Da Nada Locanda Toscana, ospitalità e sapori autentici della Maremma

Da Nada: locanda, ristorante e panorami per godere il meglio della Maremma

Torno sempre volentieri in Maremma, un territorio bello, autentico, ricco di storia, abitato da persone che ne hanno preservato la natura e con paesaggi unici.
Basta salire al medievale borgo di Roccatederighi (535 m di altitudine) situato sulle Colline Metallifere (in provincia di Grosseto), per ammirare sia l’alta maremma che il suo litorale tirrenico. Il suo nome (l’antica Rocca Nossina) è citato per la prima volta in un documento del 1110 in cui compare un Rinaldo di Tederigo. Dal 1239 il nome di Roccatederighi sarebbe derivato da quella che era la famiglia dominante: i Tederigi.

Roccatederighi
Roccatederighi

Nella prima metà del 1300 Roccatederighi faceva parte dei possedimenti senesi, poi fu donata nel 1369 alla famiglia Salimbeni. Dal borgo Niccolò Salimbeni controllava la Val di Merse. Quando la famiglia Salimbeni decadde, nel 1404, i rappresentanti del Comune della Rocca si sottomissiero a Siena liberandosi dei Salimbeni. A Siena, in ogni caso, spettava l’amministrazione della giustizia, la riscossione delle tasse, i censi e la stipula di alleanze politiche e militari. Nel 1406 fu redatto il primo Statuto. Da allora, per celebrare l’autonomia si tiene ogni anno, il 14 agosto, il Palio storico dei ciuchi.

Da Nada, camera blu

Nel 1553 Roccatederighi venne distrutta, ne rimase solo la porta d’ingresso, restò sotto Siena fino al 1554, caduta della Repubblica. Nel 1618, sotto Cosimo II dei Medici, divenne un feudo dei Malaspina. Tra alterne vicende, benessere e spopolamento ora è un territorio “privilegiato”. Qui ad essere pivilegiata è la natura, la biodiversità e sostenibilità e i suoi abitanti ne sono i migliori custodi.

La vista dalla camera blu
La vista dalla camera blu

Roccatederighi è situata quasi al centro della Toscana, abbastanza vicina a tante mete turistiche attrattive. A trenta minuti la costa (Follonica e la spiaggia di Cala Violina), a pochi chilometri c’è Vetulonia, che sorge sul’antica acropoli etrusca (da visitare la via dei Sepolcri e il Museo archelogico Isidoro Falchi di Vetulonia). Soltanto a circa venti minuti l’abbazia di San Galgano, a dieci minuti l’incantevole borgo di Montemassi dominato dal famoso castello raffiguratoda Simone Martini nel Palazzo Pubblico di Siena. A poco più di venti minuti il borgo di Massa Marittima (vedi in questo articolo), a un’ora Siena, e a un’ora e mezza Firenze, mentre la capitale dista soltanto un paio di ore.

Da Nada, camera rossa
Da Nada, camera rossa

Nei dintorni di Roccatederighi ci sono luxury farmhouse e resort di prestigio che ho visitato (e recensito). Ma se amate soggiornare nel paese in modo da lasciare la macchina e girare a piedi, pranzare o cenare nell’ottimo ristorante al piano di sotto e a fine pasto salire solo qualche gradino (senza dover riprendere l’auto) per andare nella vostra camera o se cercate una sistemazione più economica la locanda Da Nada rappresenta un’ottima soluzione. La locanda rappresenta un’alternativa satellitare rispetto agli agriturismi più esclusivi della zona.

Trattoria Da Nada, sala panoramica
Trattoria Da Nada, sala panoramica

La locanda ha soltanto tre camere (tutte dotate di bagno privato), soltanto due sono matrimoniali. Pertanto prenotare in anticipo è fortemente raccomandato. Le stanze non sono molto grandi perché sono ricavate in un’antica abitazione, ma sono tutte confortevoli e dotate di tutto il necessario (wi-fi incluso). Tranquillità e silenzio sono garantiti e le camere matrimoniali si affacciano su un paesaggio toscano che riempie gli occhi e accarezza l’anima. Una camera è rosso fuoco con un letto matrimoniale e un singolo, quella blu ha un grande letto matrimoniale. La stanza verde ha un letto singolo.

Nada Ferrari

In origine si chiamava Locanda del Sole e tutto avuto inizio, nel dopoguerra, con Alda ai fornelli e Altero che gestiva il bar. Nada Ferrari (nata a Roccatederighi), figlia d’arte con la passione della cucina, ha portato avanti l’attività dei genitori dopo essere tornata nel 1966, quando la sua pompa di benzina del marito Rodolfo andò fuori uso a causa dell’alluvione.
La location è sempre la stessa, tra la strada e la campagna. Ma oggi Nada può contare sulla collaborazione (dal 1985) del figlio, Fabrizio, e della nuora Laura, un autentico vulcano che ha fatto tesoro della tradizione e della scuola di Nada ma che è sempre alla ricerca dei prodotti migliori, della qualità ed è convinta, con modestia, che si possa sempre imparare, migliorare e innovare.

