Pantelleria, l’impronta degli dei

Pantelleria, l’isola che profuma di zibibbo, zolfo e mare, è una impronta di fuoco, acqua, terra e aria
Arco dell’Elefante

Difficile immaginare un equilibrio tra infernale e divino ma qui, a Pantelleria, si sfiorano. L’isola colora l’anima con il nero della lava, il verde dei vigneti, il blu del mare. Nel suo cuore: u bagnu, lo specchio di Venere, che cattura l’azzurro o il rosso del cielo al tramonto.
Pantelleria è un’isola esclusiva, per intenditori di natura, mare, sapori e gusti. Un’isola capace di risvegliare tutti i sensi sopiti dalla vita cittadina. A 110 chilometri dalla Sicilia e a 70 dalla Tunisia appena arrivi senti, attraverso il vento, che l’Africa è vicina. Sui 51 chilometri di costa nemmeno una spiaggia.

Balàta dei Turchi

Tra i suoi nomi: Yrnm (isola degli struzzi) in epoca fenicio-punica (citata così anche da Andrea Camilleri in La strage dimenticata). I Latini la chiamavano Cossӯra (la piccola) e gli arabi Qawṣarah. Un grumo di fuoco in mezzo al mare, nata da circa 90 eruzioni vulcaniche, dove gli umani erano presenti già 8.000 anni fa. Forse era questa l’antica Ogigia dove Ulisse fu ospitato dalla ninfa Calipso che ne ammaliò i sensi anche con il suo passito?

Specchio di Venere (fotografato dai Dammusi di Venere)

Qui riuscì a sbarcare, nel 1553, il pirata Dragut che catturò un migliaio di isolani da vendere come schiavi in Africa. La zona nordest, che guarda la Sicilia, è una delle più varie e affascinanti dell’isola. Sulla costa: Cala Cinque Denti, le Lave del Khàgiàr, il piccolo porto termale di Gadìr e l’Arco dell’Elefante. All’interno lo specchio di Venere, un lago di origine calderica dai colori stupefacenti che vanno dallo smeraldo al turchese. Le sue acque piovane e termali, raggiungono i 40 gradi, sono fortemente minerali e prive di vita. La zona dove fare i fanghi è dalla parte opposta del parcheggio, ci sono delle piscine naturali dove l’acqua sgorga emettendo bolle.

Dammusi di Venere, colazione

Lunga la costa Punta Spadillo, con il suo faro spettacolare e il sentiero che conduce al Laghetto delle Ondine, una piscina naturale di acqua marina dentro cui sfidare le onde che si infrangono tonanti su un bordo di lava nera. Gadìr (buen retiro di Giorgio Armani) è un porticciolo con sorgenti nel mare a 56 gradi.  Più avanti l’Arco dell’Elefante, chiamato così perché la scogliera è a forma di testa di elefante con tanto di proboscide, consigliato per praticare snorkeling.

Faro di Punta Spadillo

Seguendo la perimetrale, dopo l’Arco dell’Elefante, la strada s’innalza offrendo scorci e panorami unici. I punti dove scendere a mare sono Martingàna, con i suoi splendidi vigneti, e la Balàta dei Turchi a cui conduce una strada sconnessa non asfaltata di 3 chilometri ma il bagno e la sosta ripagherà la vostra audacia. Deve il suo nome (balat, dall’arabo: lastra di pietra) a uno degli ultimi episodi di pirateria della metà del Settecento. Sul fianco una grotta e le falesie dai diversi colori di Salto la Vecchia (300 m a picco sul mare).

Laghetto delle Ondine

All’interno Piano della Ghirlanda è una delle valli più fertili di Pantelleria. A sudovest, di fronte all’Africa, le due contrade di Scàuri e Rakhàli. Scàuri è uno dei pochi litorali accessibili, con bar e ristoranti. All’interno la vallata di Monastero è ricca di vigneti. La Grotta di Satarìa (dal greco soteria, salvezza) era rinomata sin dall’antichità per le sue proprietà terapeutiche, per i problemi osteo-muscolari, grazie alle sue acque calde e radioattive. È bene scegliere un orario insolito, l’alba o una notte di luna piena, per poter godere di un bagno caldo in grotta.

