Venezia 79. Love life, distanti ma vicini

Venezia 79. Love life, distanti ma vicini

Il film sull’impermanenza di Kōji Fukada, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, è già in sala

LOVE LIFE - Official Still Credits c 2022 LOVE LIFE FILM PARTNERS COMME DES CINEMAS
LOVE LIFE – Official Still Credits c 2022 LOVE LIFE FILM PARTNERS COMME DES CINEMAS

ll nuovo film di Kōji Fukada, Love Life, presentato in concorso alla 79. Mostra del Cinema di Venezia è già nelle sale italiane con Teodora Film. Il giovane regista (nato il 1980), già premiato a Cannes per Harmonium, con nove film all’attivo (tra cui la serie The Real Thing) e alcuni corti, è uno dei maggiori autori giapponesi del momento.

LOVE LIFE - Kento Nagayama and Fumino Kimura Credits c 2022 LOVE LIFE FILM PARTNERS COMME DES CINEMAS 1
LOVE LIFE – Kento Nagayama and Fumino Kimura Credits c 2022 LOVE LIFE FILM PARTNERS COMME DES CINEMAS 1

Il titolo Love Life è ispirato dalla canzone omonima di Akiko Yano, una delle più celebri cantanti e musiciste giapponesi. Akiko ha collaborato con Ryūichi Sakamoto, Pat Metheny e Peter Gabriel.

Fukada firma un’opera sul Giappone di oggi e sull’impermanenza della vita. La protagonista del film, Taeko (Fumino Kimura), sembra avere una vita tranquilla insiema al figlio Keita e il marito.

LOVE LIFE - Tomorowo Taguchi Fumino Kimura and Kento Nagayama Credits c 2022 LOVE LIFE FILM PARTNERS COMME DES CINEMAS
LOVE LIFE – Tomorowo Taguchi Fumino Kimura and Kento Nagayama Credits c 2022 LOVE LIFE FILM PARTNERS COMME DES CINEMAS

Ma già dalla prima festa in famiglia iniziano ad aprirsi delle crepe che fanno intuire che non tutto è roseo in famiglia. Keita non è figlio del marito attuale di Taeko e questo fatto la rende piuttosto invisa al suocero. Un evento drammatico sfoglierà, come in un origami, i retroscena della vita di questa famiglia e segnerà il ritorno del padre biologico del bambino (Atom Sunada), di cui la donna non aveva notizie e contatti da anni.

Press Conference - LOVE LIFE - Director Koji Fukada Credits La Biennale di Venezia - Foto ASAC ph Andrea Avezz
Press Conference – LOVE LIFE – Director Koji Fukada Credits La Biennale di Venezia – Foto ASAC ph Andrea Avezz

L’ex marito di Taeko (Park) è coreano e sordo, comunica attraverso il linguaggio dei segni. Taeko è l’unica che lo capisce. La lingua dei segni è anche al centro di alcune scene chiave del film. Ed ecco che si intersecano varie lingue, giapponese e coreano, e il linguaggio dei segni. Ma entra in scena anche una ex del marito di Taeko, Jiro (Kento Nagayama).

Press Conference - LOVE LIFE - Actress Fumino Kimura Credits La Biennale di Venezia - Foto ASAC ph Andrea Avezz
Press Conference – LOVE LIFE – Actress Fumino Kimura Credits La Biennale di Venezia – Foto ASAC ph Andrea Avezz

Sullo sfondo la realtà del Giappone, di cui il regista sottolinea l’impermanenza con il cellulare che ogni tanto squilla allertando i residenti per un terremoto in arrivo. Nonostante l’educazione formale giapponese le emozioni irrompono. All’improvviso un evento inaspettato o un un terremoto possono sconvolgere vite e rapporti e diventa necessario trovare un nuovo equilibrio.
A poco a poco tra alienanti condomini e attraverso “segni”, spesso più importanti delle parole, il regista ci inoltra in questa storia familiare intessuta di amore e dolore. I silenzi, che conducono l’attenzione sulle espressioni e sui gesti, a volte raccontano più dei discorsi.

Red Carpet - LOVE LIFE - Actor Atom Sunada Credits La Biennale di Venezia - Foto ASAC ph Giorgio Zucchiatti
Red Carpet – LOVE LIFE – Actor Atom Sunada Credits La Biennale di Venezia – Foto ASAC ph Giorgio Zucchiatti

Il regista ha spiegato così le sue intenzioni: “la morte può intromettersi improvvisamente nella nostra vita quotidiana, senza alcun preavviso e senza alcun significato. Per trasmettere questa sensazione al pubblico, ho inserito diversi eventi casuali […] per distogliere l’attenzione. Poi la morte interrompe bruscamente tutto e i diversi personaggi devono affrontare questo evento all’interno delle proprie relazioni, dandogli ciascuno un significato proprio”.

Informazioni

Biennale Cinema 2022

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, gente, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e libri, la mia porta per l'altrove. I regali più graditi: un viaggio o un libro. Segni distintivi: un biglietto in tasca e una valigia accanto al letto, all'interno almeno un libro. eventi@antonellacecconi.it

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