Al Teatro dell’Opera di Roma, il fantasmagorico Benvenuto Cellini

Pioggia di applausi al Teatro Costanzi per l’opera di Berlioz con la regia dello psichedelico e barocco Terry Gilliam. Oltre tre ore di puro piacere e divertimento. Trailer

Terry Gilliam noto per la sua esuberanza scenografica (il suo nome è già nella storia del cinema: Monty Python, Brazil, La leggenda del re pescatore e l’ultimo The Zero Theorem), ha superato a pieni voti la sfida di allestire un’opera complessa, con un numero impressionante di persone al lavoro: orchestra, interpreti, coro, acrobati e mimi. Un allestimento spettacolare, barocco-circense-onirico che ha coinvolto il pubblico in sala per la durata, non breve, dell’opera di Berlioz che ha scelto come ambientazione il carnevale e il mercoledì delle ceneri a Roma, probabilmente a seguito del suo soggiorno a Villa Medici quale vincitore del Prix de Rome (1830). L’opera è stata rappresentata solo due volte a Roma.

Benvenuto Cellini,regia di Terry Gilliam®Yasuko Kageyama-Opera di Roma2015-16.jpg
Benvenuto Cellini,regia di Terry Gilliam®Yasuko Kageyama-Opera di Roma2015-16.jpg

L’interpretazione canora è stata impeccabile, ma la voce penetrante che ha fatto salire l’anima al cielo, è stata quella della giovane soprano Mariangela Sicilia, che soprattutto nell’aria di apertura ha fatto scorrere brividi di piacere.

Benvenuto Cellini_Marco Spotti(Papa)®Yasuko Kageyama-Opera di Roma 2015-16
Benvenuto Cellini_Marco Spotti(Papa)®Yasuko Kageyama-Opera di Roma 2015-16

Interessante la figura del papa (Marco Spotti) che nei costumi (una veste che si apre come un sarcofago) e movenze ricordava, non a caso, più un faraone che un capo religioso. Ben rappresentata la corte vaticana, consiglieri, burocrati e ambigui personaggi. Nella realtà il mediceo Clemente VII fu strenuamente difeso dal Cellini durante il sacco di Roma (1527) e il Papa lo richiamò a Roma (1529) nominandolo stampatore ufficiale della Zecca pontificia. Cellini aveva un’indole rissosa e un carattere violento (fu autore di tre omicidi) e forse per questo non entrò nelle grazie di Cosimo I de Medici, reale committente del Perseo che decapita Medusa (Firenze, Loggia dei Lanzi).

Benvenuto Cellini_Sicilia(Teresa),Osborn(Cellini),Luongo(Fieramosca)®YasukoKageyama-OperaRoma15-16_8
Benvenuto Cellini_Sicilia(Teresa),Osborn(Cellini),Luongo(Fieramosca)®YasukoKageyama-OperaRoma15-16_8

L’esecuzione musicale dell’orchestra di Roberto Abbado, così come il coro, hanno strappato non pochi applausi, protagonisti eccellenti della scena e non semplice accompagnamento.

Locandina
Locandina

Berlioz, lettore dell’autobiografia celliniana, probabilmente si riconosceva nella vita del Cellini tutta ‘genio, sregolatezza, passione’. Non da meno Gilliam che ha dichiarato non solo di adorare la follia e l’estremismo della musica di Berlioz ma anche l’autenticità e il talento di Cellini, elementi che lo riscattano da tutti i suoi difetti (bugiardo, seduttore, imbroglione ed egoista). Proprio l’elemento visionario, che esplode subito nell’ouverture, è il comun denominatore del musicista e del regista.
Un altro artista è stato la fonte di ispirazione, per le scenografie, di Gilliam: Giovanni Battista Piranesi con le sue Carceri.  Gilliam, anticonformista (fuggito dal Vietnam di Nixon ha rinunciato alla cittadinanza americana nell’era Bush, 2006) a proposito del pubblico dell’Opera ha dichiarato: “Penso che siano soltanto i ricchi a frequentarla. Rimane uno spettacolo per le élite, i giovani non possono permettersela, è troppo costosa… (eppure n.d.r.) è nata come un intrattenimento per tutti, veramente popolare… ho affidato i miei due debutti all’English National Opera, perché loro… invitano i giovani, i biglietti non sono cari…”.

