La meccanica dei mostri da Carlo Rambaldi a Makinarium. L'illusione del cinema

Carlo Rambaldi con ET

A Roma, al Palazzo delle Esposizioni: “LA MECCANICA DEI MOSTRI Da Carlo Rambaldi a Makinarium”. La storia del cinema attraverso i suoi “trucchi”. Fino al 06.01.2020.

Il cinema è sempre stato ‘illusione’, quasi sempre un patto tra spettatori e autori: accettare la finzione come realtà. Per fare ciò, come sappiamo, si ricorre a effetti speciali. Oggi ognuno di noi ha in mente le grandi produzioni hollywoodiane ricche di effetti speciali, molti dei quali fatti al computer.

Palazzo delle Esposizioni, entrata
Palazzo delle Esposizioni, entrata

C’è stato un tempo però in cui Hollywood non era ancora quella meravigliosa “fabbrica dei sogni” che conosciamo oggi. Il cinema era appena nato in Europa (1895), per la precisione a Parigi ad opera dei fratelli Lumière, e già nel 1902 George Méliès, ex prestigiatore e illusionista, diviene famoso con Le voyage dans la lune per i suoi trucchi cinematografici, attraverso il montaggio. Negli anni Cinquanta le grandi produzioni si spostano a Roma e l’eccellenza delle maestranze segnano l’avvento di Cinecittà.

Carlo Rambaldi, Studio per espressioni facciali ET
Carlo Rambaldi, Studio per espressioni facciali ET

Da qui la mostra, al Palazzo delle Esposizioni, Da Carlo Rambaldi a Makinarium prende il via. La prima esposizione che svela tutto il lavoro dietro le quinte di quel geniaccio degli effetti speciali che vinse tre premi Oscar per King Kong, Alien ed E.T. L’extraterrestre. Attraverso oltre cento opere, disegni, pupazzi (come la zampa di 6 metri del “noto scimmione”) questa rassegna vuole riproporre la storia affascinante del cinema italiano ed internazionale dagli anni Sessanta in poi.

Rambaldi, E.T.
C. Rambaldi, ET

Una dichiarazione del grande regista Mario Bava riassume lo spirito di quegli anni: “Non c’erano grandi mezzi e i dollaroni di Hollywood e dovevamo arrangiarci a sperimentare con pochi soldi dei trucchi per realizzare scene che richiedevano effetti speciali”. Per questo nasce il fenomeno di Carlo Rambaldi (nato a Vigarano Mainarda, Ferrara, il 15 settembre 1925, e morto nel 2012), laureato in scenografia a Bologna, inizia, grazie alla sua abilita come sculture, a realizzare i primi modellini di animali per il cinema, tra cui in drago di oltre sedici metri per Sigfrido di Giacomo Gentiluomo, il suo film d’esordio negli Studios della capitale. Riusciva sempre con poche risorse a realizzare trucchi per rendere piu verosimile possibile l’effetto speciale.

Rambaldi, studio per E.T.
Studio per E.T.

La mostra si sviluppa lungo tutto il secondo piano del Palazzo delle Esposizioni, compreso il ballatoio. Nella prima sala sono presentati i primi anni, la formazione e l’attività di Rambaldi nel cinema degli anni Sessanta e Settanta in Italia. Esposto anche il documento ufficiale del suo primo brevetto ottenuto nel 1956 per la realizzazione di pupazzi meccanici, una serie di personaggi ideati per la produzione di cartoni animati e alcune opere su carta degli anni Cinquanta.

Il braccio di King Kong
Il braccio di King Kong

Inoltre è raccontata la produzione nel cinema fino alla metà degli anni Settanta con gli effetti speciali per il film Profondo rosso di Dario Argento e il burattino originale del Pinocchio di Comencini del 1971, che fu al centro di una lunga vicenda giudiziaria.

Nella seconda sala sono raccontati gli anni di Hollywood con gli studi per la realizzazioni dell’extra-terreste più famoso al mondo: E.T di Steven Spielberg. Esposta anche una versione meccatronica di E.T. che, dopo un accurato restauro, è tornato a muoversi. Il percorso della seconda sala termina con la resina originale di Alien del 1979 e un Rex animato che è possibile vedere in movimento. Al riguardo sarebbe auspicabile una programmazione a orari prefissati (per es. ogni ora) per vedere E.T. e il Rex in movimento, invece che consentirlo solo ai gruppi.

