Umbria Jazz Winter a Orvieto, dal 28 dicembre al 1° gennaio 2020

Dove aspettare l’Anno Nuovo? A Orvieto, cinque giorni a tutta musica, diffusa nel tempo e nello spazio: Umbria Jazz Winter #27

John Scofield - Umbria Jazz Winter
John Scofield

Umbria Jazz Winter # 27, musica di generi diversi ma con un denominatore comune: l’alto livello dei protagonisti. Musica diffusa in tutta Orvieto, nei luoghi più belli del centro storico, alla ricerca della sintesi perfetta di arte, cultura e qualità della vita. Un Festival che mette d’accordo il pubblico esperto e chi, a Capodanno, cerca l’atmosfera festaiola. Altra nota caratteristica è la possibilità di ascoltare in diverse formazioni e progetti gli artisti residenti nella cittadina.

Paolo Fresu -Umbria Jazz Winter
Paolo Fresu
LOCATION

I concerti in prima serata hanno la loro sede prestigiosa al Teatro Mancinelli. Il museo Emilio Greco ospiterà i concerti di mezzogiorno. Nelle sale del Palazzo del Capitano del Popolo si terranno i concerti pomeridiani mentre al Palazzo dei Sette musica no stop (da mezzogiorno a notte fonda, jam session da mezzanotte in poi) coniugata con l’enogastronomia dell’Umbria, come dire: il bello e buono per festeggiare. Musica in ogni luogo, anche nel ristorante San Francesco con jazz lunch e jazz dinner e nelle vie del centro storico con i Funk Off. La musica entra anche in chiesa: concerto gospel dopo la Messa di Capodanno e il pomeriggio nel Duomo. Non mancheranno i gran cenoni di Capodanno per fare festa.

Danilo Rea - Umbria Jazz Winter
Danilo Rea
GLI ARTISTI

Nella giornata di apertura, sabato 28 dicembre alle ore 16, ad accendere la musica saranno dei musicisti emergenti, vincitori del Conad Jazz Contest, che si svolge in estate, e gli studenti più meritevoli delle Clinics tenute, sempre nell’edizione estiva di Umbria Jazz, dal Berklee College of Music di Boston. Michelangelo Scandroglio GroupBerklee / Umbria Jazz Clinics 2019 Award Group al Palazzo del Popolo – Sala 400. Il concorso Conad Jazz Contest è stato vinto da Michelangelo Scandroglio Group.
Il programma continua alle ore 18 con la street band toscana, Funk Off, che propone una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente. Dal 2003 sono diventati i beniamini del pubblico. Nella loro musica echi di James Brown e Frank Zappa, fino al puro funk tipo Gorge Clinton.

Dena De Rose
Dena De Rose

Il gruppo toscano è stato in pratica riproposto quasi tutti gli anni, sia a Perugia che a Orvieto e Terni, diventando un’attrazione fissa del festival. Un gruppo divertente che suona bene e che riesce a rivitalizzare un genere secolare come la marching band che fa parte degli albori del jazz.
Al Palazzo dei Sette alle 19, il 29 alle 13 e 17.30, il 30 alle 14.30 e 19, il 31 dicembre alle 14.30 e il primo gennaio alle 17.30: Dena De Rose, pianista/cantante che coniuga misura e buon gusto con versatilità, ideale performer stile jazz club. Dopo una brutta malattia alla mano destra, che le aveva impedito di suonare il piano, si è scoperta cantante. In seguito però ha recuperato l’uso della mano ma non ha rinunciato a cantare, ha unito così i due talenti. Nella sua brillante carriera ha collaborato con stelle della scena del jazz newyorkese come Ray Brown, Benny Golson, Billy Hart, Clark Terry, Mark Murphy.

