L’Appartamento Pontificio a Castel Gandolfo aperto al pubblico

Aperta al pubblico l’area più riservata del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo: l’Appartamento Pontificio. Visita storico-artistica in una sede dalla forte connotazione simbolica.

Dopo i Giardini di Villa Barberini e gli spazi museali della Galleria dei Ritratti dei Pontefici, apre al pubblico la residenza estiva dei Pontefici con un secondo percorso espositivo progettato e gestito dai Musei Vaticani. Dal 22 ottobre è possibile ammirare: il Salone degli Svizzeri, la Sala del Trono, la Sala del Concistoro e gli spazi riservati esclusivamente al Pontefice (la Biblioteca, lo Studiolo Privato, gli uffici del Segretario Particolare e del Segretario Aggiunto, dove aveva posto il Cameriere particolare del Papa).

Castel Gandolfo, facciata
Castel Gandolfo, Palazzo Apostolico

Da residenza imperiale a villa pontificia

Da residenza imperiale di campagna (dell’imperatore Domiziano, 81 – 96 d.C.), che si estendeva per circa 14 chilometri quadrati dalla Via Appia fino a comprendere il lago Albano, a villa pontificia. Nel corso del tempo la villa imperiale venne demolita. I suoi materiali e marmi furono utilizzati per la cittadina di Albano e per il Duomo di Orvieto. Nel 1200 fu costruito il castello, praticamente inespugnabile, della famiglia genovese dei Gandolfi (da cui il nome attuale). La proprietà passò in seguito ai Savelli, restando nelle loro mani per tre secoli. Con Clemente VIII Aldobrandini (1592 – 1605) la Camera Apostolica entrò in possesso di Castel Gandolfo e Rocca Priora.

Antonio Paolucci,
Sandro Barbagallo (Curatore delle Collezioni storiche dei Musei Pontifici), Matteo Alessandrini (Addetto stampa Musei Vaticani), Antonio Paolucci (Direttore dei Musei Vaticani e Soprintendente del patrimonio artistico della Santa Sede) e Osvaldo Gianoli (direttore delle Ville Pontificie)

I Pontefici a Castel Gandolfo

Fu Urbano VIII Barberini (1623 – 1644) che iniziò a soggiornare in questa residenza, della quale affidò i lavori di ampliamento a Carlo Maderno. Alessandro VII Chigi (1655 – 1667) dotò il Palazzo di una nuova facciata sulla piazza e un’ala verso il mare con la galleria progettata dal Bernini. Urbano VIII riceveva qui ministri e ambasciatori e amava fare passeggiate a piedi e cavalcate nei boschi. Mentre Alessandro VII Chigi (1655 – 1667) preferiva soprattutto le gite sul lago con un grosso brigantino trasportato appositamente.

Salone degli Svizzeri Gandolfo
Salone degli Svizzeri

Nel 1773 fu annessa al Palazzo l’adiacente Villa Cybo (di Francesco Fontana) acquistata da Clemente XIV (1769 – 1774) che amava uscire a cavallo in costume, tricorno e stivali bianchi. Con i Patti Lateranensi (1929) Castel Gandolfo tornò ad essere la residenza estiva dei Papi. In seguito fu annessa anche Villa Barberini con i suoi giardini. Nel 1934 arrivò a Castel Gandolfo anche l’Osservatorio Astronomico, affidato ai Padri Gesuiti, per osservare la volta celeste.

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Sala del trono, soffitto

Durante la Seconda Guerra Mondiale, dal 1943 fino alla liberazione di Roma, si calcola che circa dodicimila persone trovarono rifugio nelle Ville Pontificie grazie ai privilegi dell’extraterritorialità.

Bertello
Cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

In estate Papa Pio XII Pacelli (1939 – 1958), dall’agosto del 1946, prese a soggiornare diversi mesi a Castel Gandolfo. Trascorse qui quasi un terzo del suo pontificato e vi morì.

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Veduta dal Palazzo Apostolico

Anche Paolo VI Montini (1963 – 1978) amava soggiornare a Castel Gandolfo e qui si spense. Era molto legato a questa località e fece realizzare diverse opere tra cui la scuola elementare pontificia e la Chiesa della Madonna del Lago. Pure Giovanni Paolo II aveva a cuore questa sede tanto da chiamare gli abitanti di Castel Gandolfo “concittadini”.

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Cappella di Papa Clemente XIII

L’Appartamento Pontificio

Il cardinale Giuseppe Bertello (presidente del Governatorato della Città del Vaticano) ha tenuto a precisare che: «Nulla è stato toccato o modificato nell’appartamento, in modo che i visitatori possano vedere e gustare la quotidianità, generalmente tranquilla, dei pontefici nel luogo in cui vivevano d’estate».

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Ufficio del Segretario Particolare, soffitto e fregio

Gli ambienti più suggestivi ed emozionanti dell’Appartamento Pontificio sono senz’altro quelli più intimi e ricchi di storia. La Camera da Letto del Santo Padre fu destinata da Papa Pacelli a delle partorienti nascoste lì durante la Seconda Guerra Mondiale (1944). Circa quaranta bambini sono nati in questa Camera da Letto, elegante e sobria.

letto, Gandolfo
Stanza da letto del Papa

Papa Pio XI Ratti (1922 – 1939) soggiornò, dal 1934 al 1938, sei mesi l’anno al Castello. Pio XI era molto legato alla Polonia dove aveva trascorso circa tre anni. Nell’appartamento papale fece costruire una Cappella privata e vi fece collocare la riproduzione della Madonna di Czestochowa, donatagli dai vescovi polacchi.

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Cappella privata del Santo Padre dedicata alla Madonna nera di Czestochowa

La Cappella privata ha ospitato un evento storico: per la prima volta due Pontefici, Benedetto XVI e il neo eletto Papa Francesco, hanno pregato qui insieme.

