Venezia. La Biennale Arte 2022, Arsenale, è donna e postcoloniale

Venezia. La Biennale Arte 2022, Arsenale, è donna e postcoloniale

59. Esposizione Internazionale d’Arte, curata da Cecilia Alemani, in programma fino al 27 novembre 2022

L’ingresso all’Arsenale è dominato dall’imponente scultura in bronzo della vincitrice del Leone d’Oro quale miglior partecipante alla Mostra Internazionale Il latte dei sogni, Simone Leigh. L’opera, Brick House, è un monumentale busto in bronzo di una donna afroamericana la cui gonna ricorda una casa di argilla. Nel 2019 la scultura era collocata sulla High Line di New York. Sembrava una divinità emersa sulla trafficata Decima strada di Manhattan. L’opera è una perfetta fusione tra corpo e architettura, una versione black della Madonna della Misericordia di Piero della Francesca.

Se quella si poneva come la madre-chiesa questa evoca le case del popolo Mousgoum in Ciad e Camerun, gli edifici in argilla e legno dei Batammaliba in Togo, le statuette nigeriane ibeji. Ovvero la tradizione artigianale afroamericana del XIX secolo delle brocche antropomorfe, fino al Mammy’s Cupboard, un ristorante a Natchez, nel Mississippi, costruito con le fattezze dell’archetipo razzista della mammy, la cui enorme gonna rossa è la sala da pranzo. Il corpo della donna afroamericana assume tutte queste molteplici valenze.
La testa di Brick House, busto in bronzo alto quasi 5 m, è coronata da trecce di treccine, ciascuna terminante con una conchiglia di ciprea. Il titolo dell’opera identifica una forte donna nera che resiste come una casa fatta di mattoni. L’artista è focalizzata su come il corpo, la società e l’architettura si informano e si rivelano a vicenda.

Simone Leigh, Brick House, 2019, bronzo
Simone Leigh, Brick House, 2019, bronzo

Sulle pareti intorno alla monumentale scultura della Leigh sono poste, in dialogo, le opere dell’artista cubana Belkis Ayón, già invitata alla Biennale d’Arte nel 1993, anno della grave crisi economica provocata dal blocco sovietico. Aveva raggiunto l’aeroporto in bicicletta ma la sua opera, portata dal padre in bici, non riesce a fare in tempo. L’opera arriverà comunque, in modo fortuito, grazie a una viaggiatrice diretta a Milano. Belkis usa la collografia, una tecnica a stampa che combina materiali eterogeni. L’artista è atea ma dedica le sue opere a simboli e racconti deglI Abakuà, confraternita segreta afrocubana. Il loro mito di fondazione si basa sul tradimento di una donna. La principessa Sikán è raffigurata senza lineamenti del volto ma solo gli occhi. In Nlloro ritrae la ritualità del lutto, un atto collettivo che riguarda il sacro e profano.

Belkis Ayón, Nlloro, 1991, collografia su cara spessa
Belkis Ayón, Nlloro, 1991, collografia su cara spessa

Il lavoro del giovane artista argentino Gabriel Chaile è ancorato alla comunità di indigenti, rituali e tradizione artistica del suo Paese. Le sue opere hanno reminiscenze precolombiane e si rifanno a consuetudini artigianali. Crea oggetti come giganteschi forni di argilla dalle sembianze spesso antropomorfe. Per la mostra Il latte dei sogni ha realizzato cinque sculture-forno monumentali in argilla cruda che ritraggono i membri della sua famiglia come fossero idoli mitologici.

Gabriel Chaile, scultura-forno, 2022
Gabriel Chaile, scultura-forno, 2022

Niki De Saint Phalle è famosa per il suo Giardino dei Tarocchi (1979-2002) a Capalbio ma anche per le sue pollastrelle, Nanas, giganti multicolore. Le sue forme femminili sono prorompenti, dai seni grandi, dall’addome e glutei sporgenti e sono sottolineate da strisce di colore che le avvolgono come mandala. Gwendolyn, alta 2,5 m e dalle forme sinuose, mette in mostra la sua gravidanza attraverso il bersaglio diinto sull’addome.

