La magia dell’Oriente a Palazzo Fortuny

La magia dell’Oriente a Palazzo Fortuny

Ha riaperto a Venezia Palazzo Pesaro degli Orfei, magico scenario del genio creativo di Mariano Fortuny y Madrazo e della moglie Henriette Nigrin

Mariano Fortuny Y Madrazo (Granada 1871 – Venezia 1949) pittore, scenografo, stilista, fotografo, incisore, designer, titolare di brevetti su nuove tecniche nel campo della scenografia, della fotografia, dell’illuminazione e della stampa su tessuto, è vissuto in questo palazzo straordinario dal 1898 al 1949. Qui fondò insieme alla moglie Henriette Nigrin il primo atelier per la produzione dei famosi tessuti Fortuny.

Palazzo Fortuny
Palazzo Fortuny

La coppia, punta di diamante dell’eccellenza artigianale italiana, creò Delphos, l’abito che vestì le donne più famose dell’epoca, celebrato anche da Marcel Proust nella sua Recherche. Il palazzo, fortemente danneggiato dall’Acqua Granda nel novembre 2019, è stato riaperto dopo i necessari interventi conservativi al piano terra e il riallestimento dei piani nobili.

Quello che è stato, agli inizi del Novecento, un punto di riferimento dell’élite intellettuale europea e centro produttivo nella cosmopolita e industriosa Venezia è ora un museo permanente. Un palazzo che meraviglia ogni visitatore per le contaminazioni moresche con la cultura classica, le influenze orientali e il mondo wagneriano che permeavano la cultura di Mariano Fortuny. Un palazzo in stile eclettico ma coerente con il gusto personalissimo, gli interessi e passioni del proprietario.

Palazzo Fortuny, entrata al primo piano

Esposti i suoi dipinti, quelli del padre, le scenografie teatrali e le invenzioni illuminotecniche, i meravigliosi abiti e gli straordinari tessuti frutto del genio di Mariano e Henriette. Non mancano gli archivi fotografici, le opere della collezione personale, i documenti e i brevetti, le testimonianze degli artisti e degli amici che al tempo giungevano a Venezia. Tutto questo prezioso materiale ha trovato la giusta collocazione nel palazzo veneziano in un nuovo percorso permanente. Ma il palazzo è anche sede espositiva di mostre temporanee dedicate alla contemporaneità.

Palazzo Fortuny, salone

L’allestimento, ideato dal maestro Pier Luigi Pizzi con Gabriella Belli e Chiara Squarcina, lascia a bocca aperta. Ultimati i gradini che conducono al primo piano, gli spazi, i tessuti dorati, la luce, i drappi, gli oggetti appartenuti ai Fortuny destano meraviglia, sembra di entrare in una fiaba.
Quando nel 1898 Mariano Fortuny y Madrazo – figlio d’arte di formazione internazionale di una delle famiglie più rinomate dell’ambito artistico e culturale della Spagna del XIX secolo, stabilitosi a Venezia ormai da una decina d’anni – entrò per la prima volta a Palazzo Pesaro degli Orfei (la più vasta costruzione del tardo gotico fiorito veneziano allora degradata e decadente) ne rimase conquistato.

Palazzo Fortuny, tessuti

Nel giro di una decina d’anni lo riportò al suo splendore e il palazzo (tra Campo San Beneto e Rio Michiel) divenne la sua dimora, rinomato atelier e salotto privilegiato dell’élite culturale veneziana e internazionale.
Mariano Fortuny era un artista multiforme, eclettico, talentuoso ingegno aperto alla modernità e alle innovazioni del XX secolo, capace di investire la propria creatività in svariate discipline artistiche. Allo stesso tempo era un abile imprenditore. Ha inventato processi produttivi, creato nuovi materiali, progettato strumenti tecnici di cui ha depositato marchi e brevetti. Proprio questo suo modus operandi rivive nel nuovo allestimento del Museo di Palazzo Fortuny.

Oltre il novanta per cento dei materiali relativi a Mariano Fortuny, come i preziosi tessuti antichi della Fondazione di Venezia, sono esposti tutti insieme in un coinvolgente percorso che unisce l’emozione della casa, e degli ambienti vissuti, alla presenza di sale tematiche dal sapore più museale. Al secondo piano lo studio-biblioteca di Mariano, immortalato in tante foto del tempo, e oggetti e strumenti del suo fare laborioso e innovativo, sono accessibili al pubblico.
Lungo lo spaziosissimo Portego, illuminato dalle meravigliose polifore, tra un susseguirsi di tessuti fiabeschi (velluti stampati), fantastiche lampade da lui progettate e ispirate ai pianeti, quadri, mobili e oggetti – proprio come documentato nelle foto e in un dipinto del tempo – emergono le origini spagnole, il mondo intellettuale e artistico di Mariano.