Grotta di Satarìa

Una delle esperienze più affascinanti che è possibile fare a Pantelleria (oltre al bagno nella Vasca delle Ondine) è la sauna naturale, a costo zero, nella Grotta del bagno asciutto (Grotta di Benikulà). Si lascia il mezzo al parcheggio per raggiungerla con una breve passeggiata. Questo sentiero degli dei, in mezzo alla vegetazione, dona paesaggi e scorci sulla vallata di Monastero e la vista spazia fino al mare.

valle di Monastero

Una breve salita e si apre la grotta da cui fuoriesce un intenso vapore. Scegliendo un orario insolito, la mattina molto presto oppure ore pasti, si avrà il privilegio di godere una sauna quattro stagioni al rilassante suono del tintinnio dell’acqua.

Grotta di Benikulà

Sempre in zona le Favàre si raggiungono percorrendo un sentiero che attraversa un altopiano color zolfo (una passeggiata di un paio di ore in tutto, portare dell’acqua se in piena estate). Si parte dal parcheggio in contrada Rekale. Sono esalazioni gassose ad alta temperatura che fuoriescono dalle viscere della terra, ricordano i geyser islandesi. Qui l’inferno sfida il divino azzurro assoluto del cielo. I jardini panteschi, un’altra esclusiva dell’isola che ne vanta circa 300, sono torrioni circolari con all’interno un albero di agrumi che in tal modo viene protetto da venti e salsedine. Sono dotati di canali e la sommità è inclinata verso l’interno per convogliare l’umidità e la condensa notturna verso la base dell’albero.

Favàre

L’altopiano di Mueggen è rivestito di rigogliosi vigneti. Qui si trova l’azienda vinicola-ristorante, con annesso giardino pantesco, di Salvatore Murana. A Gadìr merita una sosta, per un pasto o un aperitivo, il locale di Murana, affacciato sul porticciolo. Una festa di sapori isolani innaffiati dagli ottimi vini dell’ex pompiere. Qui ogni coltivazione è bassa per resistere ai venti, gli olivi sono alti al massimo un metro. Tre i prodotti di punta dell’isola. Il passito di uva di Zibibbo (l’oro giallo di Pantelleria), vino da dessert color ambra. Nel 2014 l’Unesco ha iscritto “la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria” tra i beni immateriali dell’umanità.

Terrazzamenti e muretti a secco

L’Unesco ha in tal modo riconosciuto a questa pratica di coltivazione una valenza economica (le uve di questi vigneti costituiscono la materia prima per vinificare lo zibibbo di Pantelleria) e una valenza sociale: questa pratica è un elemento identitario, rappresentativo della cultura e della storia degli abitanti dell’isola, una tecnica tramandata da padre in figlio. La vite viene protetta, dai forti venti che soffiano per più di 250 giorni l’anno, coltivandola al di sotto del livello del suolo, in buche nel terreno di circa 20 cm.

Le viti hanno la forma di piccoli alberelli con uno sviluppo limitato e lunghe radici. Ogni pianta produce circa 1,5 kg di uva. Questa viticoltura eroica è frutto di pazienza e fatica fisica, la manodopera impiegata supera di tre volte quella utilizzata in un vigneto normale.
Infine a novembre 2018 novembre l’Unesco ha inserito “l’arte dei muretti a secco” nella lista dei beni immateriali in quanto rappresentano “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura”. Pantelleria vanta 5.000 km di questi preziosi muretti di lava.

Gadìr , ristorante di Salvatore Murana

In contrada Bukkuram (in arabo ‘contrada delle vigne’) si trovano due importanti realtà vinicole: la rinomata azienda De Bartoli e la Cantina Basile di Fabrizio e Simona con una produzione di nicchia di qualità. Oltre il passito Fabrizio sperimenta vini rossi da uve Cabernet. Tra i dolci imperdibili: il bacio pantesco, un fiore ripieno di ricotta (pasticceria da Giovanni) o i ravioli alla ricotta. Altra produzione locale da gustare è la birra artigianale del birrificio La Panteska.

