“Caravaggio Napoli”, l’ultima intensa stagione del maestro lombardo

Caravaggio a Napoli

I diciotto mesi di Caravaggio a Napoli e l’influsso della sua arte sulla Scuola napoletana. Il forte legame tra l’artista maledetto e la città partenopea. Al Museo e Real Bosco di Capodimonte e al Pio Monte della Misericordia, fino al 14 luglio 2019.

Museo e Real Bosco di Capodimonte, ingresso
Museo e Real Bosco di Capodimonte, ingresso

Quindici anni dopo l’importante esposizione del 2004 “Caravaggio. L’ultimo tempo” incentrata sugli ultimi quattro anni dell’artista vissuti tra Napoli, Malta e la Sicilia, giunge al Museo e Real Bosco di Capodimonte: Caravaggio Napoli a cura di Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger (direttore del Museo). Una mostra di estrema precisione scientifica, basata su fonti documentarie, che ha come obiettivo quello di accrescere la conoscenza del fondamentale periodo napoletano del pittore, meno noto di quello romano. Una particolareggiata crono-biografia accompagna l’esposizione per ordinare le informazioni edite e inedite della stagione partenopea.

Curatrice Maria Cristina Terzaghi; Direttore del Museo e curatore Sylvain Bellenger; Presidente della Regione Campania On. Vincenzo De Luca; Soprintendente per la tutela del Patrimonio e gli Affari legali del Pio Monte della Misericordia Pier Luigi Rocco di Torrepadula; Assessore alla cultura del Comune di Napoli Nino Daniele

Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) visse a Napoli diciotto mesi durante due diversi soggiorni. Il primo tra ottobre del 1606 e giugno 1607 quando si imbarcò per Malta. Il secondo nell’autunno del 1609 per circa un anno, in attesa di ricevere la grazia, perché condannato a morte per l’omicidio di Ranuccio Tomassoni, e poter rientrare a Roma. Il perdono giunse nel luglio del 1610, nel viaggio di ritorno però l’artista morì tragicamente a Porto Ercole il 18 luglio dello stesso anno.
Nella Sala Causa del Museo di Capodimonte, sono esposte sei opere del pittore provenienti da istituzioni italiane e internazionali.

Caravaggio, Flagellazione, (particolare) 1607, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

Caravaggio, Flagellazione, (particolare) 1607, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Su concessione del Fondo Edifici di Culto, Direzione
Centrale del Ministero dell’Interno / Su concessione del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Polo Museale
della Campania

I quadri sono posti in dialogo con ventidue tele di artisti napoletani che, all’arrivo del Merisi in città, furono persuasi e fortemente suggestionati dalla grande novità della sua arte. “La mostra – racconta la curatrice Maria Cristina Terzaghi – intende proprio illustrare le ricadute sugli artisti napoletani che si sono accorti immediatamente della grandezza di Caravaggio e l’hanno riprodotta ognuno a modo proprio. Chi in modo più innovativo come Battistello Caracciolo, chi in modo forse più tradizionale come Fabrizio Santafede o Giovanni Bernardino Azzolino. Ma tutti si sono misurati con la grandezza del maestro”.

Caravaggio, Salomè con la testa di Battista, Londra e Battistello Caracciolo, Salomè con la testa di Battista, Siviglia
Caravaggio, Salomè con la testa di Battista, Londra e Battistello Caracciolo, Salomè con la testa di Battista, Siviglia

L’esposizione è stata l’occasione per una serie di restauri importanti come il Martirio di San Sebastiano (1615?) di Louis Finson proveniente da una chiesa parrocchiale di Rougiers (Var) ed esposto in Italia per la prima volta; o la Flagellazione (1609 circa) di Palazzo Abatellis a Palermo, attribuita a Fabrizio Santafede.
Tra le opere di Caravaggio le due emozionanti Flagellazioni eseguite entrambe nel 1607, una conservata a Capodimonte e proveniente dalla Chiesa di S. Domenico Maggiore di Napoli, l’altra del Musèe des Beaux-Arts di Rouen che, fresca di restauro, fa ritorno nella città partenopea dopo trentacinque anni. Accanto è esposto il Cristo alla colonna (1618-1620 circa,mCapodimonte) di Battistello Caracciolo, solo una delle opere strettamente ispirate alle flagellazioni caravaggesche.

