Star Clipper, diario di bordo di una crociera a vela in Indonesia

Star Clipper

3. Indonesia. Come scegliere tra 17.000 isole in Indonesia? Star Clipper per veleggiare tra le più belle. 

“Quando si varca l’arco di ingresso al tempio dei sogni, lì, proprio lì c’è il mare” (Luis Sepulveda).

Il vulcano Rinjani (Lombok) - Indonesia
Il vulcano Rinjani (Lombok)

Imbarcarsi è sempre un’emozione che ha il gusto dell’avventura. Ma trovarsi a bordo di un veliero, destinazione: isole dell’Indonesia, è come salire su tappeto volante, ha l’ebbrezza della magia. Ecco la sua carta d’identità. Nome: Star Clipper; anno di nascita: 1991; quattro alberi (di cui uno alto 63 metri), superficie velica: 3.365 mq; lunga 115,5 m, larga 15 m (74 persone di equipaggio, massimo 170 passeggeri). Elegante come pochi velieri, rifiniture in mogano e ottone, ma soprattutto eco-sostenibile: con le condizioni di vento sfavorevoli si naviga solo a vela per il 50 per cento del tempo mentre nelle condizioni migliori si arriva al 75 per cento. Mi ha cullato per undici indimenticabili giorni alla scoperta delle isole dell’Indonesia. Un viaggio all’insegna del relax e del comfort: cabina (11 mq) con letto matrimoniale, bagno privato e quanto serve per un viaggio comodo. 

Star Clipper, prua
Star Clipper, prua

Il benvenuto in cabina, con dolcezze e bollicine, rispecchia lo stile Star Clipper: raffinatezza e attenzione ai passeggeri, che si sentono amabilmente seguiti e coccolati da uno staff preparato e disponibile.
Ci si abitua subito a dormire su un veliero cullati dal mare, dopo qualche sogno blu l’alba ti accarezza dall’oblò per ricordarti che l’istruttrice di yoga, Selwa, darà lezioni sul ponte. La brezza del mare sulla pelle mentre i polmoni si riempiono di aria pura, ti sembra di rinascere. Baciato dal sole il corpo si allunga, le membra si distendono e una sensazione di profondo benessere si dilata nel corpo e nella mente. Fare yoga con il sound del mare, come sulla spiaggia, è qualcosa che non si dimentica.

Lezione di yoga di Selwa Tazi sulla spiaggia - Indonesia
Lezione di yoga di Selwa Tazi sulla spiaggia

Gili Kondo

Al primo giorno di navigazione, subito, una sosta su un’isola deserta: Gili Kondo, una delle trentatre isolette a est di Lombok (“gili” significa “piccola isola”, in lingua Sasak, gli abitanti musulmani di Lombok). Una tavolozza con cinquanta sfumature di azzurro e barriera corallina. Lì abbiamo fatto conoscenza con il mare indonesiano: acque limpide e correnti fortissime come mai ne ho sperimentate in diverse isole e oceani. Impossibile contrastare la corrente senza pinne. Anche il fenomeno delle maree qui non scherza, nel giro di un paio di ore la barriera che prima era a un metro di profondità emerge completamente.
Il secondo giorno è di navigazione con la costa sempre a vista, il vento accarezza la pelle, il sole spalma il suo calore e la musica del mare ti culla facendo da sottofondo a uno scenario magnifico. Giornata di relax in attesa delle emozioni di domani.

Gili Kondo - Indonesia
Gili Kondo

Komodo National Park

Il terzo giorno è in programma una delle escursioni più attese: il Komodo National Park, tra le isole di Sumbawa e Flores. Parco nato nel 1980 (poi patrimonio UNESCO e riserva della biosfera) per proteggere la biodiversità terrestre e marina (squali balena, pesci luna e mante) di questo arcipelago di isole di origine vulcanica. Qui regna lui, il più grande varano o lucertola del mondo: il drago di Komodo, solo 5000 esemplari. Fino a 90 chilogrammi e tre metri di lunghezza, è un “sauro” (come le iguane, gechi e lucertole) pericolosissimo che vive fino a 30 anni. Un predatore a sangue freddo, capace di avere la meglio su grandi vittime come i bufali d’acqua (di oltre 1000 chilogrammi) o i cervi di Timor. 