Ristorante di Salvatore Murana a Gadìr

Per il soggiorno si consiglia vivamente di dormire e vivere in un dammuso originale, ovvero non ristrutturato con tecniche non rispettose dell’architettura originale in tufo o pietra, le fessure tra le pietre sono riempite con il taiu (miscela di terra impastata con acqua). Il primo beneficio è il suo tetto a cupola che, oltre a raccogliere l’acqua piovana, garantisce fresca ventilazione anche nella giornate più calde di scirocco. Altra caratteristica di un dammuso è l’intima alcova dove poter dormire. A Pantelleria ogni muretto a secco, ogni jardinu, ogni dammuso è diverso. È un piacere cenare la sera sul terrazzo di un dammuso per poi osservare le stelle sorseggiando un bicchiere di passito.

L’isola nell’isola, giardino pantesco

Il ristorante di Salvatore Murana è un ritrovo per intenditori. Affacciato sul porticciolo, sotto un incantevole pergolato si ammira un panorama che più vacanziero non si può. Incantarsi a vedere le poche barche che vanno e vengono, qualcuno che si tuffa nelle limpide acque o che si immerge nelle vasche con l’acqua che sgorga calda dal sottosuolo, è un autentico relax. Ma il godimento è di tutti i sensi, la vista, l’udito carezzato dallo sciabordio dell’acqua, il palato risvegliato dai sapori di un orto sapientemente gestito e dalla scala emozionale dei vini e passiti di Salvatore.

Ristorante di Salvatore Murana a Gadìr, mustazzoli di Pantelleria

Il coraggio di una cucina vegetariana autentica e identitaria in un porticciolo, fronte mare, le verdure che lì non ti aspetti. Il ciaki ciuka al forno, un piatto tradizionale pantesco, è una variante della caponata di melanzane con altri ortaggi stufati (peperoni, olive, capperi, pomodori, zucchine, cipolle etc.). I sapori di una volta, con l’intensità dei prodotti di un orto su terreno vulcanico e la sapidità del mare vicino, sapori saturi, qualità della materia prima al primo posto. Il curioso nome deriva dall’arabo ‘chak chouka’ che significa ‘mescolare alla rinfusa’.

Gadìr, la scala emozionale dei passiti di Murana

Del resto a Pantelleria hanno vissuto per due secoli gli arabi che hanno lasciato le loro impronte, come i dammusi e l’uso della pietra lavica per le costruzioni. Segue l’insalata pantesca: ottime patate, capperi e cipolla, deludenti i pomodori, l’unico prodotto che non provenivano dall’orto della casa. Il tortino di carciofi, stupendamente soffice, è gusto al 110 per cento. Verdure dell’orto, mix di sudore e sapore. I carciofi vengono scottati e ripassati con aglio, poi legati con parmigiano e uovo, un piatto sano, pulito e giusto.

Grotta di Benikulà, interno

Le sorprese continuano con medaglioni di melanzane, pomodoro arrostito sulla brace con basilico (pesto pantesco) su melanzane appena scottate. In ultimo cicoria con pomodori secchi, cipolla e aglio, una squisitezza. Il tutto accompagnato da un Gadì 2014. Il nome trae origine dalla suggestiva località di Gadir, sito archeologico noto già nell’antichità per il fenomeno delle “acque calde”, ovvero attività vulcanica sottomarina. In questo luogo suggestivo e ricco di storia, Salvatore Murana possiede alcune vigne di particolare pregio. Il vino è un Moscato d’Alessandria vinificato come vino bianco. Dopo la fermentazione a temperature controllata, la maturazione avviene in contenitori di acciaio per 24 mesi per preservare la componente aromatica più elegante del vino.