Niki De Saint Phalle, Gwendolyn, 1966 -1990, resina di poliestere verniciata su base in metallo
Niki De Saint Phalle, Gwendolyn, 1966 -1990, resina di poliestere verniciata su base in metallo

Due le “Capsule del tempo” all’Arsenale: Una foglia, una zucca, un guscio una rete una borsa una tracolla una borsa una bisaccia una bottiglia una pentola una scatola un contenitore (era necessario un titolo così lungo?!) e La seduzione del Cyborg. La prima capsula privilegia i contenitori di varie forme e i loro legami con la natura e il corpo.

Aletta Jacobs, Womb models by the Ateliers Auzoux, 1840, modelli in cartapesta
Aletta Jacobs, Womb models by the Ateliers Auzoux, 1840, modelli in cartapesta

Aletta Jacobs è stata la prima donna ammessa in un’università olandese, per molto tempo l’unica a esercitare la professione di medico nei Paesi Bassi, ha aperto il primo consultorio femminile del Paese e si è battuta per l’abolizione della prostituzione. Inoltre è stata una delle più importanti rappresentanti internazionali del movimento femminista. Nel 1897 pubblica La donna. La sua corporatura e i suoi organi interni. Il libro è accompagnato da tavole illustrate, che descrivono dettagliatamente il corpo della donna, disegnate dalla stessa Jacobs. Il fine era quello di mostrare il funzionamento degli organi genitali per non considerare più la sessualità come un mistero. I modelli di utero in cartapesta, che descrivono gli stadi della gravideanza, hanno finalità scientifiche e artistiche.

Bridget Tichenor, Dueto Solitario, 1964, olio su masonite
Bridget Tichenor, Dueto Solitario, 1964, olio su masonite

Fantastici i personaggi con zampe da insetto che vivono all’interno di carapaci di Bridget Tichenor. Queste sue opere, dall’atmosfera sospesa, risalgono alla metà del XX secolo quando raggiunse le colleghe surrealiste in Messico. Mentre il suo approccio metafisico è da collegare ai suoi studi in Italia con Giorgio De Chirico.

Delcy Morelos, Earthly Paradise, 2022
Delcy Morelos, Earthly Paradise, 2022

I materiali primari di Delcy Morelos sono: argilla, tessuti, fibre e terra. Nel tempo le sue opere sono diventate installazioni immersive fatte di terra, come Earthly Paradise di quest’anno. Il visitatore si addentra tra muri di terra di cui sente l’umidità, l’odore misto a fieno. polvere di cacao e spezie. Il riferimento è alle cosmologie andine e amazzoniche. La terra non è più sotto di noi ma ci circonda, non la possiamo dominare, è parte di noi e noi torneremo a essere una sua parte. Humanus che diventa humus.

Candice Lin, Xternesta, 2022, installazione
Candice Lin, Xternesta, 2022, installazione

Ogni tipo di materiale (pipistrelli morti, funghi, piante di gelso etc.) è enfatizzato da Candice Lin. In mostra, dentro un armadietto dipinto variopinto, bottigliette, minerali, piante come il ginseng placcate in rame etc. Forse pozioni magiche? Le sue opere evocano i lavori artigianali, manuali, conoscenze di botanica, rituali e l’avida bramosia di possesso occidentale.

Nella Seduzione del Cyborg (parola nata dall’unione di cibernetico e organismo, è stata usata per la prima volta nel 1960). A differenza del robot il cyborg è un essere umano integrato con una tecnologia artificiale. Da qui Dona Haraway è arrivata a immaginare una personificazione di una identità ibrida di un futuro postumano e postgender.

Lavinia Schulz e Walter Holdt, costumi, 1924
Lavinia Schulz e Walter Holdt, costumi, 1924

Qui incontriamo l’installazione scultorea di Louise Nevelson, protagonista di una ricca mostra monografica, Persistence, alle Procuratie Vecchie fino all’11 settembre. L’artista recupera pezzi di legno dalle strade di New York per organizzarli in elementi modulari monocromatici.
Lavinia Schulz insieme al marito e collega Walter Holdt porta in scena la danza espressionista. Inoltre creano costumi fantastici che trasformano i danzatori in opere d’arte.
La coreana Geumhyung Jeong gioca con corpi ormai completamente robotici e componibili a piacimento. La goffaggine e la fragilità di questi robot crea un relazione empatica tra l’umano e la macchina.