Palazzo del Popolo
Palazzo del Popolo

Al Palazzo dei Sette si alternerà, con Dena De Rose, il 29 alle ore 16 e alle 20.30, lunedì 30 alle ore 13 e 17.30, il 31 alle ore 17.30 e il 1° gennaio alle ore 16 e 20.30, Greta Panettieri Quartet special guest Max Ionata. Una delle più classiche formazioni jazz, ovvero una cantante e un trio pianoforte-contrabbasso-batteria, più un sassofonista. Greta Panettieri, con sette dischi alle spalle, tour internazionali e molte collaborazioni eccellenti, è considerata una delle più interessanti vocalist italiane. Tra i suoi maggiori successi Non gioco più, album interamente dedicato a Mina e alla canzone d’autore italiana. Ionata, sassofonista abruzzese, è da tempo uno dei sassofonisti italiani di punta e uno dei più noti anche all’estero.

Francesco Diodati
Francesco Diodati

Il suo quartetto di scena a Orvieto comprende due bravissimi musicisti italiani (Piero Odorici al sassofono e Paolo Benedettini al contrabbasso) e il newyorkese Anthony Pinciotti alla batteria.
Al Palazzo dei Sette seguirà alle 20.30 Michael Supnick Swing Quintet con Miss Faro & Red Pellini. Michael Supnick, trombettista, trombonista, cornettista e cantante americano, dal Massachusetts si è trasferito nel 1986 in Italia, dove si è accreditato come uno dei più autorevoli interpreti del jazz delle origini, tra New Orleans, Dixieland e Swing. Ha suonato con Lino Patruno, Renzo Arbore, Larry Franco e alla guida della sua Sweetwater Jazz Band. Artista con un solido percorso formativo alle spalle, suona, calandosi perfettamente nel clima, le grandi canzoni napoletane e quelle dello swing italiano.

Giovanni Guidi
Giovanni Guidi

Della band fanno parte due specialisti come il sassofonista Red Pellini e la cantante Miss Faro. In programma, stesso posto, anche lunedì 30 alle ore 16, martedì 31 alle ore 13 e mercoledì primo gennaio alle ore 14.30.
Presenti al ristorante San Francesco sabato 28 alle ore 20.30 The New Orleans Mystics, un versatile gruppo vocale che ha in repertorio una varietà di classici r&b, soul, disco, jazz, Motown, coprendo un periodo che va dagli anni ‘40 ad oggi. Sostenuti dalla loro band di accompagnamento riescono a mettere il proprio marchio su ogni canzone e renderla personale. L’intrattenimento è la principale vocazione dei Mystics. La band ha raggiunto la popolarità cantando gli hits dei Temptations e Dramatics, Chi-Lites.

Isaiah Thompson
Isaiah Thompson

Negli anni ha cambiato formazione ma è rimasta sempre fedele alla identità musicale con cui debuttò quaranta anni fa. Stesso ristorante domenica 29 alle 13 e alle 19, lunedì 30 alle 20.30, martedì 31 alle 13 e mercoledì primo gennaio alle 20.30. Al Teatro Mancinelli, sabato 28 alle 21, un doppio concerto-evento con Danilo Rea, Massimo Moriconi, Alfredo Golino ne “Le canzoni di Mina” e John Scofield with Jay Anderson, Lewis Nash, Umbria Jazz Orchestra, & Orchestra da Camera di Perugia: “The Magic and Mystery of the Beatles”. Danilo Rea ripropone “Le canzoni di Mina” al Palazzo del Popolo domenica 29 alle 16 e alle 19 e lunedì 30 alle 16. Mentre John Scofield suonerà con gli stessi artisti lunedì 30 alle ore 16.30. Musicisti di alto livello che non hanno bisogno di presentazioni.

Al Palazzo dei Sette il 28 dicembre alle ore 22, al ristorante San Francesco domenica 29 alle 20.30, lunedì 20 alle 13 e mercoledì 1° gennaio sempre alle 13: Mitch Woods & His Rocket 88’s (fondati nel 1980). Mitch è considerato, in America, uno dei migliori interpreti moderni di generi tradizionali come blues, rock & roll, boogie, jive. Il suo ultimo album, registrato l’anno scorso al festival di New Orleans, gli ha procurato una nomination ai 2019 Blues Blast Awards per il miglior disco live.

