Trissino e Gambellara, arte e bontà da gustare

Se Vicenza in arte vuol dire Palladio, per la gastronomia vuol dire baccalà, ma nei suoi dintorni non mancano altre seduzioni. A pochi chilometri da Vicenza si trova la dimora storica: Villa Trissino Marzotto e tra Gambellara e Montorso un ghiotto percorso del gusto.

Villa Trissino
Villa Trissino Marzotto, sala di ingresso

Le origini dell’attuale villa Marzotto risalgono al Medioevo quando la famiglia Trissino edificò, nell’omonimo paese, un castello, trasformato (nella seconda metà del XV secolo) in residenza di campagna, poi rinnovata nel XVIII secolo dall’architetto Francesco Muttoni e dal veronese Girolamo Dal Pozzo. Dopo due incendi, che ne causarono la distruzione e decadenza, fu acquistata, nel 1951, dal conte Giannino Marzotto. Oggi vanta due ville e un parco di 20 ettari in cui è bello e facile perdersi rimanendo incantati dalle numerose statue – con soggetti arcadici, mitologici e allegorici (riconducibili all’Iconologia di Cesare Ripa) – prima di arrivare alla Peschiera ottagonale.

Villa Trissino Marzotto
Villa Trissino Marzotto, Sala Oro

All’interno della villa superiore l’itinerario artistico è un susseguirsi di meraviglie, dalla Madonna di Carlo Crivelli nella sala d’ingresso, al fascino della sala Oro (con lampadari in cristallo di Boemia), alla collezione di dipinti (tra cui ‘In vedetta’ di Giovanni Fattori e tre opere di De Nittis) fino alla stupenda collezione nella Sala Arazzi.

Sala Spinetta
Villa Trissino Marzotto, Sala Spinetta

Gli arazzi di Fiandra (con fili di oro e argento), su disegni di Giovanni Battista Lodi da Cremona, sono una serie intitolata ‘i bambini giardinieri’, del 1527, appartenuti a Ferrante Gonzaga furono realizzati su modello di quelli che il fratello Ercole aveva commissionato a Giulio Romano. In essi compare la coltivazione della vigna nel 1500, quando la vite si faceva arrampicare sugli alberi.

particolare arazzi
Villa Trissino Marzotto, particolare arazzi

Per un itinerario di sapori, secondo la stagione, ci sono molti prodotti da cui lasciarsi tentare, dai rinomati asparagi bianchi di Bassano del Grappa ai ‘turioni’ di Gambellara (germogli di asparagi che sbucano appena dalla terra, più piccoli e gustosi). La stagione va da metà aprile a metà giugno. Le mandorle, di un albero spesso piantato al margine delle vigne, sono utilizzate per preparare un dolce, il ‘brasadelo’, il cui nome deriva dalla sua modalità di cottura: forno a legna con le braci (‘brasa’). Si tratta di una ciambella, tipica di Gambellara, a base di farina, latte, uova e mandorle, guarnita di granella di zucchero e ottima da bagnare nel Recioto e nel Vin Santo locali.

Il Prato Verde
Villa Trissino Marzotto, il Prato Verde

Prima ogni famiglia aveva qualche pianta destinata a una produzione d’autoconsumo di olio extravergine di oliva, mentre oggi l’olivicoltura specializzata è portata avanti dagli stessi produttori dei vini Gambellara con ottimi risultati qualitativi. L’azienda Menti, oltre vini e olio, produce ottimo miele dal proprio allevamento di api, 15 arnie con poco meno di un milione di api, 50.000/80.000 api per ogni arnia: miele di ciliegio, acacia, tiglio, castagno e melata di bosco.

miele
Menti, miele

Oltre al vicino e famoso Asiago, nella zona, coperta dalla strada del vino, si producono anche ‘Grana Padano Dop’ e ‘Provolone Valpadana Dop’ (tra Brescia e Padova). Quest’ultimo è il prodotto di punta del Caseificio Albiero (Montorso) e la sua denominazione completa è fondamentale per distinguere quello originale, e nostrano, da qualsiasi altro che, se etichettato semplicemente come ‘provolone’, può essere tedesco e ben lontano dal gusto tipico.

Provolone Valpadana Dop
Caseificio Albiero, Provolone Valpadana Dop

L’azienda nasce negli Quaranta, nonno Albiero, entrato in contatto con un casaro di Napoli, inizia la produzione di formaggi a pasta filata (provolone, provola e caciocavallo). Il ‘Provolone Valpadana Dop’ presenta una varietà di forme e pesi più ampia di qualsiasi altro formaggio, quello di Albiero d’esportazione per gli Stati Uniti raggiungeva anche i 100 kg.

Caseificio Albiero
Caseificio Albiero

Unico conservante usato dal Caseificio Albiero per le tipologie dolce/piccante/affumicato, è il sale. Il provolone è particolarmente apprezzato nel meridione perché non necessita, per la sua conservazione, di frigo. Dopo la lavorazione viene appeso e lasciato ad asciugare anche 6 – 7 mesi. Albiero lavora giornalmente 1.000 quintali di latte e nel magazzino trovano posto 20.000 pezzi sotto vuoto.

sigillo
Sigillo di garanzia

 

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Foto e video di Marco De Felicis

Villa Trissino Marzotto
Piazza Giangiorgio Trissino, 2 – Trissino (VI)
Sito web: www.villatrissinomarzotto.it
Aperta da marzo a ottobre il mercoledì e sabato dalle 9 alle 12 su prenotazione
Tel. 338 3527872

Menti
Contrada Selva 2A – Montebello Vicentino (VI)
Sito web: www.mentivini.it
Tel. 0444 440117

Caseificio Albiero
Via Ponte Cocco, 10 – Montorso (VI)
Sito web: www.albiero.it
Tel. 0444 437258

B&B Villa Bongiovanni
Via Perarolo, 36 – San Bonifacio (VR)
Sito web: www.villabongiovanni.com
Tel. 045 6183053
Accogliente, stanze pulite ed efficienti, personale gentile (soggiorno da evitare in occasione di cerimonie)

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