Palco
Palco

Atto I Papa Clemente VII vuole passare alla storia come mecenate e collezionista e ha commissionato a Benvenuto Cellini, impetuoso ma geniale scultore e orafo fiorentino, la statua di Perseo che uccide Medusa (in realtà l’opera fu scoperta nel 1554 in piazza della Signoria al cospetto del committente il Duca Cosimo I, che non avendola apprezzata tolse allo scultore la sua rendita). Balducci, tesoriere del Papa, non si fida di Cellini, gli preferisce uno scultore mediocre, Fieramosca, al quale vorrebbe dare in sposa sua figlia, ma Teresa è innamorata di Cellini. È Carnevale. Cellini, introdottosi in casa di Teresa (e spiato da Fieramosca) le rivela a Teresa il suo piano di fuga verso Firenze. Fieramosca giura di mandare a monte i loro progetti. Cellini brinda, con i compagni orafi, alla gloria della loro “arte divina” fin quando arriva l’oste con il conto. Nel frattempo giunge Ascanio con la somma dovuta a Cellini per la statua in bronzo del Perseo ma da realizzare entro il giorno successivo. Il finanziamento per la realizzazione dell’opera è minore del previsto.  Balducci e sua figlia si uniscono al Carnevale per assistere allo spettacolo. Gli attori invitano gli spettatori a prestare attenzione alla loro commedia nella quale, su iniziativa di Cellini, Balducci viene deriso. Nel tumulto generale, tentando di rapire Teresa, due coppie di falsi monaci si affrontano. Cellini pugnala Pompeo e viene arrestato ma proprio quando tutto sembra perduto, viene sparato un colpo di cannone da Castel Sant’Angelo, che annuncia il coprifuoco e la fine del Martedì grasso, le candele e le torce vengono spente e protetto dall’oscurità, Cellini riesce a fuggire mentre Fieramosca viene arrestato per errore e accusato di omicidio.

Atto II
La mattina successiva Teresa e Ascanio cercano Cellini nel suo atelier. L’artista torna e racconta la sua notte tormentata e la sua fuga. Teresa e Cellini decidono di fuggire insieme a Firenze. Ascanio rammenta invano a Cellini l’impegno di consegnare la statua del Perseo. Balducci irrompe sulla scena assieme a Fieramosca, al quale ordina di riportare a casa “sua moglie”. A questo punto arriva il Papa che ordina alle guardie di arrestare Cellini il quale minaccia di distruggere il calco della statua qualora il Papa non intenda soddisfare le sue richieste. Il Papa acconsente e concede il perdono a Cellini, così come la mano di Teresa a patto che lo scultore realizzi la statua in tempo, altrimenti l’artista sarà impiccato. Cellini esprime il desiderio di vivere l’esistenza semplice di un pastore, libero dalle preoccupazioni che affliggono l’artista obbligato a soddisfare i suoi committenti. Fieramosca sfida Cellini a duello, per approfittare dell’assenza dello scultore e sollevare gli operai contro il loro padrone per i salari troppo bassi. Teresa riesce a capovolgere la situazione in favore di Cellini e gli operai si scagliano contro la stesso Fieramosca, credendo che abbia ucciso il loro padrone. Cellini ritorna e ordina agli operai di dare a Fieramosca indumenti da lavoro e metterlo all’opera. Il Papa e Balducci sono scettici circa l’esito dell’impresa. Cellini ordina ai suoi aiutanti di sacrificare tutte le sue opere per avere metallo sufficiente e salvare il Perseo. Poi, finalmente, il metallo fuso inizia a scorrere. Fieramosca abbraccia il suo rivale, Balducci concede la mano di Teresa a Cellini, e il Papa la grazia. L’arte trionfa e tutti e si cantano le lodi dei cesellatori.

 

Musica di Hector Berlioz

Opera in due atti Libretto di Léon de Wailly e Henri Auguste Barbier Durata: 3,15 h – I ATTO 1, 35 h – INTERVALLO 30 ” – II ATTO 1,10 h Direttore: Roberto Abbado
Regia: Terry Gilliam
Co-regia e coreografia: Leah Hausman Maestro del Coro: Roberto Gabbiani
Scene:Terry Gilliam Aaron Marsden
Da un’idea originale di: Rae Smith
Costumi: Katrina Lindsay
Luci: Paule Constable
Video: Finn Ross

Interpreti principali

Ascanio: Varduhi Abrahamyan
Benvenuto Cellini: John Osborn
Fieramosca: Alessandro Luongo Giacomo
Balducci: Nicola Ulivieri
Papa Clemente VII/ Cardinal Salviati Marco Spotti
Pompeo: Andrea Giovannini
Teresa: Mariangela Sicilia
Francesco: Matteo Falcier
Le cabaretier: Vladimir Reutov
Bernardino: Graziano Dallavalle

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera Nuovo allestimento in coproduzione con English National Opera e De Nationale Opera & Ballet di Amsterdam – In lingua originale con sovratitoli in italiano e inglese

Rappresentazioni:
Martedì 29 marzo ore 19.30
Giovedì 31 marzo ore 19.30
Domenica 3 aprile ore 16.30

Informazioni
https://www.operaroma.it/

Sede
Teatro Costanzi
Piazza Beniamino Gigli, 7

METRO

Linea A – fermata REPUBBLICA TEATRO DELL’OPERA
AUTOBUS
Via Nazionale – H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T
Via Depretis – 70, 71
Via Cavour – 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714
Stazione Termini – 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714

 

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