Fortuny parteciperà con i suoi dipinti a undici edizioni della Biennale di Venezia: “Mi sono sempre interessato a molte cose diverse, ma il mio vero mestiere è sempre rimasto la pittura: dipingo dall’età di sette anni”.
Al primo piano, in un armadio-vetrina disegnato dall’artista, sono esposti alcuni suoi dipinti e quelli del padre, con paesaggi e ritratti della moglie Henriette. Scopriamo il fascinoso ciclo parietale (di ben 140 mq) con cui Mariano, con l’artificio del trompe l’oeil e una elegante stesura di colori, ha realizzato un illusorio giardino incantato, con figure allegoriche, satiri e animali esotici. Il tutto ambientato in una loggia corinzia “alla Veronese”. Il suo studio di pittore è stato ricreato come in un set: il suo cavalletto, le prove di nudo, diversi modelli ed esempi anatomici e i colori (ben 46 tempere e 4 preparatori) da lui stesso brevettati. La passione per Wagner è testimoniata dai quadri ispirati al Parsifal e a L’Anello del Reno e dai bozzetti delle scene e dei costumi progettati per la prima assoluta di Tristano e Isotta alla Scala di Milano.

La passione per il compositore tedesco e per la sua idea di opera d’arte totale sviluppa l’interesse di Fortuny per la scenografia, la pittura teatrale e l’illuminotecnica. Sarà Mariano a inventare la “Cupola”, con cui porterà luce indiretta e diffusa, cieli colorati e nuvole, nei teatri di tutta Europa.
Nelle foto ritroviamo la Grecia e l’Oriente, oltre agli amici e ai protagonisti di quel periodo: Gabriele D’Annunzio, Arturo Toscanini, Felice Casorati, Giovanni Boldini, Auguste Rodin, Marcel Proust, Eleonora Duse, Loïe Fuller, Isadora Duncan, Sarah Bernhardt e la Marchesa Casati Stampa.
Mentre le armi, le armature spagnole, i vetri di Murano rievocano le sue collezioni e non appartengono a quelle familiari ormai disperse.

Nella sala della moda, lo showroom riservato all’élite femminile, rivive l’atmosfera sofisticata della casa-atelier. Sfilano, tra giochi di veli, gli scialli Knossos e il famosissimo Delphos, l’abito di seta plissé creato in sodalizio con Henriette. Attrici come Eleonora Duse e Sarah Bernhardt, danzatrici come Isadora Duncan o Ruth St. Denis, nobildonne come la marchesa di Polignac, l’imperatrice di Germania e la regina di Romania, femmes fatales come la marchesa Casati portano in scena e nella vita gli abiti di Mariano.
Eseguì anche gli abiti per l’Otello di Giuseppe Verdi, andato in scena il 18 agosto 1933.

Palazzo Fortuny

Straordinario l’apparato funebre, commissionato a Fortuny dalla vedova del quattordicesimo duca di Lerma, Fernando María Fernandez de Córdoba y Pérez de Barradas, ucciso durante la guerra civile spagnola nel 1936. Esposti gli esemplari preparatori insieme a una dalmatica in velluto nero stampata in oro e argento con motivi ispirati al Rinascimento Veneziano.

Vicino al corredo funebre sono esposti due magnifici mantelli con cappuccio. Citano alcuni abiti presenti nel telero del Miracolo della Croce a Rialto (o Guarigione dell’ossesso) di Vittore Carpaccio. Mariano Fortuny era un assiduo frequentatore delle Gallerie dell’Accademia.

Nel 1948 Mariano Fortuny espresse la volontà di donare il Palazzo al suo Paese d’origine, ma il governo spagnolo, dopo anni di indecisioni, rifiutò per motivi finanziari, così lasciò ogni suo bene alla moglie. Nel 1958 Henriette affidò alla città di Venezia il patrimonio di famiglia. Dall’8 marzo 2022 la casa-laboratorio-museo è restituita alla città e ai visitatori. L’edificio è stato donato al fine di essere utilizzato come “centro di cultura in rapporto con l’arte”, conservando nel salone del primo piano le caratteristiche e gli oggetti “di ciò che fu lo studio preferito di Mariano”. Preziosa sarà per i prossimi cinque anni la collaborazione con Tessuti Artistici Fortuny SRL.

Informazioni

MUSEO FORTUNY
Indirizzo: via San Marco 3758, VENEZIA
Info e acquisto biglietti
Call center: 848 082000 (dall’Italia);
+39 041 42730892 (dall’estero/only from abroad)
Ogni giorno dalle ore 9 alle 13
email: prenotazionivenezia@coopculture.it
Sito: https://fortuny.visitmuve.it
ORARI DI VISITA: Tutti i giorni escluso martedì dalle ore 10 alle 17 ultimo ingresso ore 16
COSTO DEL BIGLIETTO: Intero 10 euro – Ridotto 7.50 euro

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, gente, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e libri, la mia porta per l'altrove. I regali più graditi: un viaggio o un libro. Segni distintivi: un biglietto in tasca e una valigia accanto al letto, all'interno almeno un libro. eventi@antonellacecconi.it

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