Venezia 77. Leone d’Oro per il miglior film a “Nomadland”.

Adattamento cinematografico del libro di Jessica Bruder Nomadland – Un racconto d’inchiesta e interpretazione da Oscar di Frances McDormand.

Frances McDormand in the film NOMADLAND. Photo Courtesy of Searchlight Pictures. © 2020 20th Century Studios All Rights Reserved
Frances McDormand in the film NOMADLAND. Photo Courtesy of Searchlight Pictures. © 2020 20th Century Studios All Rights Reserved

Un film necessario on the road, applaudito dalla critica, in questa epoca difficile per non dimenticare gli emarginati. Un leone femminile in questa edizione della Mostra del Cinema che ha visto ben otto registe donne in concorso. Un film sapientemente confezionato: contenuti sociali attuali, un’attrice protagonista straordinaria, Frances McDormand (moglie di Joel Coen), che non sembra recitare, scenari spettacolari, il Nebraska, e la partecipazione di autentici “nomadi”. Molti di loro vivono in case mobili alimentate dal sole e conservano pietre e rocce, pezzi della terra destinati a rimanere oltre l’uomo.

Frances McDormand in the film NOMADLAND. Photo Courtesy of Searchlight Pictures. © 2020 20th Century Studios All Rights Reserved
Frances McDormand in the film NOMADLAND. Photo Courtesy of Searchlight Pictures. © 2020 20th Century Studios All Rights Reserved

Dopo il crollo economico della fabbrica in cui lei e il marito hanno sempre lavorato, dopo la malattia e la morte del marito, Fern (Frances McDormand) abbandona una città fantasma del Nevada, carica i bagagli e quello a cui è più affezionata nel suo furgone e si mette sulla strada alla ricerca di una vita al di fuori della società convenzionale. Ma Fern non è nomade per scelta, le era rimasto solo un garage e un vecchio van. Così entra a far parte di quella Nomadland negli Stati Uniti, fatta di persone ai margini, disoccuppati, gente a cui le banche hanno tolto la casa.

Director/Writer Chloé Zhao and Frances McDormand on the set of NOMADLAND. Photo Courtesy of Searchlight Pictures. © 2020 20th Century Studios All Rights Reserved

Tribù di persone che si spostano di parcheggio in parcheggio ma tra cui vige la legge della solidarietà. Fern vive di lavori saltuari, lavori stagionali come da Amazon (globalizzazione del lavoro a tempo determinato) o come raccoglitrice nei campi. Vive sganciata dagli stereotipi femminili: la famiglia e la stanzialità. Si prende cura di se stessa e di chi gli è accanto ma non accetta più il ricatto affettivo o della residenza fissa, evitando di coinvolgersi sentimentalmente.

Red Carpet - NOMADLAND Naian Gonz lez Norvind 1 Credits La Biennale di Venezia - Foto ASAC ph Andrea Avezz
Red Carpet – NOMADLAND Naian Gonz lez Norvind 1 Credits La Biennale di Venezia Foto ASAC ph Andrea Avezz

Il cast di Nomadland è formato per la maggior parte da veri nomadi, come Linda May, Swankie e Bob Wells nella veste di compagni di Fern nel corso della sua ricerca attraverso gli sconfinati paesaggi americani. La McDormand ha raccontato come per cinque mesi abbiano viaggiato in sette stati, riuscendo a entrare dentro la comunità dei nomadi. Hanno spesso improvvisato vivendo nella comunità e chiedendosi continuamente “cosa succederebbe se fossi uno di loro?”. Quando in Nebraska gli hanno dato un foglio per essere assunta al supermarket Target ha capito di essere riuscita a far parte della comunità.

PRESS CONFERENCE - NOMADLAND - Frances_McDormand and Chlo Zhao 10 Credits La Biennale di Venezia - Foto ASAC ph Andrea Avezz
PRESS CONFERENCE – NOMADLANDFrances_McDormand and Chlo Zhao 10 Credits La Biennale di VeneziaFoto ASAC ph Andrea Avezz

La regista

La giovane Chloé Zhao (il suo vero nome è Ting Zhao, nata nel 1982, è cresciuta tra Pechino e Brighton e vive in California) è la regista, sceneggiatrice e montatrice del film. Nata in Cina ma educata in America, dopo tre film indipendenti è stata ingaggiata dalla Marvel. Il suo primo lungometraggio (2015), Songs My Brothers Taught Me, è la storia, in un riserva indiana del Sud Dakota, di due fratelli Sioux Lakota che, interpretando loro stessi, si ritrovano ad affrontare la morte del padre. Il film ha avuto un immediato successo al Sundance e a Cannes. Con Nomadland la regista getta un ponte tra Stati Uniti e Cina celebrando i grandi spazi americani e apre una finestra da cui osservare un mondo diverso e anticonformista.

INFORMAZIONI

Biennale Cinema

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