Bali, l’isola dove si coltiva la gioia (prima parte)

4. Indonesia. Bali, divinità, incenso, sorrisi e profumi di fiori

Pochi aeroporti sono in grado di trasmetterti la sensazione del Paese che stai per abbracciare. Spesso sono hub tecnologici che somigliano a moderni e internazionali centri commerciali. Ma ci sono aeroporti dove inizia la narrazione di un territorio. Quello di Papeete, dove l’ukulele ti dà il benvenuto, o quelli delle isole della Polinesia dove sei accolto con una collana di fiori (tiaré), o quello di Alice Springs (prima foto nell’articolo) dove la moquette riporta i disegni aborigeni che sembra vogliano condurti sulle vie dei canti. Anche l’aeroporto internazionale di Bali (Ngurah Rai) con le sue maschere, incenso, profumo di fiori e sorrisi ti invita nell’isola dove si coltiva pace e gioia.
Se sognate spiagge tropicali, acqua cristallina, fare snorkeling, guardare coralli dovete scegliere un’altra delle 13.000 isole dell’Indonesia. Tranne che non cerchiate onde alte e lunghe per praticare surf o vita mondana notturna.

Pura Tanah Lot, ingresso al tempio

Pura Tanah Lot

Il fascino, l’anima di Bali non è sulla costa ma all’interno, dominato dai suoi vulcani e vestito dal pizzo verde delle sue risaie. Il periodo migliore, con minori precipitazioni, è luglio-agosto. Consiglio di noleggiare un auto con autista per il periodo di soggiorno oppure ingaggiare lunghe trattative con i taxi del luogo. Una costellazione di templi induisti (circa 20.000 e ognuno celebra un anniversario l’anno, wuku) è un’occasione per assistere anche ai rituali scanditi da un calendario ricco di cerimonie e festività.
Per entrare nei templi è consigliabile di indossare un abbigliamento decoroso e che non metta in mostra parti del corpo.

Pura Tanah Lot

In quasi tutti è obbligatorio il sarong (un drappo fermato alla vita, indossato come una gonna anche dagli uomini, può andar bene anche un pareo). Il sarong è fornito all’ingresso dei templi insieme all’immancabile fascia cerimoniale (per questi “prestiti” è d’obbligo lasciare un’offerta).
Il nostro primo giorno è iniziato con la visita a uno dei tempi, sulla costa sud-ovest, tra i più fotografati: Pura (tempio) Tanah Lot. Il momento più suggestivo per visitarlo è il tramonto ma la folla di gitanti, a caccia di selfie, spoglia di pace e sacralità il luogo che invece la mattina presto si presta al sottofondo del cinguettio degli uccelli smorzato dal fragore delle onde. Il tempio è in cima a una scogliera che cinge una piccola spiaggia di sabbia nera evocatrice della presenza di un vulcano.

Fedeli che portano offerte al Pura Luhur Batukaru

La leggenda narra che il sacerdote indù Nirartha (XVI secolo) arrivò attirato dalla luce proveniente da una sorgente sacra presso cui stava un sacerdote che provò a scacciarlo. Nirartha, grazie alla meditazione, riuscì a spostare la roccia in mare (l’isolotto di Tanah Lot) dedicandolo al dio del mare. A protezione del luogo pose dei serpenti velenosi. Soltanto i fedeli possono salire le scale che conducono all’interno del tempio. La spiaggia viene ricoperta con l’alta marea e con la bassa si può accedere alla sorgente sotto la roccia del tempio e bere l’acqua sacra, lasciando un’offerta.

Pura Luhur Batukaru

L’induismo anche in Indonesia implica una divisione in caste (al gradino più alto i bramini e a quello più basso i sudra) che però non comporta le stesse restrizioni di quella indiana. Se la testa è la zona più sacra del corpo, e quindi non va mai toccata nemmeno a un bambino, la mano sinistra (usata per lavare le parti intime) è quella impura, per cui per mangiare, passare oggetti si usa la destra.
Per gli spostamenti è bene tener presente non tanto i chilometri per una destinazione quanto il tempo necessario a raggiungerla. Spesso le strade hanno tante curve, sono strette, trafficate o non in buone stato.

Dea della fertilità o del riso

Pura Luhur Batukaru

Lasciata la costa per l’interno, in direzione nord, si raggiunge Pura Luhur Batukaru. Il tempio sorge alle pendici del Gunung Batukaru (2276 m), una delle montagne più sacre dell’isola. Questa è una delle zone più umide di Bali, il clima è piovoso e le foreste pluviali intorno sono riserve naturali. Durante la salita si incontrano fedeli vestiti a festa con le loro fasce abbaglianti e si tocca con mano come qui si coltiva la gioia e serenità d’animo.

Jatiluwih

Questo è uno dei nove templi direzionali, guardiano dell’ovest. Ai suoi confini incombono le foreste e all’interno c’è un rigoglioso giardino con ibischi e fiori di ogni tipo. Sacro fin dall’XI secolo, meta di pellegrinaggi, presenta diversi meru con tetto a paglia e la pagoda sacra a sette piani dedicata a Mahadeva (dio del Gunung). A est del complesso templare si trova un grande bacino con grandi pesci rossi. Molti agricoltori ne prendono l’acqua per propriziare i loro raccolti.

