XIAODONG: cinesi a Prato e migrazioni

Firenze. Mostra dell’artista Liu Xiaodong: MIGRAZIONI a Palazzo Strozzi, Strozzina, fino al 19 giugno 2016. Circa 200 opere (disegni, fotografie e video) per documentare la realtà della comunità cinese a Prato e riflettere sulle perenni migrazioni dei popoli.

P. Strozzi

Palazzo Strozzi – Foto Antonella Cecconi

L’artista cinese (formatosi a Pechino e presente alla Biennale di Venezia del 1997 e 2013) ha trascorso un periodo di residenza in Toscana, dall’autunno 2015 alla primavera 2016, per realizzare alcune opere espressione dell’interesse dell’autore per la comunità cinese e il tema più generale della migrazione.

Allestimento

Allestimento: LIU XIAODONG, Chinatown 1, 2015 e Refugees 1 (Rifugiati 1), 2015 – Foto Antonella Cecconi

Il suo è uno stile ‘oggettivo’, ritratti minimalisti della vita quotidiana che dilatati nella grandezza di una tela assumono un significato universale. Nel suo processo creativo utilizza, come primo contatto con il reale, la fotografia con cui osserva e cattura l’ambiente circostante, ma poi questa si trasforma in oggetto artistico.

LIU XIAODONG, Refugees 1 (Rifugiati 1), 2015

Refugees 1 (Rifugiati 1), 2015, olio su tela, 200 x 180 cm, Courtesy the artist and Massimo De Carlo, Milano/London/ Hong Kong

Foto, schizzi, appunti sono strumenti di indagine interconnessi di interpretazione della realtà, esposti insieme ai dipinti rappresentano l’iter creativo dell’artista.

LIU XIAODONG, Photo paintings.

LIU XIAODONG, Photo paintings. Courtesy Liu Xiaodong studio

Come nel caso di Rifugees 1, in cui l’artista ha dipinto la foto a colori per poi realizzare un olio su tela in tonalità di grigi che rendono la scena meno banale e drammatica. La realtà che il pittore scandaglia è quella della comunità cinese intorno a Firenze e Prato, la più popolosa d’Italia e una delle più importanti di Europa.

LIU XIAODONG, Chinatown 2, 2015,

Chinatown 2, 2015, olio su tela, 180 x 200 cm, Courtesy the artist and Massimo De Carlo, Milano/London/Hong Kong

La Toscana è rappresentata come meta di approdo di lavoratori migranti che, all’inizio non accettati dalla comunità locale, diventano forza produttiva di un’economia bisognosa di risorse esterne sempre meno costose per rimanere competitiva.

Allestimento

Allestimento: LIU XIAODONG, Refugees 4 (Rifugiati 4), 2015

La città di Prato è indissolubilmente legata a quella cinese di Wenzhou (sud-est della provincia costiera del Zhejiang). Negli anni Ottanta Deng Xiaoping (leader riformista del Partito Comunista cinese) apre, con il passaggio all’economia di mercato del Paese, le frontiere verso i paesi esteri. Dal 1990 al 2005 il numero di cinesi a Prato passa da 500 a 10.000 (attualmente circa 30.000). Un insediamento favorito dalla flessibilità, il basso costo della manodopera cinese e la pratica diffusa a Prato, antecedente all’arrivo dei cinesi, del lavoro sommerso e senza regole, con gravi ripercussioni sulla salute.

LIU XIAODONG, Refugees 2 (Rifugiati 2)

Refugees 2 (Rifugiati 2), 2015, olio su tela, 180 x 200 cm, Courtesy the artist and Massimo De Carlo, Milano/London/ Hong Kong

Wenzhou era stata isolata, durante l’era maoista, perché considerata, per l’attitudine al commercio dei suoi abitanti, irriducibilmente capitalista. Motivo per cui il vantaggio economico, con Deng Xiaoping, reciproco per le due comunità (di Wenzhou e Prato) si rivela vincente. Un proverbio cinese recita: “Il povero cerca il lavoro, il wenzhounese cerca l’affare” e, a poco a poco, i cinesi diventano imprenditori finendo per ostentare benessere e ricchezza. La crisi economica del Duemila crea conflitti tra le due comunità. Il lavoro nero, i dormitori e le cucine nelle fabbriche mettono, ben presto, a rischio la vita stessa dei lavoratori. Vengono intensificati i controlli e i cinesi si trovano a subire furti e rappresaglie fino a scendere in piazza per protesta.

LIU XIAODONG, Photo paintings

LIU XIAODONG, Photo paintings. Courtesy Liu Xiaodong studio

Xiaodong ha tentato di ripercorrere i sentieri delle migrazioni, quelli dei rifugiati siriani, afghani, iraniani, pachistani o africani che tentano di arrivare in Europa. Queste comunità entrano in conflitto con una Europa che tende a preservare la propria cultura e tradizioni e a difendersi dalle altre culture, avvertendo l’altro come una minaccia al proprio stile di vita. Resta l’angoscia del cambiamento a cui l’artista cerca di accostarsi attraverso una visione ‘empatica’. Emblematico il vuoto di una fabbrica di filati, la serie Refugees o il binario deserto che diventa confine tra Vienna e Budapest.

LIU XIAODONG, Photo paintings.

LIU XIAODONG, Photo paintings. Courtesy Liu Xiaodong studio

Infine Xiaodong contrappone al sogno del benessere economico dei whenzhounesi quello della Toscana turistica, le Crete senesi, la Val d’Orcia e in particolare il paesino di Chiusure dove ha trascorso un periodo felice di studio e lavoro, la Toscana delle fabbriche pratesi e quella delle colline dai tappeti verdi meta di turisti benestanti.

Giovedì 26 maggio alle ore 18.30 presso la Strozzina di Palazzo Strozzi si terrà la lecture di Ivan Bargna (professore associato di Antropologia estetica e di Antropologia dei media all’Università di Milano Bicocca e professore di Antropologia culturale all’Università Bocconi) dal titolo Forme della diversità: artisti, antropologi e comunità. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Informazioni:
Liu Xiaodong: Migrazioni
Sede: Firenze, Palazzo Strozzi, Strozzina
Data: fino al 19 giugno 2016

Orari: tutti i giorni 12.00-20.00; giovedì 12.00-23.00
Ingresso: € 5,00 intero; € 4,00 ridotto convenzioni; € 3,00 Scuole, ingresso gratuito giovedì 18.00-23.00.
Informazioni: T. +39 055 2645155 /
Sito: www.palazzostrozzi.org  – 
www.strozzina.org
Prenotazioni: Sigma CSC T. Tel. +39 055 2469600,
Email: [email protected]

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