Louis Finson, Maddalena in estasi, 1612-13; Louis Finson, Maria Maddalena in estasi, 1613 (collezione privata)

In mostra anche le due Salomè con la testa del Battista: la londinese della National Gallery del 1609 e la madrilena proveniente da Palacio Real del 1607 circa; entrambe rivisitate da diversi artisti e poste in dialogo con i quadri (raffiguranti lo stesso soggetto), di Battistello (1615-1618 circa) e Massimo Stanzione (1620 circa). Il primo in prestito dal Museo de Bellas Artes di Siviglia, il secondo proveniente da una collezione privata e a Napoli per la prima volta.

Michelangelo Merisi detto Caravaggio, Salomé con la testa del Battista, (particolare), 1607, Madrid Palacio Real
Michelangelo Merisi detto Caravaggio, Salomé con la testa del Battista, (particolare), 1607, Madrid Palacio Real

Fa il suo esordio a livello mondiale un’altra straordinaria opera mai esposta prima d’ora: San Giovanni Battista (1610 circa), di collezione privata, dell’artista Tanzio da Varallo, realizzato nel periodo giovanile napoletano e restaurato anch’esso per l’occasione. L’opera è strettamente ispirata al San Giovanni Battista (1610) del Merisi della Galleria Borghese, al quale è affiancato in mostra. Nella stessa sala le due copie della Maddalena in estasi realizzate da Finson, grande amico del Caravaggio insieme al fiammingo Abraham Vinck. È documentato che entrambi gli artisti accolsero nella propria bottega il genio lombardo ed esportarono la sua arte in Europa.

Hendrik de Somer, Martirio di san Sebastiano, 1630 circa, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte; Battistello Caracciolo, La crocifissione, 1610 circa, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte (in deposito dal Museo Civico di Castelnuovo) e Louis Finson, Martirio di san Sebastiano, 1615?, Rougiers (Var), chiesa parrocchiale Patrick Glotain / Baussan
Hendrik de Somer, Martirio di san Sebastiano, 1630 circa, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte; Battistello Caracciolo, La crocifissione, 1610 circa, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte (in deposito dal Museo Civico di Castelnuovo) e Louis Finson, Martirio di san Sebastiano, 1615?, Rougiers (Var), chiesa parrocchiale Patrick Glotain / Baussan

Conclude, in un crescendo, il Martirio di Sant’Orsola (1610) delle Gallerie d’Italia a Palazzo Zevallos Stigliano (Napoli), l’ultima opera realizzata dall’artista milanese nella città partenopea. Il quadro è posto a confronto con San Francesco riceve le stimmate (1611 circa), proveniente da una collezione privata, realizzato da Carlo Sellitto, altro artista che comprese la pittura caravaggesca. La vicinanza stilistica tra i due è evidente.
La mostra si completa in una sorta di allestimento itinerante con le Sette opere di Misericordia, straordinaria pala d’altare (390 x 260 cm) realizzata dall’artista lombardo nel 1607 per l’Istituto della Congregazione del Pio Monte. La cappella del Pio Monte della Misericordia in Via Tribunali, dove è collocato il capolavoro, può essere raggiunta dai visitatori mediante un servizio navetta ideato per l’esposizione. Grazie all’illuminazione l’opera ha un effetto quasi tridimensionale e i personaggi sembrano uscire fuori dal dipinto.