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Galleria Alessandro VII, dipinti a tempera di Pier Leone Ghezzi

Papa Benedetto XIV apprezzava molto questa residenza estiva e fece abbellire la Galleria di Alessandro VII con la decorazione di dipinti a tempera di Pier Leone Ghezzi con vedute dei colli Albani e scenette pastorali. In uno di questi dipinti c’è forse l’autoritratto del pittore che dona l’elemosina a un povero.

Pier Leone Ghezzi
Galleria Alessandro VII, dipinti a tempera di Pier Leone Ghezzi, particolare

L’inaugurazione

In occasione dell’inaugurazione Antonio Paolucci (Direttore dei Musei Vaticani) ha evidenziato come l’apertura dell’Appartamento Pontificio abbia: “Un valore simbolico perché rappresenta la politica pastorale di Papa Francesco, che ha affermato di voler rinunciare alla sua reggia per regalarla al popolo, poiché ha tanto e altro da fare. Prima nessuno, tranne il Papa e i suoi più stretti collaboratori, poteva varcare il portone. Ora chiunque potrà avere accesso. Il significato del luogo e la sua bellezza sono nel rispecchiamento tra arte e natura. Si tratta di un luogo libero dal cannibalismo del territorio, con boschi di faggi e querce. Un paesaggio del Lazio ancora conservato, un luogo dove la grande storia si mescola con la piccola. Pio XII offrì la sua protezione, mentre le armate si contendevano il territorio, ad alcune donne gestanti che partorirono nel letto del Papa”.

Sandro Barbagallo
Sandro Barbagallo, Curatore delle Collezioni storiche dei Musei Pontifici

Osvaldo Gianoli (direttore delle Ville Pontificie, complesso naturalistico e architettonico di 55 ettari) ha evidenziato i vari stadi: “L’8 marzo 2014 un primo gruppo di 21 persone hanno visitato i Giardini, nel 2015 è stato inaugurato un trenino ecologico che compie un tragitto di 5 km e passa anche nella Fattoria, da oggi viene aperto l’Appartamento privato del Pontefice”.

Cui
Cui Zimo

Sandro Barbagallo (Curatore delle Collezioni storiche dei Musei Pontifici) ha raccontato come solo 15 Pontefici su 33 hanno soggiornato nel Castello. Benedetto XIV Lambertini (1740 – 1758) trasformò il Palazzo in una sua residenza privata ed esclusiva. Seguirono anni di abbandono e nel 1929 il Castello era in parte diroccato. Fu Pio XI a commissionare, nel 1932, i lavori di ristrutturazione del Palazzo.

Anima Mundi'
Cui Zimo, ‘Anima Mundi’

In occasione dell’inaugurazione si è voluta promuovere l’arte, come strumento di dialogo per la creazione di un ponte culturale tra Pechino e Roma, con un concerto di musica popolare cinese intitolato La bellezza ci unisce, realizzato dalla Guangzhou Opera House.

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Vescovo Fernando VÉRGEZ ALZAGA, Segretario Generale del Governatorato

Durante il concerto l’artista Cui Zimo (maestro dell’antica tradizione dell’arte calligrafica cinese) ha realizzato l’opera Anima Mundi. L’arte e la cultura sono portavoce e veicolo di pace e dialogo tra i popoli.

giardini
Palazzo Apostolico, giardini

Il costo dei biglietti, soprattutto se si vuole utilizzare il treno che parte dalla stazione di S. Pietro, non è economico. Ma il fascino di un luogo pieno di storia, con panorami mozzafiato e una natura pressoché incontaminata, renderà indimenticabile la ‘gita fuori porta’ a Castel Gandolfo.

Informazioni

Varie tipologie anche in treno dalla stazione di S. Pietro: Biglietti
Palazzo con il treno dalla stazione di S. Pietro: Biglietto Intero: Euro 16,00. Biglietto Ridotto: Euro 10,00. Biglietto Infant (0-5 anni): gratuito.
Biglietti Family: Palazzo con il treno due biglietti interi da Euro 16,00 per i genitori, un biglietto ridotto da Euro 10,00 per il primo figlio e uno o più biglietti gratuiti dal secondo figlio in poi.
Palazzo: Biglietto Intero: Euro 10,00. Biglietto Ridotto: Euro 5,00. Biglietto Infant (0-5 anni): Gratuito.
Palazzo e Ville con il treno dalla stazione di S. Pietro: Biglietto Intero: Euro 36,00. Biglietto Ridotto: Euro 25,00. Biglietto Infant (0-5 anni): gratuito.
Biglietti Family: Palazzo e Ville con il treno, due biglietti interi da Euro 36,00 per i genitori, un biglietto ridotto da Euro 25,00 per il primo figlio e uno o più biglietti gratuiti dal secondo figlio in poi.
Giardini delle Ville Pontificie: Biglietto Intero: Euro 20,00. Biglietto Ridotto: Euro 15,00. Biglietto Infant (0 – 5 anni): gratuito
Telefono: 06 6986 3111
Email: tours.musei@scv.va
Promozione valida fino al 31 dicembre per visitare il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e la sua Galleria dei Ritratti dei Pontefici. Un ingresso speciale a 8 Euro è riservato a tutti coloro che si presenteranno al portone di Piazza della Libertà con un biglietto o una prenotazione di visita ai Musei Vaticani. Se invece sei già a Castello, e hai partecipato ad una visita guidata al Giardino Barberini delle Ville Pontificie, conserva il biglietto e concludi il tuo itinerario con il Palazzo Apostolico. Per te la tariffa ridotta di 5 Euro!

Video di Marco De Felicis

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