Jatiluwih

DIretti a sud-est i paesaggi che si aprono tra le foreste sulle risaie a terrazza saranno occasione di diverse soste e foto. Jatiluwih è il più antico sistema di risaie è una destinazione imperdibile che lascia a bocca aperta.

Jatiluwih

Ci sono diversi sentieri da percorrere di diversa lunghezza, da 1,5 fino a 5,5 chilometri. Qui una passeggiata slow è un piacere indimenticabile. La bellezza di una natura rigogliosa, galleggiando su terrazze verde smeraldo, circondate da palme e banani, con il cielo che si specchia vanitoso nei bacini d’acqua creati dall’uomo.
Una scultura vegetale, la dea della fertilità o dea del riso, è il nume tutelare di queste colline.
La leggenda narra che qui viveva un sovrano del regno celeste di nome Batara Guru. Un giorno ordinò agli dei e alle dee di costruire un nuovo palazzo, minacciando di tagliare mani e piedi a chiunque fosse stato pigro nell’obbedire ai suoi ordini.

Jatiluwih

Antaboga una divinità serpente, non avendo mani e e piedi, andò impaurito a chiedere consiglio a Batara Narada, il fratello di Batara Guru. Sentendo lo sfogo di Antaboga, Batara Narada non seppe cosa consigliare. Così Antaboga si mise a piangere per la sfortuna che gli era toccata. Inaspettatamente le lacrime si trasformarono in uova molto belle. Vedendo il miracolo Narada gli suggerì di donare le uova per scusarsi di non essere stato in grado di aiutare nella costruzione del palazzo. Si affrettò a mettere le uova in bocca e andò incontro al Guru Batara.

Pura Ulun Danu Bratan , Lingga Petak Temple

Incontrò un corvo che lo salutò. Tuttavia poiché Antaboga aveva tre uova in bocca, era riluttante a parlare. Il corvo pensò che Antaboga fosse arrogante e lo attaccò finché le due uova in bocca si ruppero. Rimase solo un uovo che poteva salvarlo dalla punizione. Batara Guru accettò con gioia il dono e chiese al dio Antaboga di covarlo. Nacque una bambina di nome Nyi Pohaci Sanghyang Sri. La bambina fu adottata da Batara Guru e dall’Imperatrice e diventò una bellissima donna. Batara Guru voleva sposarla ma gli dei di Khayangan erano preoccupati che questo avrebbe portato sventura.

Pura Ulun Danu Bratan

Alla fine decisero di separare il Batara Guru da Nyi Pohaci mettendo del veleno nella bevanda di Sri Nyi Pohaci causandone la morte. Per non lasciare traccia delle azioni crudeli il corpo di Sri Nyi Pohaci fu sepolto in un luogo nascosto. Si dice che la tomba del Nyi Pohaci fu poi ricoperta di piante di riso, che risultarono molto utili per gli umani sulla terra. Da allora Nyi Pohaci Sanghyang Sri o la dea Sri è stata soprannominata la dea del riso.

Pura Ulun Danu Bratan sul lago

Questo tempio è meta di pellegrinaggio ed è uno dei più instagrammati perchè particolarmente fotogenico per questo il consiglio è di visitarlo la mattina presto, per coglierne la pace, la suggestione e forse la luce migliore.

Munduk, Swar Bali Lodge

Qui sono adorati la dea Dewi Danu (portatrice di acqua e fertilità) e l’omonimo lago le cui acque sono una delle fonti di irrigazione più importanti dell’isola. Il tempio è stato costruito nel 1633 dal raja di Mengwi sulle rive del lago e si trova a circa 1200 m di altezza.

Danau Buyan e Danu Tamblingan

Il tempio è suddiviso in due parti, una sulla riva e un’altra, il Lingga Petak Temple, sull’acqua, che sembra un’apparizione. Questo, con un meru a unidici livelli, è il tempio shivaita più importante di Bali.
Lungo la sponda, all’interno di un bel giardino, si trova anche un stupa buddista con statue. La compresenza e relazione tra siti e riti buddisti e induisti è qualcosa che dona pace e armonia. I santuari non sono accessibili a non fedeli.

Una sosta al Swar Bali Lodge è l’ideale per gustare la pace tra questi monti, godere di un bel panorama e di una colazione in terrazza.

Sekumpul

Tra i panorami della zona più attraenti c’è la strada che sale sopra i laghi di Danau Buyan e Danau Tamblingan. Quest’ultimo è il più piccolo dei laghi. Si prosegue per le cascate.

Cascate di Sekumpul

Le cascate di Sekumpul sono le più belle cascate di Bali e valgono il tragitto a piedi. Alla biglietteria molti locali si offrono per farvi da guida, ma è davvero inutile, il percorso è obbligato. Non ultimo il prezioso silenzio vi farà sentire gli uccelli e i suoni della natura.