Antipasto con formaggi a latte crudo, formaggio di fossa e salumi scelti

Posso testimoniare un progresso e crescita dalla mia prima visita (2017), quando ho apprezzato questa ottima “trattoria” che oggi, senza perdere nulla in genuinità e rispetto per la tradizione, può competere con i migliori ristoranti della zona. Un salto di qualità nella carta dei vini, più ricercata e attenta alla produzione del territorio, nella scelta delle materie prime, come per esempio i formaggi di Angela Saba (a latte crudo, presidio Slowfood), o in alcuni piatti che hanno un tocco di leggerezza e modernità in più.
Un bonus per la sala che gode di un fantastico panorama.

Pappardelle al ragù di cinghiale

La selezione di prodotti del territorio – gli unici due ingredienti non toscani presenti in cucina sono il burro e il baccalà delle isole Faroe – ha contribuito ad elevare quella che era un’ottima trattoria al rango di buon ristorante. Alla buona riuscita di un pranzo o una cena contribuiscono anche la simpatia di Nada e l’accoglienza e cordialità di Laura, attenta ad ascoltare le esigenze del cliente e disponibile a illustrare i piatti e a dare suggerimenti per soddisfare le aspettative degli ospiti.

Acquacotta
Acquacotta

I prodotti e i piatti oltre ad avere l’impronta del territorio hanno quella della stagioni. In autunno la zuppetta di funghi porcini e chiodini, con i gallinacci di base in sottofondo, ha il profumo dei boschi, esaltato dalla leggera speziatura del pepe, e il calore del camino. I crostini sono particolarmente appetitosi (crauti, cipolla bianca peperoni e i tradizionali fegatini). Il tagliere è pieno di gusto. Il salame di allevamento non intensivo di Tommaso Giordana, il prosciutto stagionato 18 mesi di Cinigiano con il leggero piccantino del pepe, quello stagionato 24 mesi, saporito ma non salato, in abbinamento perfetto con il toscano “pane sciocco” (senza sale).

Raviolo al ragù

Tra i formaggi i pecorini a latte crudo (con omega 3, grazie all’alimentazione integrata con semi di lino) di Angela Saba sono superlativi. Un crescendo di sapori: Il Frescolino (stagionatura massimo 30 giorni); il semi-stagionato L’Angelico (stagionatura minimo 30 giorni, con aggiunta di caglio e sale e senza fermenti e conservanti) ha una pasta chiara compatta e il gusto del latte crudo in bocca e il riserva Sant’Antonio (sempre a latte crudo, stagionatura 90 giorni) è da meditazione, gusto prolungato. In chiusura il gusto forte del pecorino di Fossa di Pienza
Le pappardelle al ragù di cinghiale rispecchiano in pieno la tradizione maremmana a tavola. Pasta tirata a mano, sfoglia leggera, il ragù saporito ma giocato in leggerezza senza eccessi, un matrimonio di opposti (delicatezza e sapore deciso) ben riuscito. Anche le pappardelle al ragù di cinta senese hanno gli stessi pregi, ma il gusto del cinghiale, a mio avviso, ha una marcia in più.

Baccalà alla livornese

L’acquacotta è tutta la Maremma in una zuppa e il segreto sta nella freschezza delle materie prime. Una fusion tra l’uovo, sedano, prezzemolo, pomodoro, pane raffermo e gusto piccantino. Un piatto che fa pensare all’inverno e al camino. I ravioli al ragù con ripieno di ricotta e spinaci sono esaltati dal gusto del ragù di carne magra e dalla freschezza della ricotta. Il baccalà alla livornese è tenero, per nulla sapido e ha catturato tutto il sapore del pomodoro fresco e delle erbe aromatiche. Il coniglio al rosmarino, su base di latte e rosmarino, è tenero ma con il gusto deciso dell’aglio e del rosmarino e un leggero sentore di limone.

Patate fritte tagliate a coltello
Patate fritte tagliate a coltello

Le patate fritte, come si conviene ad ogni buon ristorante, sono tagliate a coltello e fritte con olio nuovo. Piatti “maschili”, dal gusto inconfondibile, sono la coratella alla cacciatora, dal sugo eccellente, e il cinghiale alla cacciatora. Il gusto selvaggio addomesticato dalla sapienza culinaria di Nada, fatta di conoscenza delle materie prime toscane e di esperienza nel modo di trattarle.

Trattoria Da Nada, tramonto

Da Nada è difficile stabilire se l’attenzione è catturata più dai piatti o dal panorama sulle colline maremmane. Il buono e bello faranno della sosta un autentico piacere. E, a proposito di piaceri, non rinunciate al dolce, il loro tiramisù è da leccarsi i baffi.

Foto e video di Marco De Felicis

INFORMAZIONI

Da Nada Locanda Toscana
Via Trento, 13 – Roccatederighi 58036 Roccastrada (GR)
Tel. +39 0564 567226 – Cell. +39 366 1670334
Email: info@trattoriadanada.com

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