Monticchiello, borgo medievale della Val d’Orcia

Un borgo-gioiello con un fascino intatto nel tempo

Monticchiello borgo medievale
Monticchiello, la porta

Pochi borghi conservano intatto il loro aspetto medievale come Monticchiello. Anche solo la strada per raggiungerlo, curve di inconfondibili cipressi, è una poesia. Ogni volta che la percorro mi emoziono e pregusto i piaceri che quel borgo saprà darmi.
Il primo documento ufficiale in cui compare Monticchiello risale addirittura al 973. Sembra che il castello sia stato ceduto all’Ordine dei Cavalieri Teutonici dalla sede apostolica.

Vista da Monticchiello borgo medievale
Vista da Monticchiello

Nel 1230 Monticchiello era un libero comune della Repubblica di Siena e costituiva l’estremo confine con la repubblica fiorentina con cui era in conflitto. La torre appena costruita crollò per il gran peso (le sue rovine si vedono ancora nel parco). Sono del 1250 le deliberazioni cittadine per il rifacimento delle mura e la costruzione del cassero. Nel 1256 torre e cassero erano finalmente terminati.

Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo
Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo

Alla metà del Trecento il cassero (ora restaurato) fu consegnato alla comunità del borgo. Tra il Trecento e il Quattrocento Monticchiello passò, con alterne vicende, dai fiorentini ai senesi. Quando i cavalieri Teutonici andarano via, nel 1400, il feudo di Monticchiello fu comprato dai cavalieri di Malta, di cui è possibile vedere anche lo stemma. I cavalieri di Malta lo trasformarono in una commenda gentilizia (infatti ancora esiste piazza della commenda).

Monticchiello borgo medievale, piazza nel centro storico
Piazza nel centro storico

Nel 1502 il castello fu espugnato da Cesare Borgia, la guarnigione trucidata e i comandanti del presidio di Monticchiello furono impiccati in cima alla torre. Anche Carlo V, che fu ospitato in palazzo Piccolomini a Pienza, visitò Monticchiello e venne ricevuto con tutti gli onori. L’assedio più duro fu quello, nel 1553, degli spagnoli, alleati dei Medici di Firenze, contro la Repubblica di Siena. Dopo la morte di circa 1000 persone, alla fine, gli assediati dovettero cedere per mancanza di polvere da sparo.

Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo, affresco, ai lati San Cosma e Damiano

Ma nel 1559 tutte le fortezze della Val d’Orcia si consegnano ai Medici. Monticchiello fu uno degli ultimi castelli a consegnarsi al duca Cosimo (15 Agosto 1559).
Nel secolo XVII il castello decade e viene abbandonato, le guarnigioni liquidate e le mura, dotate di un camminamento di ronda, vengono in parte abbattute. Sette torri sono ancora integre, di cui due rotonde. Nel Settecento subentrano i conti Borghesi di Siena, fino al 1912.

Affresco (particolare), i committenti

Per ascoltare la storia del borgo, e vari aneddoti, fatevi accompagnare da una guida-residente, sarà un’occasione preziosa per fare una piacevole passaggiata e scoprire piccoli segreti.
Ancora oggi esiste una sola porta di accesso carrabile al paese, con bell’arco sestiacuto, varcata la quale si torna indietro nel tempo…
Uno dei primi edifici a colpire l’attenzione, anche per le sue dimensioni è la

Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo

Della costruzione della chiesa del borgo fu incaricato il monaco Ugo (costruttore dell’abbazia di San Galgano). La chiesa era già terminata nel 1292, data riportata nella campana, oggi posta vicino alla porta.

Grata del 1340

La chiesa fonde elementi cistercensi e romanici. Ha subito un restauro nel Settecento (1779) in cui le pareti furono imbiancate coprendo gli affreschi trecenteschi mentre alcune finestre furono oscurate per porvi altari di stucco. In occasione del restauro del 1933 sono stati rimossi gli intonaci e riportati alla luce gli affreschi sottostanti. Nel coro, a sinistra del finestrone, si trova una colossale figura di San Cristoforo dell’altezza di quasi cinque metri. Nella parete di sinistra del coro si trovano due affreschi con la Confessione, argomento raramente rappresentato nei dipinti medievali.