Sekumpul

Passeggiare tra la vegetazione tropicale, tra chiodi di garofano, cacao e caffè, ti fa sentire dentro un film tipo Jurassic Park o Indiana Jones. Quando davanti a te si apre lo scenario di questi sette salti di acqua che si tuffano da un’altezza di 70 metri nel mezzo di una foresta tropicale anche il respiro si ferma, gli occhi si dilatano e il cuore si allarga per abbracciare tanta bellezza.
Se l’acqua non è troppo alta è possibile guadare il sottostante fiume, camminare per altri 15 minuti e raggiungere la piscina sotto i salti dove è possibile fare il bagno.

Pura Beji

Pura Beji

Questo tempio non è tra i più frequentati e questo consente di visitarlo e goderlo in assoluta pace e tranquillità.
Il Pura Beji (Singaraja) è realizzato in arenaria rosa, che presenta diverse sfumature di colore in base alle diverse ore del giorno.

Pura Beji

Il tempio è dedicato alla Dewi Sri, ovvero la dea del riso, cibo primario nell’alimentazione locale.

Pura Beji

Il muro di cinta, sembra pervaso da un horror vacui, con miriadi di sculture e incisioni che ne ricoprono l’esterno. L’interno è un’apoteosi di mostri, maschere e personaggi di varie epoche come i due musicisti riportati nella foto sottostante.

Pura Beji

Pura Meduwe Karang

A dodici chilometri da Singaraja il Pura Meduwe Karang (1890) è uno dei templi più importanti di Bali per le sue dimensioni, per le sue sculture e incisioni che raffigurano gli abitanti dei villaggi, umili balines. Anche questo tempio è frequentato prevalentemente dai locali.

Pura Meduwe Karang

Il tempio (pura) è dedicato a Batara Meduwe Karang (“signore che possiede il terreno”), la divinità protettrice della fertilità dei terreni agricoli. Fanno sempre riferimento alla fertilità i santuari dedicati al dio del sole Surya e alla Madre Terra. All’ingresso del tempio sfilano di 36 sculture in pietra che rappresentano personaggi del poema epico indiano, Ramayana. Le sculture sono disposte su tre livelli: tredici sculture nella fila più bassa, dieci in quella al centro e tredici nella fila più alta posteriore.

Pura Meduwe Karang

Il santuario vero e prorio è costituito da un cortile utilizzato per accogliere i fedeli durante le celebrazioni religiose. Sotto un padiglione si svolgono, durante gli eventi, esibizioni di gamelan (orchestra di strumenti musicali indonesiani) .

Pura Meduwe Karang

Ai lati del santuario principale ci sono altri due santuari, uno dedicato a una manifestazione della madre terra Ibu Prtiwi (Ratu Ayu Sari), l’altro al protettore dei prodotti della terra (Ratu Ngurah Sari).

Pura Meduwe Karang (ciclista)

Su un lato del santuario è raffigurata un curioso personaggio occidentale che va in bicicletta. Il rilievo rappresenta probabilmente l’artista olandese WOJ Nieuwenkamp che esplorò Bali in bicicletta nel 1904.
L’uomo su un rilievo in bicicletta è stato danneggiato dal terremoto del 1917 e ha subito rimaneggiamenti durante il restauro.

Bali Sunrise Villas & restaurant

Un altro bassorilievo mostra la dea Durga (come Mahisasuramardini, colei che uccide il bufalo). Rangda (la vedova), strega della danza Barong, è raffigurata seduta con le ginocchia aperte mentre espone i suoi genitali.

Bali Sunrise Villas & restaurant, colazione

L’alimentazione indonesiana è simile alla tailandese, frutta, verdure, cereali e l’immancabile riso. Spesso arrivando tardi abbiamo preferito cenare direttamente in albergo.

Stay tuned, continua nel prossimo articolo

Video di Marco De Felicis

INFORMAZIONI

LIBRO CONSIGLIATO

Elizabeth Gilbert, Mangia, prega, ama (da cui è stato tratto il film).

DOVE DORMIRE

Swar Bali Lodge
Indirizzo: Jalan Munduk Kayuputih, Br. Dinas Tabog, Desa Kayupith Singaraja, Munduk
tel. +62 81337155539
La camera consigliata è quella che si vede nella foto. Un panorama fantastico dove vi sarà servita la colazione. Un altro motivo di gioia.

Bali Sunrise Villas & restaurant
Indirizzo: Indirizzo: Jalan Songan No.001 Songan, Songan A, Kec. Kintamani, Kabupaten Bangli
Telefono: +62 818-552-669
Avevamo prenotato Villa Jepun bella, in stile tradizionale ma con finestre e spifferi tra le tavole da sentire freddo, la vasca da bagno nella foto non poteva essere riempita. Abbiamo dovuto, a causa del freddo, lasciare la villa e andare in una stanza funzionante ma con pareti irrisorie che non garantivano privacy e silenzio. Personale gentile.