“Dietro l’isola” di Salvino Gorgone

Colore giallo paglierino dai riflessi dorati. Al naso note di zagara, albicocca e mandorla, con un finale di gelsomino ed erbe aromatiche. Al gusto rivela ottima sapidità ed è elegante con le sue note minerali nel finale. I dolci a fine pasto riescono ancora a sorprendere. Mustazzoli di Pantelleria, solitamente preparati nel periodo natalizio, possono essere conservati. La preparazione è molto complessa sia per l’impasto che per il ripieno e questa conoscenza pare che ormai sia ad appannaggio delle sole signore anziane dell’isola. Con coltellini affilati vengono fatti i decori del dolce a base di miele, cannella, mandorle, scorze di arancia e mandarino. Il sapore è unico, difficile da raccontare. Il pasticcino di mandorle è una delicatezza.

Fabrizio Basile

I passiti di Murana sono una scala emozionale. Mueggen 2011, fa una maturazione in acciaio di quattro anni, oro rosso, leggero sentore alcolico, profumi di liquirizia, tabacco, caramello, note agrumate. Khamma 2009, maturazione di sei anni, legno, color ambra, buona acidità, note di caramello, leggera speziatura, lascia la bocca piacevolmente pulita. Il Martingana 2006 è un passito da meditazione, color ambra rossiccia, gusto prolungato, maturazione di sei anni, legno. Tutta l’isola in un sorso prolungato: il lapillo del vulcano, la pietra focaia, sentori di albicocca, mandorla e miele, sapido, asciutto, secco. Un passito fuoco e mare, lascia la bocca perfettamente pulita. Il passito di Murana è realizzato con il 30% di uva passita, essiccata su telai all’interno di stenditoi di plastica.

Dammusi di Venere, terrazzo

Sono i piccoli produttori a stupirti. Il passito Shamira di Fabrizio Basile, l’unico che compie il ciclo completo e imbottiglia sull’isola o il suo Selezione 41 (rosso), un blend di 41 tipi di uve diverse, quattro anni in botte con metodo solera. Bagghiu di Antonio Gabriele, che insieme al Don Klocks, produce 5.000 bottiglie (dal 2020 avrà la cerificazione biologica). Salvino Gorgone (ex pescatore) pratica l’appassimento naturale dell’uva al sole sugli stenditoi. Tale pratica, usata solo da 3-4 viticoltori sull’isola, non permette grandi numeri e metà della produzione serve per fare uva passita, che viene deraspata acino per acino a mano. La rottura degli acini farebbe fuoriscire i tannini dei semi. Il suo Dietro l’isola racchiude i profumi di Pantelleria.

Foto di Antonella Cecconi e Marco De Felicis

INFORMAZIONI

COME ARRIVARE
In aereo da molte città italiane.
Da alcune città siciliane è operativa la compagnia aerea DAT (danese), compagnia low cost: https://dat.dk/?___store=dat_it&___from_store=dat_da
Per girare l’isola, con al centro il monte Gibele, è indispensabile avere un mezzo proprio, anche a noleggio.

DOVE DORMIRE
Dammusi di Venere
www.dammusidivenere.it
info@dammusidivenere.it
Appartamento consigliato: U LOCU, con terrazza panoramica. I motivi per scegliere i Dammusi di Venere: 1) Pantelleria è l’unico posto dove potete gustare il privilegio di dormire in un dammuso autentico (ma non tutti lo sono, molti ne hanno soltanto l’aspetto esteriore) in cui l’aerazione è garantita e canalizzata al punto di poter fare a meno dell’aria condizionata; 2) qui il panorama è spettacolare: dallo Specchio di Venere fino al mare; 3) il silenzio, la tranquillità e un cielo fantastico sono garantiti; 4) la famiglia Policardo vi farà sentire a casa vostra.

Pantelleria
Emporio del Gusto

DOVE MANGIARE
Il Cappero
Via Roma, 33 – Pantelleria
Tel. 0923912725
ilcappero.ristorante@libero.it
Solo pesce locale e piatti all’insegna della stagione. Buona anche la pizzeria con forno a legna.

Strit fud
Indirizzo: Via Catania, 8, Pantelleria
Telefono: 0923 91302
Dove mangiare cucina tradizionale a costi contenuti ed essere accolti da signore simpatiche e disponibili. Anche da asporto. Consigliati: arancina al nero di seppia, pasta alla Norma, calamaro alla pantesca e cus cus.