Drago di Komodo - Indonesia
Drago di Komodo

Gli basta dare un morso alla preda, che rintraccia fino a 10 chilometri di distanza, per provocarne la morte con il suo veleno letale (anche per l’uomo) ed è capace di fare scatti a una velocità di 20 km l’ora.
Credevo fosse difficile vederlo e invece proprio un drago sta lì sulla spiaggia all’ombra. In realtà non è indifferente alla nostra presenza, infatti dopo pochi secondi si allontana. Se evita gli uomini non è poi così pericoloso per noi! In ogni caso, durante il nostro trekking all’interno, stiamo dietro ai ranger, muniti solo di un forcone in legno sufficiente a bloccargli il collo e quindi la testa. Ne vediamo uno nella macchia che corre.

Cervi di Timor - Indonesia
Cervi di Timor

Un altro grosso esemplare apre la bocca per poi sbuffare infastidito con tale forza che il respiro dalle narici alza una nuvola di polvere, come un drago che fa fumo dal naso, e poi avanza svelto davanti a noi, scorre un brivido sulla schiena.  Anche se non è solito attaccare l’uomo il suo potere letale è tale da incutere, se non paura, quanto meno soggezione.
Dopo le emozioni dell’incontro con i draghi di Komodo un po’ di relax, sulla rinomata Pink Beach (o Pantai Merah) raggiungibile solo via mare e considerata una delle spiagge più spettacolari al mondo, è quello che serve. La sua colorazione rosa è dovuta alla presenza di microrganismi (foraminifera) che lasciano un pigmento rosso sulle barriere coralline.

Drago di Komodo
Drago di Komodo

Sumba

Il giorno dopo raggiungiamo Sumba, la più meridionale delle isole della Sonda, dove i nativi erano tagliatori di teste. Qui adorano i marapu, gli spiriti degli antenati, che vivono in compagnia degli dei e sono in grado di intercedere con loro per condizionare benevolmente gli elementi. Proprio per questo sono venerati più delle divinità. Grazie alle preghiere e alle offerte le anime dei defunti vengono accolte nel “marapu”, il regno che contiene il principio della vita eterna. Questo a patto che i loro discendenti gli rendano onore con offerte di sacrifici animali. All’arrivo sulla spiaggia assistiamo a una scena di solidarietà tra le genti, tutti collaborano a trainare in secca una grande barca.

Pink Beach
Pink Beach

Da ciò si comprende quanto la vita comunitaria qui sia importante. Visitiamo il villaggio di Tarung, le sue abitazioni dai tetti in paglia a cuspide, costruite in bambù, sono disposte in cerchio. In segno di benvenuto, e per essere accettati, vengono offerte noci di betel (o siripinaca), che contengono tannini (uno di colore rosso che tinge i denti). I nativi le masticano quasi tutto il giorno e hanno proprietà digestive, cardiotoniche e astringenti.

 Waikelo (Sumba Island) -  Indonesia
Waikelo (Sumba Island)

Davanti alle abitazioni stanno le tombe megalitiche dei propri cari. Qui la vita e la morte sono in un rapporto circolare e gli avi servono a proteggere i vivi. Le donne si occupano della tessitura degli ikat (dove parte dei filati sono protetti per non essere tinti) e gli uomini, che cavalcano senza sella, realizzano coltelli spesso utilizzando vecchi armotizzatori di auto.

Tarung village
Tarung village

Prima di ogni lavoro sacrificano un animale. Sono molto ospitali e non è difficile entrare nelle loro case, a parte il fatto di camminare sulle canne di bambù che ruotano su stesse. Un fuoco arde al centro nelle abitazioni per cuocere i pasti ma esiste anche una casa comune dove sono esposti i teschi dei bufali sacrificati. Il tempo sembra essersi fermato e le tradizioni restate immutate.

Tarung, casa comune
Tarung, casa comune

L’interessante visita prosegue con una sosta al mercato locale. Poi Waikelo Samah, le cascate e il fiume dove la gente del villaggio va a lavarsi alla fine di una giornata di lavoro. Il tutto davanti a una spettacolare estensione di risaie che sembrano un mare verde.

Tarung, abitazione (interno)
Tarung, abitazione (interno)

Sumbawa

Il giorno dopo andiamo alla scoperta di Wera, un villaggio all’estremità nord-est dell’isola di Sumbawa (una delle piccole isole della Sonda a est di Lombok). Qui vivono i Buginesi, abili costruttori delle tipiche navi indonesiane denominate “phinisi” (o “pinisi”), interamente in legno, lunghe 25-30 metri, possono avere 7-8 vele su due alberi. Queste sono realizzate interamente a mano, senza un progetto o attrezzature meccaniche e senza un cantiere. Pieni di ammirazione li vediamo volteggiare su questi enormi scheletri di legno, come funamboli.

