#RomaFF11 The Rolling Stones Olé Olé Olè!

Primi mesi del 2016, America Latina. Il tour delle ‘Pietre Rotolanti’ con lo storico concerto del 25 marzo all’Avana (Cuba) nel documentario di Paul Dugdale, The Rolling Stones Olé Olé Olè!: A Trip Across Latin America.

Un film da vedere e ascoltare con piacere. Nei primi mesi del 2016 il gruppo rock, in forma smagliante, ha fatto cantare, saltare, emozionare il pubblico di dieci città latinoamericane. In alcuni Paesi erano al loro primo concerto, in altri si è trattato di un ritorno. Il regista ci svela anche il backstage dei preparativi del concerto più atteso: quello a Cuba. Non solo nostalgia anni Sessanta/Settanta ma anche tanto vigore, potenza, capacità di emozionare ancora con i brani live. Scene con ragazzi in delirio e gruppi di fan che li attendono fuori gli hotel. Come i più famosi gruppi rock, i Rolling Stones riescono a dare il meglio nelle loro esibizioni dal vivo, vere e proprie performance. Concerti che diventano autentici show pirotecnici.
Ma il film non è solo musica. Delizioso il cameo con Ron Wood che svela la sua passione per la pittura e la street art.

ROME, ITALY – OCTOBER 16: Paul Dugdale walks a red carpet for ‘The Rolling Stone Ole’ Ole’ Ole’!: A trip Across Latin America’ during the 11th Rome Film Festival at Auditorium Parco Della Musica on October 16, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images) *** Local Caption *** Paul Dugdale

Il film è visto anche con gli occhi del pubblico sudamericano, per anni culturalmente e fisicamente sottomesso alle dittature militari. Questo è il motivo di un fanatismo vintage, anni Sessanta. Persone che non hanno potuto gustare e ascoltare, allora, il meglio dei gruppi rock e degli Stones. Ma come un’onda lunga, il rock suona ancora voglia di libertà, passione e ribellione. Invertendo la prospettiva il film mostra anche come i Rolling Stones vivono quei Paesi. Come li confrontano con i loro ricordi di viaggi e concerti precedenti. Il giovane regista, Paul Dugdale (documentarista del gruppo) ha intervallato frammenti delle canzoni dal vivo con le versioni originali degli album, quasi una colonna sonora realizzata in postproduzione. In fondo il film è un viaggio a Lima, Buenos Aires, Montevideo, San Paolo, Città del Messico, città in cui i musicisti confrontano l’esperienza attuale con i ricordi di viaggi del passato. Un’atmosfera vibrante in cui Sympathy for the devil sembra nascere dal ritmo della samba brasiliana. Ultima tappa l’Avana, un concerto gratuito che richiesto grande impegno organizzativo per la sua realizzazione in breve tempo. Difficoltà anche per la data, che andava a coincidere con quella dell’arrivo a Cuba del presidente Obama. Si vede Mick Jagger al telefono con una collaboratrice a cui domanda: “Da quanto un presidente degli Stati Uniti non visita Cuba?”. Lei: “Da ottanta anni” e Mick: “E ha deciso di farlo proprio il giorno in cui noi abbiamo organizzato il nostro concerto a Cuba?”. L’entusiasmo dei cubani per quella che, per loro, è la ‘nuova’ musica rock è alle stelle. E il concerto è gioia pura.

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Sito della Festa del Cinema di Roma: https://www.romacinemafest.it/