Tepotratos Museum
Tepotratos Museum

Nei pilastri ai lati dell’altar maggiore troviamo Santa Lucia (a destra) e Sant’Antonio Abate (a sinistra). Nella parete di fondo stanno San Bartolomeo e San Giovanni Evangelista. Presente anche un bel frammento di una Maestà che probabilmente rappresenta il giuramento del Capitano di Monticchiello e la sua Investitura.
Nella cappella destra del transetto era collocata la Madonna col Bambino di Pietro Lorenzetti, attualmente al suo posto c’è una copia mentre l’originale è esposto al Museo di Pienza. Datata intorno al 1325 faceva probabilmente parte di un polittico. Dopo un furto fu ritrovata a Firenze e restaurata dalla Soprintendenza di Siena.

Tepotratos Museum, scenografie
Tepotratos Museum, scenografie

Nel 1800 con l’arrivo di Napoleone è stata lasciata nella chiesa solo la Madonna, due dipinti del polittico si trovano in Francia e altri due a Firenze. La raffinata grata, del 1340, serviva a proteggere il Santissimo. Sotto l’altare sono conservati i resti di un eremita, Beato Giovanni Benincasa, vissuto per venti anni in una grotta.

Tepotratos Museum
Tepotratos Museum

Quando morì i suoi resti vennero contesi e si narra che, messi su un carro tirato dai buoi, questi presero la via di Monticchiello. Alla sua morte (9.5.1426) fu portato in una piccola chiesa del borgo e fu sotterrato. In seguito i frati di Santa Maria lasciarono il convento dove era sepolto il santo e portarono le sue spoglie nella chiesa grande.

Tepotratos Museum, scenografie
Tepotratos Museum

TEPOTRATOS

Sembra un nome misterioso: Tepotratos è in realtà un acronimo e sta per TEatro POpolare TRAdizionale TOScano. Il museo è allestito in un antico granaio del Settecento dove il visitatore si aggira tra suoni, voci, frammenti di dialoghi, opere d’arte, oggetti e foto che rappresentano il mondo contadino. Anche la scelta del luogo di esposizione costituisce la riappropriazione di un segmento di cultura rurale: il granaio, luogo che custodiva il raccolto frutto del lavoro contadino, torna ai lavoratori che ne custodiscono la memoria.

“O BECERO FAI LA SPIA SI”

Il Museo non è soltanto un ambiente dove sono esposti oggetti e foto delle rappresentazioni teatrali ma intende anche stimolare suggestioni ed emozioni. Un museo del Teatro Povero che vuole essere un omaggio alla civiltà contadina e mezzadrile e ai suo divertimenti. Intrattenimenti che alludevano spesso al desiderio di una società più giusta, aperta e inclusiva. Lo spazio è utilizzato anche per mostre temporanee, concerti, laboratori e spettacoli.

Casa nel Borgo, appartamento
Casa nel Borgo, appartamento

I palazzi del borgo

Molti palazzi antichi di famiglie importanti hanno tre porte e una quarta più piccola, detta “porta del morto“. Da questa si faceva uscire il defunto e poi si richiudeva fino al decesso di un altro membro della famiglia.
A Monticchiello l’ironia tipica toscana è scolpita anche sulle facciate dei palazzi.

L'insegna del telefono pubblico
L’insegna del telefono pubblico

Alzando la testa sulla facciata della casa in via S. Luigi al n. 23 è possibile vedere una curiosa testa con la lingua di fuori che reca scolpita sul cappello la scritta: “O BECERO FAI LA SPIA SI”. Gli abitanti raccontano che alla fine del 1800 il proprietario della casa, tale Gaetano Guerrini, accusava quelli della casa di fronte, Luigi Bronzi e sua moglie, di aver fatto la spia alle autorità creandogli problemi.

Ristorante Daria, interno
Ristorante Daria, interno

Così scolpì la faccia del dirimpettaio sulle proprie mura a mo’ di denuncia e scherno. In basso la testa della moglie più piccola che guarda da tre lati, ovvero ha diverse facce.
Il pozzo di piazza San Martino è antico come la torre (1256). Hanno la stessa misura: la torre è alta 22 m e il pozzo è profondo 22 m.
Si ringrazia il sig. Arturo Vignai per la piacevole e istruttiva passeggiata nel borgo.

Ugo Rondinone a Fabbrica

Fabbrica azienda biologica

Nei dintorni di Monticchiello è possibile scoprire realtà e aziende virtuose che puntano all’eccellenza. Una di queste è Fabbrica, tra Pienza e Monticchiello, che produce vino e olio biologici. L’azienda è di proprietà della famiglia Bertherat, Philippe (svizzero) e Tonie (architetta lussemburghese) sposati da 25 anni, collezionisti e con la passione per l’arte e per il vino.

