“La grandezza dell’universo” nell’arte di Giovanna Garzoni a Palazzo Pitti

Cento opere per la prima grande mostra dedicata alla pittrice barocca, Giovanna Garzoni, amica di Artemisia Gentileschi. Da oggi fino al 28 giugno.

La poesia della natura è la protagonista di questa mostra: fiori, piante e conchiglie esotiche, strani insetti, animali dall’espressività quasi umana. Dipinti, miniature su pergamena (il supporto prediletto dalla Garzoni), disegni, oltre ad un grande paliotto a tema floreale di oltre 4 metri di lunghezza, posti a confronto con porcellane antiche, avori e bronzi rinascimentali. Giovanna Garzoni (Ascoli Piceno 1600 – Roma 1670), fantasiosa e curiosissima, era un’artista dall’indole itinerante che la rese una delle pittrici più colte e cosmopolite della sua epoca.

Carlo Maratti (Camerano 1625 – Roma 1713), Ritratto di Giovanna Garzoni, 1665 circa
olio su tela; cm 64 x 49, Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica

Il direttore Eike Schmidt: “l’arte della Garzoni sancisce la rinascita della Reggia dei Granduchi dopo un lungo momento di buio e silenzio”. Così torna alla vita la reggia granducale fiorentina dopo il lockdown. Una rassegna – la prima monografica dedicata alla pittrice barocca di origini marchigiane – con la quale le Gallerie degli Uffizi intendevano celebrare una grande figura femminile nella ricorrenza della Festa della Donna per il 2020. “Ibernata” dal lockdown scattato a marzo, la mostra diventa adesso il simbolo del ritorno alla vita normale, dopo una chiusura di quasi tre mesi dovuta al Covid-19.

Allestimento

La Garzoni visse alle corti di Venezia, a Torino, fu a lungo a Firenze con i Medici, quindi a Napoli, in Francia, dove ebbe modo di realizzare il ritratto del Cardinale Richelieu (presente in mostra) e persino in Inghilterra alla corte di Carlo I. Fu amica di un’altra grande artista del Seicento, Artemisia Gentileschi, con cui condivise viaggi ed esperienze e che costituì per lei, più giovane di alcuni anni, un modello a cui ispirarsi.

Giovanna Garzoni, Pianta di giacinto con quattro ciliege, una lucertola e un carciofo
1648 circa, tempera e tracce di matita nera su pergamena; cm 53,2 x 40,1, Firenze, Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi

L’artista si specializzò nella miniatura su pergamena, eccellendo in particolare nella rappresentazione di nature morte con oggetti esotici e soggetti tratti dal mondo vegetale ed animale. Divenne ben presto nota e apprezzata in tutta Europa, tanto da essere ritratta, ormai in età avanzata, dal principe dell’Accademia di San Luca a Roma, Carlo Maratta, futuro restauratore di capolavori di Raffaello.

Giovanna Garzoni, Cagnolina con biscotti e una tazza cinese
circa 1648, tempera su pergamena, cm 27,5 x 39,5
firmato nell’angolo in basso a destra: “Giovanna Garzoni F.”
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Galleria Palatina

Famosa per le numerose nature morte e anche “vive” con frutta, piante esotiche e piccoli animali di ogni genere (dagli insetti rappresentati nella loro infinita varietà, a lumache, uccelli e cavallette), fino ad arrivare all’opera simbolo della mostra, la celebre Canina (piccolo cane) inglese raffigurata su un tavolo accanto ad una tazza cinese e ad alcuni biscotti. Il suo estro creativo pone a confronto anche oggetti e figura umana, come testimonia il Vecchio di Artimino circondato dai prodotti del suo lavoro di contadino (salumi, frutta, uova, formaggi) e dalle bestie della sua corte (galline e un cane).

Giovanna Garzoni, Autoritratto come Apollo, Firmato sullo strumento: “Giovanna Garzoni F”, circa 1618–1620, tempera su pergamena, stesa su lino, cm 42 x 33, Roma, Palazzo del Quirinale

Appena ventenne realizza il suo Autoritratto nei panni del dio Apollo. In omaggio a Raffaello, mentre a Roma alle Scuderie del Quirinale è in corso la grande mostra per il cinquecentenario della morte dell’Urbinate, è esposta anche la copia in miniatura dipinta dalla Garzoni nel 1649 della Madonna della Seggiola, già al tempo pezzo di punta della collezione medicea e tuttora visibile nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

Giovanna Garzoni, Leonessa con occhio aperto, circa 1640, in: Giovanna Garzoni, Libro di miniature e disegni, fol. 6, penna e acquerello su carta, cm 18.2 x 26.8, Roma, Accademia Nazionale di San Luca

A Venezia Giovanna, giovanissima, apprese la tecnica della pittura ad olio. Una delle sue prime commissioni fu un dipinto per la serie degli Apostoli nella chiesa veneziana dell’Ospedale degli Incurabili, a cui avevano contribuito maestri prestigiosi fra cui Domenico Tintoretto. Nello stesso periodo si perfezionò nelle arti della calligrafia, della miniatura, nell’uso degli strumenti a corda e nel canto; abilità che poté dimostrare alla corte dei Medici all’età di 19 anni.