Padiglione Uzbekistan,
Padiglione Uzbekistan,

Negli spazi esterni dell’Arsenale completano la mostra i grandi interventi di Giulia Cenci che già ha esposto le sue opere al MAXXI per il Bvlgari Prize. L’artista aggrega oggetti in composizioni site-specific. Utilizza calchi di parti del corpo umano e di quello di animali che vengono poi assemblati con residui industriali (gomma e metallo). In tal modo abbatte la gerarchizzazione tra uomini, macchine, animali, piante o batteri.
Il padiglione Uzbekistan è focalizzato sull’opera dello scienziato Muhammad Ibn Mūsā al-Khwārizmī, il cui trattato tradotto in latino Dixit Algorizmi è il primo a presentare l’algebra come materia indipendente da geometria e aritmetica. Dal suo cognome latinizzato deriva la parola “algoritmo”. Alla ricerca di una scienza antica che affonda le sue radici in Oriente. Il padiglione è particolarmente suggestivo e cattura il visitatore.

Padiglione Italia,
Padiglione Italia,

Il padiglione Italia presenta l’opera di un solo artista: Gian Maria Tosatti: Storia della notte e destino delle comete, titolo mitopoietico. Un’imponente installazione creata appositamente per gli enormi spazi (più di 2000 mq) delle Tese delle Vergini all’Arsenale. Tosatti narra il difficile equilibrio tra uomo e natura. Il curatore del Padiglione è Eugenio Viola. Quest’anno il padiglione è costato più di due milioni di euro e oltre il 70% di questa somma verrà erogata da privati. Sembra che dal prossimo anno il Ministero metterà in campo una somma maggiore dei 600.000 euro destinati quest’anno. La storia della notte: l’installazione è un percorso in ambienti industriali deserti in cui si è compiuta l’ascesa e il declino del miracolo industriale italiano.

Biennale d'Arte, visitatori
Biennale d’Arte, visitatori

Poi si entra in una casa anni Cinquanta/Sessanta, tipici sono i mobili, ma la casa è disabitata. Infine si arriva a un molo su uno spazio d’acqua. Il molo è praticamente al buio, alcune luci fioche s’intravedono in fondo. Si entra in ordine, in silenzio, con il cellulare spento. Un percorso quasi meditativo.

Questa Biennale ha celebrato le donne afroamericane e le popolazioni indigene. I leoni d’oro a due donne afroamericane, cinque nuove partecipazioni nazionali (Camerun, Namibia, Nepal, Oman e Uganda), il Padiglione dei Paesi nordici che ha avuto come protagonista la popolazione indigena Sàmi, la spiccata critica alle politiche imperialiste porta ad affermare che la Biennale Arte 2022 è “donna” e “postcoloniale“.
IL MIO PERCORSO AI GIARDINI

Informazioni

Biennale Arte 2022 Arsenale, fino al 27 novembre 2022

PER INFO, ACQUISTO BIGLIETTI E VISITE GUIDATE (PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA):
www.labiennale.org

BIGLIETTI
Intero € 25 – Ridotto € 20 (over 65, residenti comune di Venezia (con verifica di un documento di identità valido agli ingressi) – Ridotto Studenti e/o Under 26 € 16 (con verifica di un documento di identità valido agli ingressi

ORARI
PRIMAVERA – ESTATE 23 aprile > 25 settembre: 11.00 – 19.00 (ultimo ingresso: 18.45)
AUTUNNO 27 settembre > 27 novembre: 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso: 17.45)
Chiuso il lunedì (tranne i lunedì 25/04, 30/05, 27/06, 25/07, 15/08, 5/09, 19/09, 31/10, 21/11)

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, gente, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e libri, la mia porta per l'altrove. I regali più graditi: un viaggio o un libro. Segni distintivi: un biglietto in tasca e una valigia accanto al letto, all'interno almeno un libro. eventi@antonellacecconi.it

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