Con il cast di ET dopo la vittoria dell'Oscar
Con il cast di ET dopo la vittoria dell’Oscar

In mostra, oltre le creazioni di Rambaldi, è possibile vedere un interessante filmato, grazie alla collaborazione di Rai teche, in cui vengono spiegati i movimenti delle fantastiche creature, anche solo con dei fili invisibili. Si passa dagli studi per la realizzazione di King Kong, alla mano della scimmia, sopra citata, ai primi modellini di ET, di cui si innamorò subito Steven Spielberg a tal punto da scartare tutte le altre proposte. La sua fama attraversò l’oceano e la sua collaborazione con Spielberg e Ridely Scott portarono ad altrettanti Oscar.

Da gatto Kikka a ET studio per il volto di ET rielaborando il muso della sua gatta
Da gatto Kikka a ET studio per il volto di ET rielaborando il muso della sua gatta

Nella terza sala domina la gigantesca mano di King Kong, di circa sei metri di lunghezza, usata per le riprese ravvicinate con Jessica Lange. Esposti anche i disegni e foto originali oltre a gessi e lattici che hanno condotto all’elaborazione finale di King Kong. Conclude il percorso una sezione dedicata ai piccoli dinosauri per il film Rex realizzato da Rambaldi nei primi anni Novanta in Giappone. Accanto ai Rex sono esposti alcuni dei vermi del film Dune (1984) di David Lynch.

Rambaldi, studi per E.T.
Studi per E.T.

Rambaldi ha trasformato il ruolo degli effetti speciali: da elementi di contesto a
protagonisti dei film. Dopo aver lavorato con i maggiori registi italiani (Lucio Fulci, Lamberto Bava, Pupi Avati e Dario Argento) nella metà degli anni Settanta si trasferisce negli Stati Uniti, dove collaborerà con i maggiori registi dello star system hollywoodiano. La tradizione artigianale italiana insieme alla capacità ingegneristica hanno reso Rambaldi, negli effetti speciali, il maggior esponente della meccatronica (disciplina che unisce meccanica, elettronica e informatica). Con lui gli effetti speciali hanno finito di essere solo trucco e sono diventati parte integrante della narrazione.

Carlo Rambaldi - Disegno di King Kong
Carlo Rambaldi – Disegno di King Kong

La mostra documenta anche le generazioni successive a Rambaldi e come
queste siano tornate alla meccatronica associata al digitale. Il gruppo Makinarium, tra i più importanti al mondo in questo settore, ha restaurato le opere di Rambaldi in mostra e una sezione documenta il loro lavoro nel cinema contemporaneo.

Studio per E.T.

In uscita sul ballatoio sono presentati i lavori di Makinarium accanto ad alcuni di Rambaldi. Oltre ai materiali del film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, che ha ottenuto il David di Donatello nel 2016, Makinarium propone i lavori della sua più recente produzione. Una perfetta sintesi tra i modellini di Rambaldi e le tecnologie di oggi spesso unite alla robotica.

E.T.

Le famose creature di Rambaldi sono così amate dal pubblico che i film sono identificati con esse: E.T., King Kong, Alien, solo per citare i film con cui vinse l’Oscar per i migliori effetti speciali. Come poche volte accade, è come fare un tuffo dietro le quinte della storia del cinema. Per una volta scopriamo i trucchi di un mago, come lo era Rambaldi, degli effetti speciali.

L’esposizione, a cura di Claudio Libero Pisano, è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con la Fondazione Culturale Carlo Rambaldi.

INFORMAZIONI

AZIENDA SPECIALE PALAEXPO
Sito: www.palaexpo.it
Sede: Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194 – 00184 Roma
Titolo: La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium
A cura di: Claudio Libero Pisano
Periodo: fino al 6 gennaio 2020
Orari: Domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso
Informazioni e prenotazioni: Singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 06 39967500
Biglietti: Intero € 12,50; ridotto € 10,00. Ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6,00. Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni. Biglietto Open € 16,00

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