Fabbrica, shop
Fabbrica, shop

La cantina, elegante, raffinata e minimalista, sorge dove prima c’era una fornace. La proprietà è costituita da 35 ettari di vigneti e l’acquisizione è iniziata nel 2012. Nel 2013 Fabbrica ha prodotto il suo primo Sangiovese in purezza.

Fabbrica, bottaia
Fabbrica, bottaia

Dal 2015 la loro tenuta è certificata biologica. Si coltivano Sangiovese, Vermentino e alcune varietà tipiche della Valle del Rodano: Syrah, Viognier, Marsanne e Roussanne. Il principale cliente è la Svizzera (40%) seguita dagli Stati Uniti (30%).

Fabbrica, sala degustazione
Fabbrica, sala degustazione

Il Rosato, vinificato in bianco da uve Sangiovese e Syrah, conquista subito pe ril suo colore (corallo rosa, cipria), limpido, fresco, setoso, note di lampone e amarena, leggera speziatura e lievemente sapido. Il Rosso Toscana 2018 (Sangiovese e Syrah), rosso limpido, tannini leggeri, di facile bevuta. Il Syrah 2016 in purezza, leggere note balsamiche e di ciliegia, lieve speziatura, pepe, finale potente e alcolico.

Fabbrica, Bianco

I vini di punta sono sicuramente il Sangiovese in purezza e il Bianco. Abbiamo assaggiato il Sangiovese Toscana 2018, colore rosso granato, note di ciliegia, di sottobosco, leggera speziatura, ruvido, scalpitante, note agrumate in finale. Un vino che promette di invecchiare bene. Il vino che ci ha stupito positivamente è il Bianco, un equilibrio riuscito tra Toscana (Vermentino) e Cotes du Rhone (Viognier, Marsanne, Roussanne). Quattro varietali in perfetta armonia. Colore paglierino con note verdognole, limpido, un vino pulito, leggera speziatura, mineralità e sapidità spiccate, finale prolungato con note agrumate.

Fabbrica, olio extravergine di oliva
Fabbrica, olio extravergine di oliva

L’olio extra vergine di oliva è prodotto dai 3.500 ulivi della tenuta (Frantoiano, Moraiolo, Leccino, Correggiolo e Oriolo). Lievemente aromatico, note di carciofo e cardo, piccantino al punto giusto, vellutato ed elegante. Frangitura entro 12 ore dal raccolto. Prezzo elevato ma qualità indiscutibile.

Fabbrica, cantina e vigneti

INFORMAZIONI

Dove dormire
Il Torrino
Piazza Sant’Agata 1 53026 – Monticchiello di Pienza (SI)
Telefono e Fax: +39 0578 755170
E-mail: bb@ristorantedaria.it
Residenza di charme, torre medievale in esclusiva con vista spettacolare.

La Casa nel Borgo
Via del Piano, 41 – Monticchiello
telefono 3348717686
Appartamenti confortevoli e centrali

Dove mangiare
Ristorante Daria
Via San Luigi 3 53026 – Monticchiello di Pienza (SI)
Telefono e Fax: +39 0578 755170
E-mail: info@ristorantedaria.it
Turno di riposto mercoledì
Ristorante impeccabile per una esperienza gastronomica indimenticabile. Per saperne di più clicca: qui. Pasto completo, esclusi vini, 50 euro circa

Acquisti
Vini e olio
Fabbrica
Loc.Borghetto, snc, Pienza
+39 0578 81 00 30
visit@fabbricapienza.com

Cosa fare
Teatro Povero
Spettacolo nella stagione estiva.
Per prenotazioni telefoniche e informazioni: (+39) 0578 75 51 18
Contatti alternativi in caso di non funzionamento della linea principale: 0578 75 52 73; oppure: (+39) 338 76 46 516.
Per un menù della tradizione toscana, in occasione dello spettacolo teatrale: la Taverna di Bronzone è aperta prima e dopo lo spettacolo; a tavola con le tipiche ricette della Val d’Orcia. La Taverna è gestita dal Teatro Povero ed è aperta a pranzo e a cena. Pranzo ore 12.30 / 14.30; cena ore 19.30/ 23.00; nei giorni in cui non è previsto lo spettacolo, la cucina chiuderà alle 21:30.
Sede: Piazza Nuova, 1, Monticchiello (Pienza)


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