New Orleans Mystics

Al Palazzo dei Sette appuntamento fisso: sabato 28, domenica 29, lunedì 30, mercoledì 1° alle 23.30, martedì 31 alle ore 16 e 23.15: The House Band & Jam Session. Per chi tira a far tardi le jam session sono uno dei riti più identitari del jazz. Si comincia a mezzanotte con la resident band (Piero Odorici e Daniele Scannapieco ai sax, Andrea Pozza al piano, Paolo Benedettini al contrabbasso e Anthony Pinciotti alla batteria) e si prosegue finché si ha voglia. È una band che sa restituire in modo perfetto il clima infuocato delle jam. Alla formazione “base” possono naturalmente aggiungersi, celebrando il rito della jam session, tutti gli altri musicisti presenti al festival.

Duomo

Al Palazzo del Popolo, domenica 29 alle ore 12, lunedì 30 alle ore 17, martedì 31 alle ore 12 e mercoledì 1° gennaio alle ore 16: Sullivan Fortner special guest Michela Marino Lerman (tap dancer). Sullivan Fortner, pianista trentaduenne di New Orleans, si è esibito nel circuito Jazz at Lincoln Center e ai festival di Newport e Monterey, ha suonato con Dianne Reeves, Roy Hargrove (è stato membro dell’ultima formazione del trombettista texano), Wynton Marsalis, Paul Simon, John Scofield, Cecile McLorin Salvant, Fred Hersch, DeeDee Bridgewater, Stefon Harris, Billy Hart, Dave Liebman. Ha mosso i primi passi come organista dei cori gospel (sua madre ne dirigeva uno). A Orvieto suona in una performance di solo piano e in trio con una ritmica stellare: Jay Anderson al contrabbasso e Lewis Nash alla batteria.

Sullivan Fortner
Sullivan Fortner

Al suo fianco c’è Michela Marino Lerman, una virtuosa della tap dance (tip tap). Vanta collaborazioni con musicisti come Wynton Marsalis, Benny Golson, Roy Hargrove, Ravi Coltrane e Frank Lacy.
Al Museo Emilio Greco, domenica 29 alle ore 12 unico concerto di Giovanni Guidi. Ha vinto tre anni fa il referendum di Musica Jazz per il miglior disco italiano, il suo Ida Lupino. Il punto di partenza è stato il gruppo di giovani emergenti allestito da Enrico Rava. Al Palazzo del Popolo, domenica 29 alle ore 15.30, lunedì 30 alle 18.30 e martedì 31 alle ore 16: Rosario Giuliani, Joe Locke, Dario Deidda, Roberto Gatto.

Love in Translation è il titolo del recentissimo disco, esito di una ventennale interazione reciproca, diventata anche amicizia, con un progetto live passionale, non a caso dedicato al più forte dei sentimenti, l’amore. Come intenso è il loro disco, in cui si ascoltano temi famosissimi come “Duke Ellington’s Sound of Love” (Charles Mingus), o “Love Letters” assieme a brani originali tra cui due commossi omaggi a grandi musicisti scomparsi, Roy Hargrove e Marco Tamburini.

Greta Panettieri

Al Palazzo del Popolo, domenica 29 alle ore 17 , lunedì 30 alle ore 12, martedì 31 alle ore 17, e il 1° alle ore 12 Isaiah Thompson Trio. Isaiah, pianista, compositore e già band leader nonostante la giovane età, ha trovato un mentore d’eccezione in Wynton Marsalis, che lo ha voluto al suo fianco in molte formule, dal quartetto e quintetto fino alle formazioni più estese come la grande orchestra del Jazz at Lincoln Center. Ha partecipato alla manifestazione intitolata Handful of Keys: A Century of Jazz Piano. Si sono esibiti alcuni dei migliori pianisti della scena jazz contemporanea alle prese con un repertorio che andava da Jelly Roll Morton a Bill Evans, da Thelonious Monk a Dave Brubeck, ovvero cento anni di jazz visti dalla tastiera.Thompson ha cominciato a studiare pianoforte a cinque anni, e dalla musica classica è poi passato al jazz.

