Alice Springs, un “nonluogo” dove avverti il respiro degli aborigeni

Alice Springs è una cittadina nuova, a beneficio di migliaia di turisti che non entrano in rapporto con i nativi e questi restano ai margini.

Alice Springs, aeroporto

Dall’aereo l’oceano rosso sottostante è inequivocabile: l’outback, il deserto di sabbia rossa, il cuore dell’Australia. All’aeroporto sei accolto da un altro tappeto, una moquette dai disegni aborigeni che sembra la promessa di un incontro. Nonostante la zona sia stata abitata da oltre 40.000 anni dagli Arrernte, Alice Springs è una città nuova, scandita da una griglia di strade ortogonali, una breve parentesi della presenza dei bianchi nel deserto. Fu fondata, come stazione telegrafica, intorno al 1872. Il telegrafo, sulla Australian Overland Telegraph Line, collegava, attraverso un ripetitore ogni 250 chilometri, Adelaide a Darwin e alla Gran Bretagna.

Telecamere istallate nel centro di Alice Springs

La OTL seguiva la Stuart Highway (da John McDouall Stuart, esploratore scozzese) consentendo un piccolo insediamento non isolato dal mondo. Altro elemento fondamentale, a tal fine, era il piccolo bacino d’acqua (billabong), nell’alveo di un fiume normalmente secco. Alice Springs (le sorgenti di Alice) deve il nome alla moglie del Direttore Generale delle Poste dell’Australia Meridionale, Sir Charles Todd, che diede il suo nome al fiume. Fino all’arrivo della ferrovia (1929) il mezzo di trasporto erano i cammelli, che impiegavano alcune settimane per raggiungere Adelaide. Nel 1954 l’unico collegamento era il treno, una volta a settimana, da Adelaide e il suo arrivo era un avvenimento.

Centro commerciale durante il periodo natalizio

Negli anni Sessanta Alice Springs divenne un centro per la difesa, per lo sviluppo del Pine Gap condiviso da australiani e statunitensi, una stazione di tracciamento satellitare: un complesso di computer a cui lavorano circa 800 addetti. L’ipotesi è che siano appartenenti ad agenzie di intelligence americane (CIA e NSA) e che sia una delle basi di Echelon.
Bill Bryson (p. 126): “Nel 1972, dopo ventitré anni di governo del Partito liberale conservatore, l’Australia elesse un governo laburista guidato dal focoso e urbano Gough Whitlam. Il governo di Whitlam s’imbarcò subito in un programma di ambiziose riforme: diede agli aborigeni i diritti di cui non avevano goduto in precedenza, cominciò a ritirare i soldati australiani dal Vietnam, liberalizzò l’istruzione universitaria, e molto altro ancora.”

Aborigena assopita

Ma se ieri Alice Springs ha fatto da base agli itinerari di Bruce Chatwin, oggi, come affermato da Bryson, vedi soprattutto “gli sparsi aborigeni. Ora è raggiungibile in aereo e ospita migliaia visitatori. ” a bighellonare “lungo il letto asciutto del Todd River”. Una città di transito dove è difficile entrare in relazione soprattutto con i nativi e dove questi non si riconoscono al suo interno. Una cittadina per far sentire gli occidentali, i turisti, a casa propria, dove non mancano le comodità (centri commerciali, fast food, souvenir etc.) anche se sei nel deserto a 14.281 chilometri da Roma e oltre 6.000 da Tokyo.

Mbantua Gallery

La globalizzazione fagocita tutto, anche l’identità e ti propone al centro commerciale la slitta di Babbo Natale, ma per ricordarti che sei in Australia è trainata da canguri albini. Come afferma Bryson: “Visivamente, quasi ogni cosa sensazionalmente sgradevole ad Alice Springs era un prodotto delle imprese americane”.
Ma appena sei fuori dalla griglia, non c’è periferia, c’è subito il bush. Qui i nativi non sono integrati e il loro respiro lo senti, arriva dalle zone di confine, dall’ombra degli eucalipti che spesso li nasconde. Difficile rintracciare la dimensione storica, ancestrale che forse soltanto nel museo ritrovi, dove è possibile ammirare, e spesso non capire, la loro arte. Incontri la dimensione della storia recente dei coloni.