Fabrizio Santafede, Sacra Famiglia
Fabrizio Santafede, Sacra Famiglia

Nell’opera, più concitata rispetto alle pitture romane, Caravaggio tenta di esprimere forse per la prima volta la propria inquietudine interiore. Quella drammaticità che è evidente in tutta la sua produzione napoletana. La suggestione è forte e il pathos qui raggiunge il suo acme, come in una sequenza cinematografica in cui lo spettatore è coinvolto. Le azioni di carità avvengono in simultanea davanti ai nostri occhi. L’opera era già al tempo (27 maggio 1613) di tale importanza che i Governatori del Pio Monte della Misericordia stabilirono alcuni vincoli intorno al dipinto: “Che non si levi il quadro dall’altare… che no(n) si venda p(er) ni(ssu)no prezzo… che detto quadro non si possa ammovere dal detto altare”.

Caravaggio, Le Sette opere della Misericordia, 1607, Cappella del Pio Monte della Misericordia

Il Pio Monte della Misericordia è un’istituzione fondata nel 1602 da nobili napoletani che decisero di devolvere parte dei propri averi e il proprio impegno alle opere di carità nei confronti dei più poveri e bisognosi. Ancora oggi il Pio Monte prosegue il suo percorso con le stesse finalità. Oltre la Cappella con l’opera del Caravaggio merita la visita lo scalone monumentale e la Quadreria al primo piano.
Interessante la sezione della mostra curata da Google Arts & Culture. I visitatori hanno la possibilità di esplorare attraverso schermi interattivi le immagini ad altissima risoluzione delle Sette Opere di Misericordia, la Flagellazione di Cristo (Capodimonte) e il Martirio di Sant’Orsola. Questo grazie alla tecnologia Art Camera, una fotocamera robotica creata per dare vita a immagini di dipinti ad alta risoluzione ora accessibili su Google Arts & Culture a tutti gli utenti.

 Da Milo Manara, La Grazia
Da Milo Manara, La Grazia

Un percorso suggestivo che il direttore del Museo e curatore della mostra, Sylvain Bellenger, ha definito “quasi un’esperienza caravaggesca”, in cui il visitatore viene totalmente immerso nell’oscurità e colpito dall’unica fonte luminosa proveniente dai capolavori. Luce e ombra come nelle opere e nella vita di Caravaggio. Lasciatevi avvolgere, attenti solo a non inciampare nell’improvvida seduta scura al centro della sala.

Milo Manara, Caravaggio La grazia
Milo Manara, Caravaggio La grazia

Per chi volesse ripercorrere gli ultimi anni del Caravaggio in versione graphic novel (romanzo a fumetti) Milo Manara ha pubblicato, presentandolo a febbraio alla Pinacoteca di Brera, La Grazia, con introduzione dello storico dell’arte Claudio Strinati. Nonostante alcune parti romanzate, ma storicamente verosimili, Manara si è basato su fonti documentali e ha dichiarato che “la capacità di Caravaggio di costruire le scene oggi ne avrebbe fatto un grande regista”. Interessante la ricostruzione del disegnatore degli studi dell’artista nella progettazione delle sue opere, come nel caso delle Sette opere di Misericordia. La scelta dei protagonisti che Caravaggio, verosimilmente, arruolava tra la gente comune (prostitute, poveri e disgraziati) magari per il ruolo di santi, angeli e apostoli.

INFORMAZIONI

Sede: Museo e Real Bosco di Capodimonte, via Miano 2, Napoli
Date di apertura al pubblico 12 aprile – 14 luglio 2019
Orari Museo e Real Bosco di Capodimonte, aperta tutti i giorni, dalle 8.30 alle 19.30;
Pio Monte della Misericordia, lunedì – sabato, dalle 9 alle 18 e domenica, dalle 9 alle 14.30
Biglietti intero 14 euro (solo mostra); ridotto 11 euro (solo mostra); intero 15 euro (mostra+museo); ridotto 14 euro (mostra+museo). Il biglietto della mostra dà diritto ad un ingresso ridotto al Pio Monte della Misericordia e il biglietto di accesso al Pio Monte della Misericordia dà diritto a un ingresso ridotto alla mostra Caravaggio Napoli
Pio Monte della Misericordia: https://www.piomontedellamisericordia.it/

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