Ristorante di Salvatore Murana
Gadìr
www.vinimurana.it
Piedi nell’acqua, il mare di fronte, i sapori, i profumi, i vini e i passiti di Pantelleria. Esperienza indimenticabile.

U Friscu
C.da Scauri 11
tel. 3666617719
Facebook: @friscupantelleria
Self service di qualità con piatti tradizionali a costi contenuti.

La Vela
c.da Scauri Scalo
tel. 0923616566
Indirizzo: Via Catania, 8
Telefono: 0923 91302
Ristorante sul mare di qualità.

Bukkuram di De Bartoli

VINI
Salvatore Murana Vini S.S.
Via Salita Mueggen, 11
Tel. 329 2227183
www.vinimurana.it
Salvatore è un’icona pantesca, i suo passiti sono una scala emozionale. Il Martingana 2006 è da meditazione.

Marco De Bartoli
c.da Bukkuram
www.marcodebartoli.com
Dal vino bianco, Pietranera, all’Integer (vino con apporto umano ridotto al minimo) fino alle storiche annate del Bukkuram, passito cinque stelle.

Antnio Gabriele

Cantina Basile di Fabrizio e Simona
Indirizzo: C.da S. Michele, Via Bukkuram
Telefono: 0923 917205
Fabrizio, coadiuvato da Simona, è la sperimentazione a Pantelleria. Il suo passito, Shamira, è stato premiato al Cervim 2018. Vendita diretta.

Dietro l’isola
Cantina Salvino Gorgone
Vicolo del tufo, 12
tel. 0923916201
www.passitodietrolisola.it
La tradizione del passito, essicazione naturale, i profumi dell’isola nel bicchiere.

Cantina Gabriele
Via dei Sesi, 20/9
gabriele.antonio@gmail.com
tel. 328687810
Antonio Gabriele è tornato da qualche anno sulla sua isola ma il suo vino e passito già si distinguono. In conversione biologica.

PASTICCERIE – GELATERIE
Katia – Pasticceria Gelateria del Borgo
via P. Borsellino
tel. 3898505041
Tra i suoi gusti extravaganti anche: fondente e capperi. Consigliato il gusto all’opuntia (famiglia dei fichi d’India)

Da Giovanni – pasticceria
piazza Cavour, 27
tel. 0923911360
Dove gustare ottimi ‘baci panteschi’

Bacio pantesco

ACQUISTI
Emporio del Gusto – Enoteca
Via Napoli, 97 – Lungomare di Pantelleria
cell. 3397556620 – www.emporio-gusto.com
Aperitivi e degustazioni con prodotti tipici a chilometro zero. Vendita di prodotti tipici e vini passiti. Punto Vendita Cooperativa Capperi Pantelleria. Punto di riferimento per scoprire l’isola.

Konza Kiffi

Konza Kiffi
Via Palazzolo, 6
tel. 3288375507
www.konzakiffi.com
Konza Kiffi, una realtà familiare tesa a produrre e a diffondere i sapori di Pantelleria, all’insegna del motto “dal campo al barattolo”. Nel negozio sul lungomare vengono vendute confetture, patè, varie preparazioni di capperi, pomodorini, olive, cucunci sott’olio, olio evo di biancolilla, nocellara e ogliarola. Le ricette e le preparazioni sono dei due figli, Cristian e Giancarlo, cuochi di professione. Alla lavorazione della materia prima provvede la mamma, custode della tradizione.

Coop. Agricola Produttori Capperi
C.da Scauri Basso, 11
tel. 0923916079
www.capperipantelleria.com

Caseificio Elena
di Dario Camardella
Via Khazzen, 30
tel. 389345743
Dove acquistare la “tumma” formaggio tipico.


Zibirra, aromatizzata con uva passa Zibibbo di Pantelleria

MANIFESTAZIONI
Passitaly, a settembre: www.passitaly.com.

LETTURE CONSIGLIATE:
Calaciura G. (2016), Pantelleria L’ultima isola, Roma-Bari, Editori Laterza.
D’Aietti P. & Cucci G. (2017), Pantelleria il continente tascabile, Carbonia, Il Pettirosso editore.

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