi e indigeni per i rossi. Tutti i vini prodotti sono provvisti di certificazione biologica.

Azienda Pantaleone, Sangiovese

Azienda Pantaleone, Sangiovese

Chicca 2015 (18.000 bottiglie) è una Passerina giallo paglierino dagli intensi aromi floreali e fruttati. Sorso fresco e brillante con un rapporto qualità/prezzo molto buono. La vigna coltivata a Pecorino è situata nella zona più alta dell’azienda. Quella con un terreno caratterizzato dalla presenza di tufo e argilla.

Pantaleone, Passerina

Azienda Pantaleone, Passerina

Onirocep 2010 (pecorino 100%) è un vino longevo che invecchia con eleganza. Conserva la freschezza aromatica del timo, della salvia e del muschio. Onirocep 2013 presenta un colore giallo paglierino dai riflessi leggermente verdi. Un vino pulito che si apre al naso, con sentori di pesca matura, caratterizzata da profumi di fiori di ginestra ed erbe aromatiche, note minerali, buona acidità, gusto persistente con finale fruttato. Onirocep 2014 mantiene intatta la sua freschezza e presenta note di pompelmo e salvia. L’Onirocep 2015 (13.800 bottiglie), nonostante l’annata calda, mostra il suo carattere deciso e inconfondibile. È un vino complesso, intrigante, con note agrumate e sfumature di frutta gialla, elegante e sapido. Il rapporto qualità/prezzo è vincente (11 euro).

Vini Pantaleone

Vini Pantaleone, Onirocep e Chicca

La Ribalta 2012 (bordò 100%), produzione limitata a 560 bottiglie, è un vino dal colore profondo intenso. Presenta al naso profumi di frutti di bosco (ribes, lamponi), segue una leggera speziatura, al palato è caldo e avvolgente e nel finale asciutto.

Il frutteto dell'Azienda Pantaleone

Il frutteto dell’Azienda Pantaleone

Sito Azienda Pantaleone: http://www.pantaleonewine.com/

 

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Pantaleone, azienda e vini biologici per costituzione. Marche ultima modifica: 2016-11-10T09:32:29+00:00 da Antonella Cecconi

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