Myanmar. Shwedagon Paya, il simbolo di Yangon

Myanmar. Shwedagon Paya, il simbolo di Yangon

Shwedagon Paya, il luogo più sacro del Myanmar

Davanti a Shwedagon Paya, agosto 1988, Aung San Suu Kyi, dopo aver fondato la Lega nazionale per la democrazia, parla a mezzo milione di manifestanti. Un anno dopo viene relegata agli arresti domiciliari e nel 1991 le viene assegnato il premio Nobel per la pace. Su di lei l’ombra della copertura all’esercito nella pulizia etnica dei rohingya (musulmani). Oggi la storia sembra ripetersi e nuovamente il popolo birmano è sceso in piazza per protestare. Il popolo dei sorrisi merita pace e benessere.
Basta guardare la paya (pagoda) per sapere che shwe significa “d’oro”, è il luogo più sacro dell’ex Birmania e simbolo della nazione. In Myanmar non riuscirete a contare i sorrisi, le pagode e le immagini del Buddha, sembrano infiniti. Difficile staccare gli occhi di dosso a Shwedagon Paya, visibile da ogni punto della città è lo gnomone di Yangon.

Shwedagon Paya, riti
Shwedagon Paya, riti

I suoi riflessi dorati cambiano ad ogni ora del giorno ed è una presenza fortemente mistica che domina l’ex capitale, così come il buddhismo theravada sovraintende e permea la vita dei birmani.
Questo stupa (alto 98 m), uno zedi (monumento a forma di campana rovesciata pieno all’interno), è stato edificato dai Mon tra il VI e il X sec. d.C. ma ricostruito molte volte a causa di terremoti, così che il suo aspetto attuale risale al 1769. Nel XV secolo si diffuse la consuetudine di rivestire d’oro lo stupa, re e regine donavano tanto oro quanto pesavano a tal fine.

Shwedagon Paya, momenti di devozione
Shwedagon Paya, momenti di devozione

La leggenda narra che Buddha incontrando due mercanti donò a loro otto ciocche dei suoi capelli con il compito di seppellirle sulla collina dove erano state sepolte altre reliquie dei precedenti Buddha. La collina fu individuata, grazie all’intervento dei Nat (spiriti), in quella di Singuttara (Yangon) alta 58 m. Qui il re decise di costruire la pagoda. Al suo interno sarebbero conservate le quattro reliquie del Buddha: gli otto capelli, il filtro d’acqua, il sostegno e il brandello della sua veste.

Shwedagon Paya
Shwedagon Paya

L’accesso è attraverso quattro scalinate coperte, costruite lungo i quattro punti cardinali. Quello meridionale è ritenuto quello principale ed è sorvegliato ai lati da due leogrifi alti 9 m. Una coppia di guardiani sta ai lati di ogni scalinata. Per salire è possibile utilizzare sia l’ascensore che le scale mobili. L’abbigliamento deve essere rispettosamente decoroso. Per coprire le gambe potrete indossare i caratteristici longyi, rettangoli di stoffa stretti intorno alla vita. Si entra scalzi e le scarpe possono essere riposte all’ingresso senza alcun timore per l’igiene del pavimento costantemente pulito da volontari. Il percorso all’interno dell’area sacra è in senso orario.

Riti di purificazione
Riti di purificazione

Il grande stupa dorato centrale è circondato da 64 santuari più piccoli, statue, reliquiari e tazaung (piccoli padiglioni). Per acquisire meriti, oltre a prendersi cura della pulizia delle pagode, i devoti puliscono e lavano le innumerevoli statue. Nel tempio i fedeli, che vi trascorrono molta parte del loro tempo, bruciano incensi, offrono fiori, meditano, si incontrano, dormono e mangiano. Gli effluvi di incenso, i profumi dei fiori contribuiscono a creare un’atmosfera mistica vissuta anche dai non religiosi.

Monaci buddhisti
Monaci buddhisti

Alla base del grande stupa d’oro possono accedere soltanto i monaci. Oltre 20.000 lingotti d’oro sono stati utilizzati per rivestire d’oro la pagoda. In cima il caratteristico “ombrello”, hti, pesa oltre una tonnellata. La banderuola, posta sulla sommità e mossa dal vento, è rivestita d’oro e d’argento e porta incastonati 1100 diamanti (per un totale di quasi 300 carati) e quasi 1400 pietre preziose. Al culmine c’è una sfera cava d’oro in cui sono incastonati oltre 4000 diamanti per quasi 2000 carati. In cima al globo sta un diamante di 76 carati che, nonostante l’altezza della pagoda, si vede scintillare, soprattutto di notte.

Riti
Riti

Le zedi centrale è sottoposto ogni anno a una nuova doratura. La pagoda è molto suggestiva e le sensazioni che provoca sono differenti nelle diverse ore del giorno. Pertanto è bene visitare la paya sia di giorno che di sera (è aperta dalle 4 fino alle 22; in occasione di alcune feste anche 24 ore). Intorno al tempio sono disposti i punti planetari lungo le varie direzioni. Per esempio se siete nati di mercoledì mattina il vostro pianeta è Mercurio e il segno è l’elefante con le zanne (a sud), se siete nati di lunedì (come me) il pianeta è la Luna e il segno è la Tigre (che curiosamente è spesso presente nei miei sogni).

Statua del Buddha
Statua del Buddha

A ovest in una sala di preghiera potete ammirare una statua di Buddha disteso lungo 8 m. A nordovest un’area a forma di stella è il luogo “per esaudire i desideri”, qui i fedeli inginocchiati pregano per vedere i loro desideri realizzati. Di fronte un padiglione con un Buddha alto 9 m. La balaustra della scalinata nord, a forma di coccodrillo, è del 1460. Verso il centro sta il Pozzo della reliquia dei capelli in cui si dice furono lavati i capelli del Buddha prima di essere chiusi nello zedi.

Shwedagon Paya, pagode
Shwedagon Paya, pagode

Dall’angolo sudest della piattaforma si ammira una magnifica vista di Yangon. Nella zona meridionale è presente un telescopio con cui ammirare da vicino l’hti posto in cima allo zedi. Sempre nella zona sud una scalinata conduce al plinto dello zedi. Alla terrazza del plinto (di circa 6 m), deputata alla meditazione, possono accedere soltanto gli uomini con il permesso degli amministratori della paya.
Dedicate molto tempo alla visita della Shwedagon Paya per mescolarvi con i fedeli, per osservare, per immergervi nella pace e per meditare, è un luogo che dona molto benessere.

Video di Marco De Felicis

Informazioni

Da visitare
Shwedagon Paya

Dove dormire
Kandawgyi Palace Hotel
Fascino coloniale d’altri tempi. Arredamenti in tek e vimini. Sull’omonimo lago, che potete ammirare dalla piscina tra piante tropicali, di fronte alla Aung San Suu Kyi’s House.

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, gente, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e libri, la mia porta per l'altrove. I regali più graditi: un viaggio o un libro. Segni distintivi: un biglietto in tasca e una valigia accanto al letto, all'interno almeno un libro. eventi@antonellacecconi.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.