2019 Funk Off (maria giulia la rosa)
2019 Funk Off (maria giulia la rosa)

Sempre al Palazzo del Popolo, il 29 alle 18.30, il 31 alle 15.30, il 1° alle 15.30 e al Museo Emilio Greco il 30 alle ore 12 , Antonello Salis & Simone Zanchini, il primo alla fisarmonica e pianoforte e Simone Zanchini fisarmonica e live electronics. Zanchini spazia dalla collaborazione con i Solisti dell’Orchestra della Scala ai progetti più sperimentali. Salis e Zanchini sono accomunati da una disinibita vena creativa e da una idea di musica che mal si concilia con i paletti dei generi codificati. Gran concerto domenica 29 alle ore 21 al Teatro Mancinelli: Joel Ross/ Warren Wold Quartet feat. Joe Sanders e Greg Hutchinson in “Tributo a Milt Jackson & Bobby Hutcherson” (replica al Mancinelli anche il 30 alle ore 16, il 31 alle ore 16.30 e al Palazzo del Popolo il 1° gennaio alle ore 19) e Paolo Fresu Devil Quartet special guest Francesco Diodati.

Zanchini Salis
Simone Zanchini Antonello Salis

Paolo Fresu Devil Quartet sarà sul palco del Palazzo del Popolo, per un evento gratuito, il 30 alle ore 11. Paolo Fresu, uno dei leader del movimento jazz italiano, e non solo, è protagonista di tre performance con il Devil Quartet. Una con la sua consueta formazione (il 1° gennaio alle 01.00); una seconda in versione “elettrica”, il 29 ore 21, con ospite Francesco Diodati alla chitarra; la terza in modalità “acustica” con special guest Gianluca Petrella al trombone (il 30 dicembre alle 19). Il quartetto è composto da Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Della Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Nella quarta performance, al Mancinelli il 1° gennaio alle 17, va in scena il trio con Dino Rubino al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso per il progetto “Tempo di Chet” e come ospite speciale, Stefano Bagnoli alla batteria.

Michelangelo Scandroglio
Michelangelo Scandroglio

Tempo di Chet, naturalmente, è dedicato ad una delle figure umanamente più struggenti, oltre che uno dei talenti più puri del jazz, Chet Baker. Nella prima parte del concerto John Scofield. Joel Ross/ Warren Wold Quartet feat. Joe Sanders e Greg Hutchinson. Negli ultimi anni il vibrafono ha conosciuto una rifioritura grazie ad una nutrita schiera di nuovi interpreti. Un evento unico vedere tre vibrafonisti sul palco. Joe Locke è considerato come uno dei maggiori talenti del vibrafono. Warren Wolf, multi strumentista di Baltimora suona anche piano, marimba e batteria. Joel Ross è l’astro nascente del vibrafono (ma Ross è anche compositore e pianista). In pochi anni ha collaborato sia con star del jazz come Herbie Hancock, Christian McBride o Louis Hayes che con i migliori esponenti delle ultime generazioni.

Al Palazzo del Popolo, il lunedì 30 alle ore 15.30, Francesco Diodati: Yellow Squeeds (con Francesco Lento alla tromba, Gabriele Evangelista al basso, Enrico Zanisi al piano e tastiere, Enrico Morello alla batteria), Floors (con Filippo Vignato al trombone e Francesco Ponticelli, contrabbasso).

