73. Mostra del Cinema di Venezia, Leone d’oro alla carriera a Jerzy Skolimowsky

La 73. Mostra del Cinema di Venezia ha acceso ieri i suoi riflettori. In occasione della cerimonia inaugurale è stato consegnato il Leone d’oro alla carriera al regista polacco Jerzy Skolimowsky. Il trailer dell’atteso film di James Franco.

La 73. Mostra del Cinema di Venezia è iniziata ieri in tono sobrio e senza sfarzi. La cena di gala e il ricevimento sulla spiaggia, che tradizionalmente tengono seguito alla cerimonia di apertura, sono stati annullati in segno di partecipazione al lutto e solidarietà alle comunità duramente colpite dal sisma.

Jerzy Skolimowski

Jerzy Skolimowski, credits Robert Jaworski (Asac – la Biennale di Venezia)

Durante la cerimonia inaugurale è stato consegnato il Leone d’Oro alla carriera a Jerzy Skolimowsky. Nella motivazione Alberto Barbera ha dichiarato che: “è tra i cineasti più rappresentativi di quel cinema moderno nato in seno alle nouvelles vague degli anni Sessanta e, insieme con Roman Polanski, il regista che ha maggiormente contribuito al rinnovamento del cinema polacco del periodo”. Lo stesso Polanski predisse: “Skolimowsky sovrasterà la sua generazione con la testa e le spalle”.
Jerzy Skolimowski (pittore, pugile e poeta) è stato sceneggiatore del film Il coltello nell’acqua (1962) di  Roman Polanski. Ha recitato ne La promessa dell’assassino (2007) di David Cronenberg, Prima che sia notte (2000) di Julian Schnabel, Mars Attacks! (1996) di Tim Burton e The Avengers (2012) di Joss Whedon. Ha partecipato  alla Mostra di Venezia 2015 con 11 minuti, suo l’ultimo film, mentre nel 2010 ha vinto il Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia con Essential Killing. Tra i molti premi che gli sono stati assegnati anche l’Orso d’oro a Berlino per Il vergine (Le départ).
La sua carriera è stata segnata da continui dislocamenti (dalla Polonia al Belgio, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, prima del ritorno in Patria avvenuto meno di dieci anni fa). Un percorso da apolide ma allo stesso tempo originale e personale. Il regista, che è stato sempre dalla parte dei più deboli, ha dichiarato: “Nella maggior parte dei miei film mi sono occupato di outsider, le persone ai margini della società, chi viene definito perdente, chi non trova posto nel mondo. Anche io sono stato migrante, so come ci si sente quando si è costretti a lasciare il proprio paese. Quello dei migranti è uno dei problemi più importanti dei nostri tempi: queste persone meritano di essere guardate con empatia”.

James Franco

James Franco

Per la sezione Cinema Giardino è possibile vedere il trailer (vedi sotto) del film diretto e interpretato da James Franco: In Dubious Battle, tratto dall’omonimo romanzo di John Steinbeck (Premio Pulitzer) La Battaglia (1936). Il film, ambientato nell’America degli anni Trenta, racconta la storia di un uomo che tenta di organizzare uno sciopero dei raccoglitori di frutta e verdura, nel sud della California. Nel cast: Nat Wolff, Vincent D’Onofrio, Selena Gomez, Robert Duvall, Ed Harris e Sam Shepard. Il regista ha spiegato così la sua scelta: “Sono cresciuto in California, vicino alla contea di Steinbeck. Ha vissuto nella mia città quando era studente a Stanford. La mia ossessione per la sua scrittura è iniziata non appena ho imparato a leggere, è parte del tessuto della mia infanzia. La battaglia è il testo meno noto della sua trilogia non-ufficiale, che comprende Uomini e topi e Furore. È un racconto straordinario di lotta dell’uomo contro se stesso, un argomento incredibilmente vivo durante la Grande Depressione, e ancora oggi estremamente pertinente. Trasporre la sua opera è un sogno che si realizza”.

Attesa oggi per le proiezioni in concorso: in Sala Grande al Palazzo del Cinema, Les beaux jours d’Aranjuez di Wim Wenders (ore 16.30), The Light Between Oceans di Derek Cianfrance (ore 19) e Arrival di Denis Villeneuve (ore 22). Stay tuned.

Sito della Biennale: www.labiennale.org/it/cinema

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