Ikat
Ikat

Non a caso l’UNESCO ha designato, nel 2017, l’arte della costruzione di barche (phinisi) come un capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità. La vita del villaggio si svolge sulla spiaggia ed è anche un’occasione per giocare con i bambini che osservano incuriositi questi navigatori sbarcati sulla loro isola.

Risaie e contadino
Risaie e contadino (Sumba Island)

Moyo Island

Il sesto giorno mi attende una delle sorprese ed esperienze più belle della mia vita, un luogo del cuore, così bello che è persino difficile da immaginare e sognare: Mata Jitu Waterfall, le cascate a Moyo Island (a ovest di Sumbawa).

Phinisi (Sumbawa) - Indonesia
Phinisi (Sumbawa)

L’isola è divenuta famosa per essere stata visitata dalla principessa Diana (da allora vengono chiamate le “cascate della regina”), da David Bowie, Mick Jagger e Yoko Ono. Si parte dal villaggio di Labuhan Aji per una camminata a piedi di circa un’ora e mezza. In alternativa, mercanteggiando un po’ di rupie, si può, per un percorso in motorino a scapicollo di venti minuti che vi farà chiudere gli occhi più di una volta, raggiungere le cascate in mezzo alla foresta.

Wera (Sumbawa), sorrisi
Wera (Sumbawa), sorrisi

Per fortuna i nostri giovani conducenti guidano molto bene e sono prudenti. La destinazione è una delle meraviglie della natura: cascate in una foresta di smeraldo che formano sette piscine naturali in cui fare uno dei più bei bagni della vostra vita e sentirsi una vera regina o Jane, se preferite (parola di pescetariana!). Mata Jitu significa: cascata che scende nella piscina sottostante. Non esiste bagno più energizzante e rigenerante di quello fatto ai piedi di una cascata. 

 Mata Jitu Waterfall (Moyo Island)
Mata Jitu Waterfall (Moyo Island)

Sengiggi (Lombok)

Il veliero ancora a Sengiggi (Lombok, dominata dal vulcano Rinjani). Qui vivono i Sasak, popolo nativo, prevalentemente musulmani con influenze animiste e hindu-buddiste. Questi  costituiscono l’85% della popolazione dell’isola. La sera a bordo ci attende una sorpresa: uno spettacolo di danze al suono di musica gamelan (dissonanza metallica di suoni sincopati) suonata da un’orchestra con strumenti originali indonesiani. Gamelan sta a indicare gli strumenti in bronzo (gong, piatti e metallofoni). Le danzatrici con le loro movenze aggraziate e flessuose incantano i passeggeri. 

Danzatrici
Danzatrici

Lovina (Bali)

Si fa tappa a Lovina, sulla costa settentrionale di Bali. Una località turistica affollata di venditori. Ne approfittiamo per divertirci a trattare e acquistare souvenir e t-shirt. Un altro regalo che ci siamo fatti è stato un ottimo massaggio balinese. I massaggi sono tra le esperienze imperdibili da fare a Bali e in Indonesia. Abbiamo scelto il Mandi Lulur (trattamento esfoliante). Si viene coperti, e massaggiati, con una crema a base di curcuma. Alla fine il corpo sembra lieve, purificato, la pelle setosa e una profonda sensazione di benessere pervade l’intero corpo.

Lovina (Bali)
Lovina (Bali)

Gili Kedis e Gili Sudak

Ultima sorpresa della nostra crociera è stata la sosta a Gili Kedis, piccola isola disabitata con una candida spiaggia che l’avvolge e una bella barriera corallina prospiciente. Qui il relax all’ombra delle mangrovie, i bagni e le nuotate ci hanno fatto venire il giusto appetito per gustare il succulento barbecue sulla spiaggia a Gili Sudak (a pochi metri dall’isolotto).

Gili Kedis
Gili Kedis

La White Night, ultima serata a bordo, è stata veramente speciale soprattutto per la commozione nel salutare i nuovi amici conosciuti sul veliero e il pizzico di nostalgia che tutti, prima ancora di sbarcare, già provavamo.  E allora… appuntamento alla prossima crociera a vela! 

Star Clipper in the night
Star Clipper in the night

Ringraziamo la popolazione locale, per l’accoglienza e i sorrisi, e il Capitano Sergey Tunikov, con il suo equipaggio, per averci assicurato una crociera impeccabile, vacanze serene e per averci condotto in luoghi indimenticabili.

INFORMAZIONI
Crociere Star Clippers

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.