Museo Greco
Museo Greco

Francesco Diodati, chitarrista, compositore, improvvisatore, con studi economici alle spalle, è senza dubbio una delle personalità più interessanti emerse dal grande fermento del jazz italiano negli ultimi anni. Parte della sua carriera è legata a Enrico Rava con cui collabora dal 2013. Mat, infine, in cui l’ecletticità, il talento e la grande affinità musicale ed umana tra i tre artisti (con Diodati ci sono Marcello Allulli al sax ed Ermanno Baron alla batteria) si traduce in una fusione senza confini tra neo-bop, funk, musica folklorica, avanguardia e melodia mediterranea. Repertorio vasto con rivisitazioni personali di brani di Puccini, Villa Lobos, Tom Waits, Mia Martini.

Al Palazzo dei Sette arriva il 30 alle 22.30 Massimo Moriconi in duet con con Emilia Zamuner e in trio con Nico Gori al clarinetto, Ellade Bandini. Moriconi è un maestro del contrabbasso che il pubblico di Umbria Jazz conosce bene per averlo visto in moltissime edizioni in duo con Renato Sellani, ma si deve ricordare almeno il suo lungo sodalizio artistico con Mina. Bandini è stato collaboratore storico di Guccini, Vecchioni, Mina, Edoardo Bennato, Fabrizio de André.

Palazzo dei Sette
Palazzo dei Sette

Al teatro Mancinelli lunedì 30 alle 20.30 e il 1° gennaio alle ore 01.00 scalderanno l’atmosfera con le loro voci: l’Every Praise & Virginia Union Gospel Choir feat. J. David Bratton. Del coro fanno parte alcuni dei migliori cantanti e musicisti gospel provenienti dalla Virginia e New York. Complessivamente, trenta artisti sul palco. Bratton, produttore, autore, insegnante, è considerato un gigante della musica Gospel sia negli Stati Uniti che in Europa. Il suo talento di compositore, interprete e solista gli ha dato l’opportunità di collaborare con diversi artisti di rilievo del panorama gospel internazionale come Edwin Hawkins (l’autore di Oh Happy Day) Roberta Flack e Pattie LaBelle ma anche Anastasia e Dee Dee Bridgewater. È bene ricordare che il gospel è soprattutto una testimonianza di fede.

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Per questi straordinari cantanti la musica rappresenta qualcosa di più di semplici parole in melodia: è una forza in grado di incoraggiare e coinvolgere chiunque si trovi ad ascoltare, diventando per ciascuno una preziosa fonte di ispirazione.
Al Museo Emilio Greco il 31 dicembre alle ore 12 il concerto di Dino Rubino, pianista e trombettista siciliano. Nel 2011 Paolo Fresu lo ha chiamato a incidere per la sua etichetta discografica, Tŭk Music, per la quale ha realizzato la maggior parte dei suoi album. Rubino è membro del trio del trombettista sardo per il progetto Tempo di Chet, presentato a questa edizione di Umbria Jazz Winter, e si esibisce con lui anche in duo. Ultimo concerto al teatro Mancinelli alle ore 17 con John Scofield e Paolo Fresu Trio (con Stefano Bagnoli) in “Tempo di Chet”.

Il Gran Cenone di fine d’anno al ristorante San Francesco, il 31 alle ore 20.30, sarà ricco di musica con Massimo Moriconi in duet e trio, The New Orleans Mystics e Mitch Woods & His Rocket 88’s. Mentre il Gran Cenone a Palazzo dei Sette, alle ore 22, sarà accompagnato da Dena De Rose Quartet, Greta Panettieri Quartet special guest Max Ionata, Michael Supnick Swing Quintet con Miss Faro & Red Pellini.

INFORMAZIONI

Sito: Umbria Jazz Winter #27 a Orvieto
Date: dal 28 dicembre 2019 al 1.1.2020
Biglietti online: ticket
Il Gran Cenone di fine d’anno al ristorante San Francesco ha un costo a persona di 180 euro e al Palazzo dei Sette il prezzo è 150 euro.

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