Aborigena che vende i suoi dipinti

La solitudine che ti circonda, l’invisibile parete di vetro che è difficile varcare per entrare in contatto con chi ha sempre abitato il deserto fa tornare in mente le parole dell’antropologo Marc Augé: “Lo spazio del nonluogo non crea né identità singola né relazione, ma solitudine e similitudine”. La similitudine la senti con chi ha fatto migliaia di chilometri come te per incontrare al centro del deserto altri turisti o venditori di souvenir. La surmodernità non integra luoghi antichi, storici o archeologici ma li circoscrive in zone limitate come oggetti curiosi. La sensazione è che ad Alice Springs questo sia accaduto anche per i suoi ‘storici abitanti’. Un nodo cruciale, dove quelli che c’erano e quelli arrivati dopo non si sono integrati.

Aborigeni sotto gli eucalipti

Nel Northern Territory un terzo della popolazione è aborigena ma solo uno su tre ha un titolo di studio e il tasso di natalità è alto. Sono destinati a essere di più e i più forti nella loro terra. Qui si trovano le creature più pericolose del mondo e fuori dal recinto loro sono in grado di trovare e mangiare formiche verdi e di trovare acqua nel deserto, noi avremmo poche chances. Lungo Todd Mall, la via centrale, passeggi sotto grappoli di telecamere di sorveglianza, sono più che in un penitenziario. Qui la notte è meglio essere prudenti, il tasso di omicidi è oltre venti volte la media.

Targa auto dell’outback

Il medium per entrare in contatto con la cultura dei nativi sono i loro dipinti che riempiono le gallerie della città. La caratteristica dot painting (pittura a puntini) inizia ad avere un buon mercato. L’Araluen Arts Center ha una grande collezione di arte aborigena.
La School of the Air serve a ricordarti che sei nel deserto a centinaia di chilometri di distanza da una città. Dal 1951, da questa scuola, i maestri fanno studiare, via radio, gli alunni sparsi nelle fattorie nel deserto. Sulle banconote australiane sono celebrati i “dottori volanti” che raggiungono con piccoli aerei le zone più impervie.

Foto di Antonella Cecconi e Marco De Felicis

INFORMAZIONI

Dove dormire
DoubleTree Hilton
Indirizzo: 82 Barrett Drive
Tel. 0889508000
Sito: https://www.hiltonhotels.it/
Hotel un po’ decentrato, confortevole, ampia piscina e buon ristorante asiatico (Hanuman)

Da visitare
Araluen Arts Centre
61 Larapinta Dr,
Tel. 08 8951 1122
Sito: https://araluenartscentre.nt.gov.au/

Alice Springs Telegraph Station Historical Reserve
Indirizzo: Herbert Heritage dr Stuart
Tel. 0061 889523993
Sito: www.alicespringstelegraphstation.com.au

School of the Air
La radio-scuola che, dal 1951, educa l’Outback
Indirizzo: 80 Head Street
Tel. 0061 889516834
Sito: www.assoa.nt.edu.au

Gallerie
Papunya Tula Artists
Indirizzo: 63 Todd Mall,
Tel. 08 89524731
Sito: papunyatula.com.au
Galleria di proprietà della comunità, vende opere dei fondatori del movimento artistico del Deserto Occidentale e Centrale.

Mbantua Gallery
Indirizzo: 64 Todd Mall
Tel. 0889525571

Muk Muk Fine Art
Indirizzo: 14 Lindsay Ave
Tel. 0889536333

Libri consigliati:

Le vie dei canti, di Bruce Chatwin, Adelphi, 1988. Un romanzo che racconta incontri e avventure nel profondo dell’Australia. Un percorso di idee che muove da un paio di interrogativi: perché l’uomo, fin dalle origini, ha sentito un impulso irresistibile a spostarsi, a migrare? Perché i popoli nomadi tendono a considerare il mondo perfetto, mentre i sedentari tentano continuamente di mutarlo?

In un paese bruciato dal sole L’Australia, di Bill Bryson, Tea, 2000.

Film consigliato:
Priscilla, la regina del deserto, di Stephan Elliott (1994), con Terence Stamp. Vincitore Oscar 1995 per i migliori costumi. Transessuali e travestiti che viaggiano in una roulotte malandata (chiamata Priscilla) attraverso l’Australia e ballano e cantano ovunque. Ironia, umorismo e riflessioni.

Mr. Crocodile Dundee, di Peter Faiman (1986), Paul Hogan, il protagonista, ha vinto un Golden Globe come miglior attore. Un cacciatore di coccodrilli costretto a vivere a New York.

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