Allestimento

A 22 anni sposò Tiberio Tinelli, ritrattista veneziano, ma la loro unione fallì a causa di un voto di celibato di Giovanna, pronunciato per fuggire la predizione di una morte per parto. Il matrimonio terminò nel 1624 con i parenti di lei pronti a testimoniare il ricorso di Tinelli alla stregoneria. Accogliendo l’invito del fratello a cercare la propria “libertà”, nel 1630 Giovanna si trasferì a Napoli, a servizio del duca di Alcalà, insieme ad Artemisia Gentileschi. Passando per Roma, ottenne il patrocinio dei Barberini e fu introdotta all’Accademia dei Lincei dall’erudito Cassiano Dal Pozzo, suo fedele e costante estimatore che l’accompagnarono nel corso della sua esistenza.

Giovanna Garzoni, da Raffaello Madonna della seggiola, 1649
tempera su pergamena incollata su ardesia; cm 23,5 x 23,5
firmata sul montante della sedia “Giovanna Garzoni. F.”
Collezione privata

Nel 1632 si trasferì a Torino, dove ottenne il titolo di “Miniatrice di Madama Reale”. Cristina di Borbone, moglie di Vittorio Amedeo I di Savoia, era chiamata “Madama Reale” perché sorella del re Luigi XIII di Francia. Nel 1637, alla morte del duca di Savoia, di nuovo in compagnia di Artemisia si diresse in Inghilterra alla corte di Carlo I e lì conobbe Inigo Jones. Alla fine del 1639 Giovanna era a Parigi, nella cerchia del cardinale Richelieu, quindi tra il 1642 e il 1651 visse principalmente a Firenze, lavorando per i Medici e dipingendo prevalentemente miniature. Viaggi e protezioni altolocate offrirono certamente all’artista l’opportunità di avvicinare modelli pittorici non ovvi, forse preziosi manoscritti miniati, o rarità da Wunderkammer, reperti naturali prima ignoti.

Eike Schmidt e il paliotto di Giovanna Garzoni

Stabilitasi infine a Roma, si spense nel 1670 e, prima donna ad ottenere questo onore, venne sepolta nella chiesa dell’Accademia di San Luca.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, ha evidenziato come: “Giovanna Garzoni era una donna che spesso si trovò a lavorare e dipingere con e per altre donne, e questi episodi di sororità contribuirono in parte – ma sempre positivamente – alle sue scelte e agli esiti del suo lavoro”. Mentre la curatrice dell’esposizione, Sheila Barker, ha sottolineato come: “Il suo punto di partenza è sempre il cuore, il fulcro delle persone e delle cose, che poi vengono sottoposti ad una analisi quasi microscopica”.

Video con opere di Giovanna Garzoni

L’esposizione è tra l’altro protagonista di una iniziativa di Advancing Woman Artists (Awa) che l’ha scelta per lanciare una sfida ad artisti e istituzioni a livello globale a realizzare nuove creazioni ispirate proprio dall’arte di Giovanna Garzoni.

INFORMAZIONI

PALAZZO PITTI SI RIAPRE NEL RISPETTO DELLE NORME ANTICOVID

In Palazzo Pitti vigono tutte le norme nazionali e regionali contro la diffusione del coronavirus. È dunque vietato l’ingresso a persone con temperatura corporea oltre 37,5 gradi (viene misurata con termoscanner agli ingressi); inoltre è obbligatorio indossare la mascherina durante tutta la permanenza ed è necessario mantenere una distanza interpersonale di almeno 1,80 m; sono proibiti gli assembramenti; i gruppi non possono essere formati da più di 10 persone; le guide turistiche devono sempre utilizzare il sistema whisper (microfono e auricolari). Immutato il prezzo del biglietto. Cambiano però, in questa prima fase di riapertura, gli orari: per consentire le quotidiane operazioni di sanificazione, Palazzo Pitti resterà infatti aperto dalle 8,30 alle 13,30. Inoltre gli spazi del Tesoro dei Granduchi e del Museo delle Porcellane, dove per ragioni architettoniche e logistiche non è possibile garantire il rispetto delle regole sul distanziamento sociale, per il momento rimarranno chiusi.

LA MOSTRA
SEDE ESPOSITIVA: Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, Firenze
PERIODO DELLA MOSTRA: 28 maggio – 28 giugno 2020
ORARIO: martedì – domenica ore 8,30 – 13,30
PREZZO BIGLIETTO: intero € 16.00; ridotto € 2.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni; gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità

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